10 anni fa il blitz che uccise Bin Laden. Chi era “lo sceicco del terrore”

bin_ladenNEW YORK– Non era in una grotta e non era neanche nascosto nei boschi. Lo sceicco del Terrore viveva in una villa da un milione di dollari, simile più a un fortino che a una villa di lusso. Un edificio di tre piani costruito nel 2005 circondato da alte mura e filo spinato alla periferia di Abbottabad, una località turistica di montagna a 60 chilometri dalla capitale del Pakistan. Anche all’interno delle mura di recinzione ha altre mura interne che dividono le zone della casa, con poche finestre che danno sull’esterno: insomma l’attenzione alla sicurezza era altissima.

La villa di Bin Laden

La villa nonostante sia otto volte più grande di quella dei vicini non aveva mai fatto insospettire nessuno tra coloro che abitavano nei dintorni. Solo dopo il blitz si sono resi conto di quanto fosse strano che in quella casa i rifiuti venissero bruciati in giardino e non lasciati in strada. Era una precauzione per non lasciare segni. All’interno le stanze erano spoglie con arredamenti non sfarzosi. La casa era senza telefono e senza televisione. Per le comunicazioni venivano usati dei “corrieri”. Ed è stato proprio seguendo uno dei corrieri più fidati che la squadra speciale americana è arrivata al covo di Bin Laden. Quattro anni di  pedinamenti hanno portato poi all’operazione che si è conclusa in 40 minuti.

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L’operazione

Erano anni che gli davano la caccia. Il 2 maggio 2011, in Pakistan, una piccola squadra di agenti speciali americani (appena 20 uomini ma sceltissimi) ha portato a termine l’operazione  che si è conclusa con l’uccisione di Osama bin Laden, ritenuto il terrorista numero uno al mondo.  Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, che nel cuore della notte si è presentato in tv e  ha detto: «È stato ucciso il leader di Al Qaida, il terrorista responsabile dell’omicidio di migliaia di uomini donne e bambini innocenti. Giustizia è fatta»

Chi era Osama Bin Laden

Era il 17esimo di 52 fratelli e fratellastri. Lo chiamavano anche lo sceicco del terrore. Era l’uomo più ricercato del mondo.  Per l’Fbi era la mente che aveva organizzato gli attentati dell’11 settembre 2001 contro le torri gemelle di New York e contro il pentagono a Washington. Osama Bin Laden, poi, lo aveva ammesso. Sulla sua testa c’era una taglia di 50 milioni di dollari per chi lo avesse catturato, vivo o morto. Era il capo storico di Al Qaida, l’organizzazione che ha seguaci nel mondo intero e che aveva dichiarato guerra agli Stati Uniti e ai suoi alleati. Una guerra che porta avanti col terrorismo, bombe e attentati che hanno ucciso migliaia di persone in molti paesi del mondo dall’Africa all’America. Lo fa in nome dell’Islam, ma come ha poi ricordato una tra le più grandi organizzazioni di musulmane statunitensi (il Cair) «Osama non ha mai rappresentato né i musulmani né l’Islam».

L’11 settembre 2001

È stato uno tra i più gravi attentati della storia, che lasciò tutto il mondo inorridito di fronte alle immagini che scorrevano in televisione.  Un attacco al cuore dell’America, ai suoi principali simboli. Quattro voli di linea passeggeri vennero dirottati da 19 seguaci di Al Quaida.

Due si schiantarono contro le due torri gemelle del World Trade Center di New York, il terzo fu dirottato contro il Pentagono, il quarto si schiantò in un campo nella contea di Somerset in Pennsylvania. Quest’ultimo probabilmente era diretto contro il Campidoglio o la Casa Bianca a Washington.  Nelle torri scoppiarono due lunghissimi terribili incendi, poi seguì il crollo. Le vittime sono state 2974.


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