Kahled, fuggito dalla Tunisia perché vuole andare a scuola

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LAMPEDUSA – C’è anche Kahled tra i profughi sbarcati a Lampedusa. E’ fuggito dal suo paese perché vuole andare a scuola. E nel suo paese non può più farlo.  Kahled ha 12 anni, vive in un piccolo paese della Tunisia. E’ povero ma è felice di poter studiare. Ha perso la mamma, il papà si è risposato con un’altra donna che ben presto però lo obbliga a lasciare la scuola per andare a fare il pescatore con il papà. Ma a lui questa cosa non va giù. Vuole imparare, vuole andare in classe con i suoi compagni invece che tirare le reti in mezzo al mare. Così quando la rivolta in Tunisia tocca anche la sua isola, Kahled non ci pensa su due volte: partirà per l’Italia. Lì andrà finalmente a scuola. Sale su uno dei tanti “barconi della speranza” e si nasconde nel vano motore. Resta fermo e zitto  mentre salgono i  profughi che avevano pagato il biglietto per Lampedusa. Fermo e zitto anche mentre la barca molla gli ormeggi e il rumore del motore è assordante. Fermo e zitto finché le isole non sono ormai troppo lontane perché decidano di riportarlo indietro. Solo allora salta fuori dal suo nascondiglio: “Ci sono pure io qui ho fame adesso”. Stordito e frastornato dal rumore del motore, sporco di grasso e olio, ma felice finalmente di poter realizzare il suo sogno: ora è a Lampedusa. Ha telefonato subito a suo padre “Sto bene non sono in pericolo ma non tornerò indietro”. Perché non possono andare a scuola?
Sono 700 mila i bambini che vivono a Tripoli. Qui le scuole sono tutte chiuse. Sono circa 200 i ragazzi arrivati fino ad oggi nell’isola di Lampedusa scappati dal loro paese.

Ma sarebbero più di 1 milione di bambini nell’ovest della Libia in pericolo a causa degli scontri fra le forze governative e gli oppositori.

– Save the children ha raccolto le testimonianze di famiglie e bambini a Tripoli e in città vicine, che descrivono la loro paura di uscire di casa, di essere feriti.

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