La fila sull'Everest
In coda sull’Everest (da Instagram Nirmal Purja)

Quando uno pensa all’Everest, la vetta più alta del mondo (8848 metri) e agli scalatori che si arrampicano, sfidano il gelo con l’ossigeno che manca, non si immagina certo una cosa come quella della foto qui sopra. Una lunga fila di guide e di arrampicatori, uno dietro l’altro…  pare l’autostrada a ferragosto…!

La foto dell’Everest

Nirmal Purja
Nirmal Purja

La foto ha fatto il giro del mondo in un attimo. A scattarla è stato Nirmal Purja che l’ha diffusa sui social. «Il 22 maggio – scrive nel suo post – ho scalato l’Everest alle 5,30 nonostante il traffico pesante (circa 320 persone) ». Lui sta cercando di superare un record: scalare in 7 mesi  le  14 vite di 8000 metri!

L’attesa consuma l’ossigeno

Purtroppo probabilmente anche per questo grande affollamento, nelle ultime settimane diverse persone hanno perso la vita. In 7 giorni ci sono state 10 vittime. Le guide hanno spiegato che gli alpinisti devono aspettare anche due ore il loro turno per poter salire.  E nell’attesa viene consumato troppo ossigeno delle bombole. Si esaurisce troppo rapidamente. A essere fatale per gli alpinisti è la «zona della morte», oltre 8.000 metri, dove la respirazione polmonare non basta più a mantenere in vita un organismo.

I costi

Le foto del sovraffollamento hanno alimentato la polemica sul business dei visti. Per salire infatti bisogna avere un «permesso» rilasciato dal Nepal. E costa! Finora sono stati 381 i permessi, del costo di 11.000 dollari ciascuno; inoltre, ciascun alpinista deve essere accompagnato da uno sherpa (cioè una guida esperta), e così si arriva a un numero di 762 persone in fila per raggiungere la vetta.

 

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