“Troppo grassa per la minigonna”. Il libro di testo con le frasi sessiste

frasi sessiste

«Lucia è troppo grassa… per mettere la minigonna»

«Rossella è così bella… da sembrare un angelo, mentre sua sorella è talmente brutta… che nessun ragazzo la degna di uno sguardo»

Queste frasi sono scritte su un testo scolastico (pare) delle medie.

Domanda

Ci trovate qualcosa di strano?

Se la vostra risposta è nooooo…, siete sulla pagina giusta e sull’articolo giusto!!!!Dovete leggerlo fino all’ultima riga e poi rileggerlo bene un’altra volta per stamparvi le cose bene in testa.

Partiamo dall’inizio. Quelle frasi fanno parte di un esercizio di quelli che avrete fatto tutti  migliaia di volte. Lo vedete nella foto: da una parte c’è l’inizio della frase e dall’altra, la colonna delle risposte «corrette». Cioè significa che c’è solo una risposta giusta da dare. Ad esempio «Sono uscito senza ombrello…» finisce con «…cosicché mi sono bagnato» anche se cosicché non lo usa più nessuno ma vabbé: senza ombrello sotto la pioggia ci si bagna. Tutti d’accordo? Ok.

Ma

Chi l’ha detto che  «se Lucia è troppo grassa» (e poi bisogna vedere grassa per chi, secondo quali modelli e bla bla bla) non possa uscire con la minigonna?

Un papà che di nome fa Alessandro Fusacchia e per l’appuntamento è anche un parlamentare italiano, cioè un deputato della Camera, si è trovato in questi giorni a leggere quel libro con sua figlia. E quando ha letto quella frase è saltato sulla sedia.
Si è stropicciato gli occhi (forse, non è che proprio lo abbiamo visto…) poi ha letto la frase successiva e allora si che si è arrabbiato!
«Rossella è così bella da sembrare un angelo, mentre sua sorella è talmente brutta che nessun ragazzo la degna di uno sguardo».
Sono frasi «sessiste», come se le persone possano davvero esser giudicate in base al loro aspetto fisico. Bello, brutto, alto, basso.Tutti  giudizi che bollano le persone in base a come appaiono. Oppure in base al fatto che sono femmine.
Così il deputato Fusacchia non si è limitato a scandalizzarsi per quello che aveva letto. Ma ha pubblicato tutto sulla sua pagina Facebook:  «Questa è roba da far venire voglia anche al più incallito liberale di invocare la censura», ha scritto ripromettendosi però di fare qualcosa di concreto per non vedere più sui libri di testo questi stereotipi ovvero opinioni non acquisite sulla base di un’esperienza diretta ma basata su pre-concetti: farsi un’idea senza conoscere.

Il ministro Azzolina

Però il suo post è stato letto anche dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina che non l’ha lasciato passare via.

«Sono frasi semplicemente vergognose. Ed è molto grave che siano scritte in un libro di testo  ha tuonato  il ministro – La scuola si batte ogni giorno per educare le ragazze e i ragazzi al rispetto, all’uguaglianza. Un lavoro che rischia di essere vanificato se non facciamo tutti la stessa doverosa attenzione ai messaggi che si trasmettono».

Ha promesso di fare gli accertamenti con gli editori.

«Oggi parliamo di un libro di testo ma queste cose accadono ogni giorno sui social, dove le donne vengono continuamente attaccate per come si vestono, si truccano, vengono aggredite verbalmente, anche e soprattutto se sono personaggi pubblici».

La parola sessismo infatti indica una discriminazione in base al sesso, cioè all’essere donna.

Non solo principesse…

Intanto il papà-deputato Alessandro Fusacchia sapete poi cosa ha fatto? Ha preso un altro libro da leggere alla figlia per farla addormentare…

Ed ecco cosa scrive: «Zog. Un draghetto spassosissimo. A scuola per diventare draghi ogni volta devono impararne una: volare, sputare fuoco, rapire una principessa. Tutto secondo copione.
Fino a quando la presunta principessa interrompe il duello e dice a draghetto e cavaliere che è inutile azzuffarsi, perché lei… non vuole fare la principessa ma il dottore! L’ho letta a mia figlia stasera, per addormentarla. Ci siamo divertiti un sacco, me l’ha fatta rileggere due volte, ho temuto che saremmo andati avanti fino a mezzanotte. Per fortuna è crollata. So già che domani sera mi chiederà di rileggergliela di nuovo».

Cosa potete fare

Se trovate sui libri di testo frasi di questo tipo, non lasciatele correre: fatele vedere ai genitori, alla maestra, alla professoressa. Tante gocce, ricordate, fanno il mare! In altri libri ad esempio, testi per la seconda elementare erano state trovate frasi con  la mamma che cucina o stira mentre il papà  «legge, lavora».  Si chiamano stereotipi, cliché (= “shema di un ragionamento o di un discorso e anche di un comportamento che si ripete abitualmente; espressione banale e priva di originalità”, dal vocabolario) . O anche assurdità ottocentesche: quanti di voi hanno una mamma che oggi non lavora o non legge il giornale?

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su