La chiameremo Emma. Un nome di fantasia così che nessuno possa riconoscerla.  Ha 14 anni, e questa invece è proprio la sua età.
Così come è vera la storia che ci racconta. Quello che le è successo potrebbe accadere a chiunque.
Leggetela con attenzione. Perché Emma è una ragazza come voi. Ed ha imparato quali posso essere i rischi che si corrono utilizzando i social senza usare adeguata attenzione.   Non sempre è necessario “provare” per credere. Basta “sapere”…

 

Scritto da Emma, 14 anni

Un giorno un ragazzo mi ha contattata nei direct di Instagram e io, pensando che potesse essere un amico di amici o un parente di amici, ho aperto il suo profilo. La prima cosa che ho notato è che non avevamo nessun follower in comune e la sua descrizione era vuota. Poi mi sono anche accorta che non c’erano sue foto, ma solo generiche. Così ho lasciato perdere e non ho risposto. Qualche giorno dopo però ero in compagnia di una mia amica e, premettendo che non mi sono fatta condizionare perché è sbagliato, ho deciso di rispondere.

Esattamente non so per quale motivo ho deciso
di farlo, forse perché semplicemente nessun 
ragazzo mi aveva mai scritto. 
Forse non è proprio un ragionamento perfetto,
 ma penso che alla mia età sia abbastanza 
normale reagire in questo modo 
anche se la loro esca è proprio questa.

Infatti dopo che ho risposto chiedendo “ci conosciamo?” la sua controrisposta è stata “un amico”: all’inizio l’abbiamo buttata sul ridere e ci chiedevamo se scherzasse, così gli ho chiesto come poteva pretendere che fossimo amici se non avevo la minima idea di chi fosse e gliel’ho di nuovo chiesto, e questa volta anche da dove veniva.

Mi ha detto la sua età e mi ha chiesto la mia ma io non gliel’ho detta, anche perché a quanto pare era più grande di me, anche se viste le caratteristiche del suo profilo non potevo essere sicura che dicesse la verità. Poi ha cercato in tutti i modi di ottenere il mio numero di telefono, soprattutto dicendo che per inviare foto era più comodo usare il telefono in chat. A quel punto ho cominciato a insospettirmi. Non meno strano è il fatto che mi abbia scritto che non aveva neanche una foto recente da farmi vedere, ma che doveva farsi un selfie…

Continuava a insistere per avere il mio numero di telefono e inviami queste foto! Inoltre quando gli ho chiesto in che scuola andasse (in che scuola VAI, non che scuola FAI) lui ha semplicemente risposto con l’indirizzo di studio e a quel punto nella mia testa è scattato qualcosa che mi ha messa in guardia e mi ha fatto capire che non mi dovevo fidare. Poi ho deciso che non gli avrei più risposto ed è passata la notte.

La mattina dopo mia mamma mi ha spiegato che aveva letto la chat e che aveva ritenuto opportuno rispondergli facendogli capire che si trattava di un genitore e che faceva meglio a non scrivermi più. Lui, di botta risposta, ha negato le richieste precedenti e non sapevo se preoccuparmi o mettermi a ridere per la sua incoerenza.

Mia mamma aveva notato anche che le persone che lui seguiva erano soggetti che lasciavano a desiderare, e quindi abbiamo preso una decisione: infatti anche se non aveva esplicitamente inviato o chiesto foto di un certo tipo, non potevamo sapere se più avanti l’avrebbe fatto, per cui dopo aver bloccato il suo profilo siamo andate alla Polizia Postale. Qui si fanno denunce legate a internet e ai social, e i poliziotti hanno guardato la chat, il profilo e le altre informazioni. Inoltre mi hanno chiesto se era la prima volta che questo ragazzo mi contattava e altre cose che potevano a servire.

Una loro considerazione importante che
 mi ha fatto riflettere è stato il dubbio
 che avesse contattato anche altre
 ragazze, che potevano avere risposto
 o meno. Il loro suggerimento è stato
 di non rispondere agli sconosciuti 
online, e abbiamo un esempio calzante:
 è come fermarsi a parlare con
 degli sconosciuti in strada.

Questi avvenimenti forse in fin dei conti sono stati utili perché mi hanno fatto capire come è facile nascondere i pericoli, e sono contenta che sia andato tutto a buon fine.

 Quindi una cosa che dico a tutte le ragazze
 è questa: non dovete arrabbiarvi con i vostri
 genitori se vi controllano il cellulare 
e non dovete dire loro che siete abbastanza
 grandi da arrangiarvi, perché spesso
 ci rendiamo conto troppo tardi che
 non è così. Anzi, dovreste essere fiere
 del fatto che vi  controllano: 
capite quanto sono attenti a voi
 e potete anche sentirvi molto
 più sicure.

1 commento su ““Un ragazzo mi ha contattato sui social…” Ecco cosa è successo”

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