Theresa May e la Brexit in 10 punti

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chi è theresa may
Teresa May – Il ritratto è di @Flora Di Tullo © diritti riservati

La Brexit spiegata ai ragazzi 

Theresa May e la Brrrr…exit. Cosa sta succedendo in Inghilterra, anzi in Gran Bretagna? Ecco qua in 10 punti la Brexit spiegata ai ragazzi

la brexit spiegata ai ragazzi

 

 

1 – Chi è Theresa May

Nome: Theresa
Cognome:  May, anche se questo è quello da sposata. Il suo cognome è Brasier
Età: è nata a Eastbourne, 1 º ottobre 1956… fate il conto!
Residenza: 10 Downing Street Londra
Incarico: primo ministro del Regno Unito  dal 13 luglio 2016. È la seconda donna a occupare questa poltrona… è leader del Partito Conservatore
Studi: laurea in Geografia
Musica: Abba e Mozart
a proposito di Brexit: ha votato per restare nella Ur ma ora vuole  guidare l’uscita dall’Unione europea “in maniera ordinata” (così dice lei…)

di Gaia Cesare

2 – Cos’è la Brexit

Da Britain (Gran Bretagna)+ Exit (uscita). Per Brexit si intende l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, nella quale è entrato nel 1973, quando la Ue si chiamava Comunità economica europea


3 – Cosa è successo?

Il 23 giugno 2016, i britannici (che comprendono gli inglesi, ma anche scozzesi, gallesi e nord-irlandesi) hanno votato per decidere se restare nella Ue o lasciarla. Il Leave (lasciare) ha vinto con il 52% contro il 48% del Remain (restare). Il Regno Unito ha deciso di dire addio alla Ue.

4 – Perché si è votato?

L’ex primo ministro David Cameron ha concesso il referendum dopo le pressioni arrivate da un gruppo di deputati conservatori euroscettici, ma soprattutto dal partito di Nigel Farage, l’Ukip, di cui Farage non fa più parte perché ora ha fondato The Brexit Party.

5 – Cosa vuole chi è a favore della Brexit

Gli euroscettici o Brexiteers vogliono difendere la sovranità del Regno Unito, vogliono conservare cioè la possibilità di decidere sulle proprie leggi e di poter frenare l’immigrazione da altri Paesi. Il principio di libera circolazione delle persone previsto dalla Ue permette infatti ai cittadini europei di viaggiare e lavorare negli Stati membri liberamente.

6 – Cosa vuole chi è contro la Brexit

Gli europeisti sono convinti l’unione degli Stati europei sia una forza  in un mondo globalizzato. Con le sue leggi e direttive, l’Unione europea è fonte di diritti e garanzie in molti settori, dal lavoro ai consumi, ed è il centro di un grande mercato di scambio di merci e beni.

7  – La procedura per l’uscita

Il 29 marzo 2017 il Regno Unito ha attivato l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, che prevede il ritiro di un Paese membro dall’Unione europea. In base al Trattato, prima di uscire lo Stato deve negoziare un accordo che va approvato dall’Unione europea.

Cioè un paese non può dire ciao-arrivederci chiudere i confini e andarsene.  Tutti insieme –  paese che va e paesi che restano – devono decidere in che modo. Chiaro no? Se alla fine però l’accordo non si trova, chi vuole andarsene può farlo anche sbattendo la porta…

Per raggiungere l’intesa, i negoziatori hanno due anni di tempo, ma il termine può essere esteso (come ha già chiesto due volte la premier inglese Theresa May). Perciò la data della Brexit (con o senza accordo) è stata allungata dal 29 marzo al 12 aprile fino al 31 ottobre.

8 – “No deal”

Se l’accordo non si trovasse alla fine del rinvio (31 ottobre), il Regno Unito uscirebbe dall’Unione europea senza intesa, cioè con il No deal. A quel punto, sarebbe considerato un Paese terzo e gli scambi di merci sottoposti a dazi, controlli e dichiarazioni alle dogane.
Secondo i contrari alla Brexit e secondo la Banca d’Inghilterra, uscire senza accordo sarebbe un disastro per l’economia britannica, per i favorevoli alla Brexit sarebbe invece l’occasione per nuovi accordi commerciali con altri Paesi.
Il classico bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto…

9 – L’accordo

L’intesa prevede la fine della libertà delle persone di studiare e viaggiare nel Regno Unito senza un visto e dà a Londra la possibilità di decidere sulle proprie leggi. Se il Parlamento inglese approverà l’accordo, il Regno Unito e la Ue avranno due anni di tempo per decidere quali saranno le loro future relazioni commerciali.

10 – Il confine Irlandese

Se il Regno Unito uscirà senza accordo, per controllare i beni e le merci potrebbe essere ripristinata la frontiera tra la Repubblica d’Irlanda (che è uno Stato indipendente) e l‘Irlanda del Nord (che fa parte del Regno Unito). Il ritorno della frontiera sarebbe rischioso, perché porterebbe al ritorno di posti di blocco e controlli. In passato i luoghi presidiati da poliziotti e forze dell’ordine in Irlanda sono stati presi di mira dai terroristi dell’IRA e di altre organizzazioni paramilitari, che sparavano e piazzavano bombe.

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