I mostri di Dante? Siamo un po’ anche tutti noi

I mostri di dante Che vita sarebbe una vita senza mostri? Raccapriccianti, spaventosi, buffi, eppure così importanti da popolare i racconti di ogni cultura e di ogni tempo e da ricoprire un ruolo di rilievo nella più grande opera letteraria italiana: la Divina Commedia.

Ma ora basta voltare loro e spalle e scappare! È arrivato il momento di conoscerli e ‒ perché no? ‒ giocarci un po’ e imparare a fronteggiarli. In fondo, che cosa sono i mostri se non il simbolo dei pericoli che possiamo incontrare sul nostro cammino e degli ostacoli che noi stessi ci imponiamo?
Un esperto di Dante e due inguaribili creativi hanno deciso di unire le loro forze per creare un libro un po’ pazzo, ma anche molto serio e ben documentato. Colorato e pieno di attività, I mostri di Dante presenta 17 personaggi mostruosi dell’Inferno legati ad altrettante minacce e, attraverso racconti, esempi, fumetti e giochi, stimola voi ragazzi ad affrontarli con arguzia e pensiero critico, ma soprattutto con leggerezza e ironia. Ritaglia, crea un mostro, e l’intervista di Dante al mostro…

E, quando zanne, artigli e code non avranno più segreti, potremo finalmente dormire sonni tranquilli… basta non guardare sotto il letto!

Gli autori sono Laura Vaioli e Mirko Volpi, i disegni (ma come sono belli?!) di Giacomo Guccinelli

 


Ecco cosa ha raccontato  Laura Vaioli a Il Mio Primo Quotidiano. 

«I mostri? Ragazzi non siamo più nel 1300!» Nel libro si parla di Erinni con i serpenti nei capelli, Arpie, quel diavolo di Lucifero, i Dannati, il Minotauro… ogni mostro una storia che parla un po’ anche di noi…

Da allora sono cambiate parecchie cose  effettivamente … pure i mostri?

«Eccome!  Abbiamo scoperto che ogni essere umano possiede un inconscio, cioè una parte di noi sconosciuta anche a noi stessi.  Jung (che si chiamava Car Gustav ed è stato uno tra i più importanti studiosi della mente e non solo di quella…) ci ha fatto capire che questo inconscio, contiene una parte di ombre senza la quale non possiamo evolverci, non ci possiamo individuare (diventare individui, unici come siamo!). La nostra crescita passa dall’ accettazione delle nostre ombre, cioè i difetti, i lati negativi che ci fanno dispiacere ma fanno parte di noi».

Pensateci un po’: quale sono i vostri difetti, le vostre «ombre»? Gli aspetti del vostro carattere più “mostruosi” che non vi piacciono proprio? 

Aiuto! Siamo tutti un po’ mostri quindi? 

«Un po’ sì… Così noi abbiamo preso a pretesto i mostri dell’Inferno, ognuno dei quali rappresenta una di queste “ombre” e li abbiamo fatti  dialogare con i bambini come voi. Non sono più visti come Dante  originariamente li ha presentati. Come il male,  ma come aspetti di noi che non devono essere assecondati ma accettati».

Andiamo alla scoperta dei mostri…

«Per esempio: molti di noi, bambini ma anche adulti, a volte veniamo presi dagli  scatti di ira.

A voi è mai successo? Non dite di no perché non ci crediamo…

Gli scatti di ira a volte sono inarrestabili e quando scoppiano, anche se non ti fa piacere è come se ti trasformassi in una delle Erinni, i tre mostri di cui parla Dante nella Divina Commedia. Negare di avere dentro di sé  delle Erinni vuol dire allontanarsi da se stessi. Se invece riconosco l’erinne che cresce dentro di me, saprò anche non farmi dominare».

Bello! Altri mostri?

«Il Minotauro, il violento  segue l’istinto invece di pensare. Quando è in difficoltà  invece di parlare picchia…! Eppure lo sa che fa male a non pensare. Ma non riesce a trattenersi. L’attività proposta è di disegnare un minotauro da mettere sul cruscotto dell’auto perché gli adulti alla guida riescono a dare il peggio di sé e diventano come dei… minotauri!»

Poi c’è Gerione… ha la testa da uomo buono e invece il corpo da serpente e gli artigli da leone. Un bel falsone, di quelli che ti sembrano in un modo e poi scopri che invece sono tutt’altro. «Gerione è il manipolatore, il truffatore, ti chiede una cosa gentilmente e ti vuole fregare».

E poi  c’è il più cattivo, Lucifero. «Nel libro ad ogni mostro è abbinata una carta punti. che misura forza, attacco e difesa: Lucifero è 10/10/10. Se esistessero le carte per davvero, sarebbe la carta più forte! Nel mondo dei giuperoi (i supereroi al contrario), l’Olimpo alla rovescia, Lucifero è il boss. Colui che ha tradito Dio per arroganza e desiderio di potere.» E la domanda per tutti noi (dentro al libro) è  Ti è mai capitato di non dimostrare riconoscenza verso chi ti ha aiutato? Ti è capitato che qualcuno che avevi aiutato ti abbia poi tradito quando eri in difficoltà?

I mostri di Dante più… sfigati?

«Non sono mostri ma sono i  dannati, non hanno neanche i superpoteri del mostro. Sono gli  indovini. Vanno avanti col corpo, ma hanno la  testa ruotata all’indietro. Carte?  4/4/2, non hanno  nessun tipo di abilità!  Nonsi  guardano le punte dei piedi ma i talloni. Così quando piangono fanno cadere le lacrime sul sedere. Gli indovini sono quelli che voglio predire il futuro. Sapere cosa accadrà  consente di avere potere sugli eventi, ma per Dante anticipare il futuro sottrae potere a Dio che è l’unico che può conoscere cosa accadrà domani». La domanda divina per voi?  Ti è mai capitato di dirti: Ah come vorrei sapere cosa accadrà domani? 

Di sicuro quello che vorremmo tutti è che domani questo virus se ne andasse! Allora sì che saremmo… in Paradiso!


Come comincia il libro

«Da sempre, quando vogliamo offendere qualcuno che ci sta facendo male, gli diciamo: «Sei un mostro!»
Nella nostra cultura i mostri sono creature immaginarie terribili che racchiudono tutte le cose negative che riusciamo a pensare, ad esempio sono disgustosi, deformi, inquietanti, a volte viscidi a volte pelosi e a volte squamosi, non ragionevoli, bestiali e brutti. Sembra quasi che abbiamo bisogno fin da piccoli di credere che ci siano dei mostri contro cui combattere e vincere… perché questo ci fa degni di un duro combattimento e più forti di loro.

I mostri di Dante di Laura Vaioli, Giacomo Guccinelli, Mirko Volpi. (Salani ed). 140 pagine
Superconsigliato!!!

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1 commento su “I mostri di Dante? Siamo un po’ anche tutti noi”

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