Tutti i difetti delle lezioni on line (secondo gli studenti)

lezioni on line

Lezioni on line tutto bene? Mica tanto a giudicare dalle risposte degli studenti che hanno partecipato a un sondaggio promosso dal quotidiano La Stampa. In totale, hanno partecipato 306 studenti da tutta Italia: 104 frequentanti le scuole medie, 93 le scuole superiori, e 109 l’università. Anche se la pandemia non ha lasciato alternativa alle classi virtuali, tuttavia non mancano le difficoltà sia a livello tecnico che psicologico.

Ecco quali sono i problemi maggiori.

L’aumento dello stress

Le lezioni online sono infatti completamente diverse da quelle in presenza, e dalle medie alle università, si registra un aumento di stress relazionato allo studio e alla mancanza di interazioni sociali. Quasi la totalità dei 306 studenti intervistati, provenienti da tutta Italia, considera peggiori le lezioni attraverso lo schermo: si ha maggiore difficoltà a mantenere la concentrazione, in un ambiente famigliare dove spesso sono i genitori stessi, o i fratelli e le sorelle, a non rispettare il bisogno di tranquillità durante le ore scolastiche.

La mancanza della vicinanza fisica

Inoltre, mancano i rapporti diretti con i professori e i compagni, non si possono creare gruppi di studio per supportarsi a vicenda, ed è più difficile comprendere i nuovi argomenti. E la paura comune è che tale condizione diventi la normalità: la scuola, nei racconti dei ragazzi e delle mamme, non è solo un ambiente in cui si seguono le lezioni, quanto piuttosto un luogo di aggregazione in cui si impara e soprattutto si cresce, mentre a casa si rischia di diventare apatici e di sviluppare un’attenzione passiva verso lo schermo. «È vero che lezioni online possono essere seguite da tutti, anche da chi magari riscontra problemi di salute, ma credo che in generale siano peggio perché si viene a perdere il valore stesso dell’ambiente scolastico», dice Gabriele Leotta, studente liceale di Genova.

Problemi di connessione

«Non tutti possiedono i dispositivi con i quali seguire le lezioni o studiare», sottolinea Clara Visconti, studentessa liceale di Savignone. Inoltre, anche coloro che possiedono i mezzi necessari, hanno parlato di frequenti problemi con la connessione internet (ben il 49,5% degli universitari, il 44,1% degli studenti delle scuole superiori e il 51,9% delle medie), con la webcam, con il microfono o con l’accesso alla piattaforma.

Il problema dei libri di testo

Altro problema concreto è quello dei materiali su cui studiare: «Ritengo che i professori dovrebbero seguire più i libri di testo, molti inviano materiali e schede integrative da stampare, svolgere e inviare ma non tutti hanno la stampante a casa. Per eseguire i compiti e studiare ci vuole sottomano il cartaceo e non tutti ne hanno la possibilità» racconta la mamma di Andrea Lisotti, studente genovese che frequenta le scuole medie.

L’incertezza delle valutazioni

Infine, ciò che preoccupa di più, è l’incertezza relativa alle valutazioni: mentre si parla di promozione automatica per tutti gli alunni delle classi intermedie, la situazione più delicata è quella degli studenti di terza media, quinta superiore e degli universitari. La soluzione più plausibile, al momento, sembra essere l’eliminazione dell’ esame per i più piccoli, e una maturità ridotta al solo orale per i liceali. Per gli universitari, invece, non è stato previsto alcun cambiamento particolare.

Una valida alternativa ma da migliorare

Il pensiero generale è che la didattica online sia una valida soluzione per casi di emergenza come quello che si sta vivendo, e che certamente potrebbe essere applicata anche in futuro, ad esempio per gli studenti impossibilitati ad andare a scuola o in caso di allerta meteo, ma farlo diventare la quotidianità diventerebbe un problema e porterebbe a una diminuzione della motivazione e della rendita dei ragazzi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su