Studentessa cuce mascherine per non udenti

Una mascherina come tante, ma con una parte trasparente per lasciare che si veda la bocca.  Non serve per mostrare un bel sorriso, ma per essere utilizzata dai non udenti per poter continuare a comunicare tra loro.

Le mascherine per chi non sente

Quella che vedete nella foto è una studentessa americana di 21 anni, Ashley Lawrence che insieme alla mamma si è messa a cucire queste mascherine per poi spedirle a chi ne ha bisogno in Usa.

“Protezioni di questo tipo esistono già – ha detto – ma come per le normali mascherine anche queste sono difficili da trovare  oggi”.

Ashley ha modificato il modello classico per essere adottato da chi comunica leggendo le labbra.

“Se non possono vedere il volto si perdono informazioni”.

Per realizzare Ashley sta utilizzando lenzuola nuove e un rotolo di plastica che aveva in casa. Ma presto avrà bisogno di altro materiale. Così ha aperto una raccolta fondi per finanziare il progetto: dal 31 marzo al 2 aprile ha raccolto oltre 3mila dollari.

E in Italia?

La prima a parlare di questo problema è stata  Carla Ciotti, presidente dell’associazione Il Quadrifoglio di Ravenna.   Ha scritto una lettera di denuncia dei gravi problemi di comunicazione che i sordi stanno vivendo in questo momento di emergenza, dove, oltre alle mascherine mancano anche figure capaci di tradurre in lingua Lis, la lingua dei segni italiana, soprattutto negli ospedali.

Il 28 marzo da un istituto  di Messina è partita la richiesta, ora al vaglio del ministero dello Sviluppo Economico, per la realizzazione in tempi rapidi di mascherine trasparenti per chi ha bisogno di leggere il movimento delle labbra.

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