L’articolo uscito sul Wahington Post: Ava , 7 anni ha scritto a Trump per chiedere sicurezza nelle scuole
perché se ne parla
Il giorno di San Valentino, un ex studente del liceo di Parkland in Florida,  è entrato a scuola imbracciando un fucile d’assalto ed ha cominciato a sparare contro studenti e professori. Hanno perso la vita 17 persone e 15 sono rimaste ferite. Il giovane, 19 anni, è stato arrestato. Viene descritto come un “ragazzo difficile”. Era stato allontanato da quella scuola perché aveva minacciato gli studenti. Eppure, nonostante questo, aveva potuto acquistare un potente fucile.

In America nei primi 45 giorni del 2018 sono già avvenute 18 sparatorie nelle scuole secondo i dati di Everytown For Gun Safety, associazione che si batte per un maggior controllo sulla vendita delle armi da fuoco.

Il presidente Donald Trump in un tweet ha espresso le sue condoglianze e dichiarato che «nessuno studente o insegnante dovrebbe sentirsi in pericolo in una scuola americana». Il 22 febbraio, in un incontro con alcuni ragazzi di quel liceo, ha detto che andrebbero armati gli insegnanti. Poi ha detto di essere stato frainteso… e che i giornalisti hanno capito male e che lui voleva dire un’altra cosa. “Non ho mai detto ‘date armi agli insegnanti’, come è stato affermato ma “una scuola senza armi è una calamita per i cattivi” e la soluzione – ha ribadito Trump – potrebbe essere di prevedere che quei professori che sono altamente addestrati sulle armi le portino negli istituti.

Intanto gli studenti in America hanno le idee ben chiare. Chiedono qualcosa di più: vogliono una legge più dura per  l’acquisto delle armi. Non dovrebbe essere così facile acquistare un’arma.

LA MARCIA

Per questo gli studenti hanno organizzato una marcia il 24 marzo a Washington, dove c’è la “Casa” del presidente. Il passa parola tramite i social ha coinvolto ragazzi e professori. Ma anche parecchie star. Come George Clooney che ha deciso di donare 500mila dollari per sostenere il movimento anti-armi.

Amal ed io siamo ispirati dal coraggio e dall’eloquenza di questi ragazzi della Stoneman Douglas High School (la scuola dove è avvenuta la strage)”, ha detto George Clooney  in una dichiarazione all’Afp. “La nostra famiglia sarà presente il 24 marzo insieme a questa incredibile generazione di giovani provenienti da tutto il paese, e per conto dei nostri figli Ella e Alexander, stiamo donando 500mila dollari per contribuire a finanziare questo evento”.

Anche altre celebrità in questi giorni si sono espresse sulla strage della Florida. Tra queste: Jennifer Lopez, Luis Fonsi, Kim Kardashian e Ellen De Generes. Tutti hanno richiesto una regolamentazione più rigida sull’uso delle armi.

LE ARMI IN AMERICA 

Negli Stati Uniti è molto facile acquistare un’arma. Come riporta un articolo del Sole24Ore, specialmente la Florida e il Texas, sono gli stati americani più permissivi.

Non servono permessi o licenze – scrivono – non occorre registrare le proprie armi e ne puoi comprare quante desideri, compresi fucili d’assalto. La vendita da parte di negozianti è libera, neppure lì serve una licenza. Puoi portarti appresso un fucile nascosto senza autorizzazione alcuna e per una pistola nascosta il permesso è praticamente automatico“.

Basta avere 18 anni e presentarsi con la carta di identità per acquistare un fucile!

Il quotidiano La Stampa ha realizzato un video che spiega in modo molto chiaro le differenze su come si fa ad acquistare un’arma negli Usa e cosa serve invece in Italia. Eccolo.

http://www.lastampa.it/2017/10/02/multimedia/esteri/ecco-come-si-compra-unarma-negli-stati-uniti-e-in-italia-3qqg51H1kNiGShcvHeUN3J/pagina.html

 MA PERCHE’ LA LEGGE NON VIENE CAMBIATA?  In America esiste una potente associazione la  National Rifle Association (Nra), un’organizzazione fondata 150 anni che difende coloro che producono le armi e quelli che vogliono mantenere la vendita libera delle armi da fuoco. Con i suoi soldi, ha finanziato molte campagne elettorali dei presidenti americani e quindi esercita un’influenza anche forte sulla politica americana. 

Si rifanno al Secondo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, che dice: Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una ben organizzata milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto. Si tratta di un articolo adottato però il 15 dicembre 1791, in tempi decisamente differenti! Il diritto alla difesa era ben diverso due secoli fa, quando gli esploratori americani si avventuravano nelle praterie rispetto a oggi dove anche una persona psicologicamente instabile  può acquistare un fucile.

LO CAPISCONO ANCHE I BAMBINI CHE QUALCOSA VA CAMBIATO!
Lo dimostra Ava Olsen, 7 anni. Lei, nonostante sia così piccola, ha vissuto in prima persona una delle stragi nelle scuole. Era una giornata d’autunno del 2016 a Townsville, in South Carolina. Ava e i suoi amici erano in cortile per l’intervallo, quando a scuola è entrato un ex alunno di appena 14 anni con in mano una pistola, rubata dal comodino del padre. Ha sparato per dodici secondi poi per fortuna l’arma si è inceppata. Ad essere colpito in pieno è Jacob, il più piccolo tra tutti i bambini e il migliore amico di Ava. Jacob tre giorni dopo è morto in ospedale. Ava da quel giorno on è più voluta andare a scuola. E non riesce a non pensare a quello che è successo. 

Come ha riportato il giornale americano The Washington Post (che vedete nella foto) Ava a dicembre ha preso carta e penna ed  ha scritto al presidente americano.

“Caro Signor Presidente, io ho visto tutto  e sentito tutto. Ero molto spaventata. Il mio migliore amico, Jacob, è stato colpito ed è  morto. Questo mi ha reso molto triste. Lo amavo e avevo deciso di sposarlo  un giorno. Io odio le pistole. Una di queste  mi ha rovinato la vita e ha preso il mio migliore amico.  Non voglio che succeda ancora. Come intende proteggere i bambini? Per favore tenga i bambini al sicuro dalla armi“.  

I primi di febbraio Ava ha ricevuto la risposta proprio da Trump. 

Cara Ava, grazie per la tua lettera. È molto coraggioso da parte tua condividere la tua storia con me. La signora Trump e io siamo così dispiaciuti di sapere della perdita del tuo amico, Jacob.  Le scuole sono luoghi in cui i bambini imparano e crescono con i loro amici. Le loro sale dovrebbero essere libere dalla paura “, ha scritto. “Il mio obiettivo in qualità di Presidente è quello di fare in modo che i bambini in America crescano in ambienti sicuri, dando loro la migliore opportunità per realizzare il loro pieno potenziale. Continuerò a concentrarmi sulla protezione degli americani e sul miglioramento della sicurezza della nostra nazione”. 

Ava ha letto e riletto la lettera con il sigillo della casa Bianca sopra. Ma qualcosa non l’ha convinta…

“Non ha detto come potrebbe tenere i bambini al sicuro”, ha detto Ava a sua madre. Così ha scritto un’altra lettera. Ava lo ha ringraziato per la risposta e le preghiere promesse. “A volte penso ancora a quel giorno nella mia testa pensando che succederà di nuovo”, ha scritto. “Se hai tempo, ho alcune idee per aiutare a tenere bambini e scuole al sicuro. A volte le persone che vivono in una scuola di tiro hanno idee migliori”. E ha elencato anche una serie di cose che posso essere fatte. 

(Nella foto grande, la statua della non violenza di Carl Fredrik Reuterswärd che si trova davanti alle Nazioni Unite in America)

 

 

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