Studentessa bendata per l’interrogazione

La sua interrogazione stava andando benissimo. Così bene che alla prof di tedesco di un liceo di  Verona è venuto un dubbio: «Mumble mumble mumble starà mica leggendo da qualche parte... ».

La studentessa bendata

Così la prof  ha chiesto alla studentessa 15enne interrogata di fermarsi e di bendarsi con una sciarpa: «Prenda una sciarpa e si bendi, voglio vedere se ha studiato davvero», le ha detto.

La ragazza lo ha fatto, ovviamente, sotto gli occhi sbigottiti dei compagni. Alla fine dell’interrogazione la chat di classe… boom è esplosa! E dopo quella dei genitori e dopo e dopo la notizia è arrivata al Corriere del Veneto che per primo l’ha raccontata. Ora l’Ufficio scolastico regionale ha avviato un accertamento.

Certo, le interrogazioni da casa non sono facili. Per nessuno. Voi ragazzi  avete inventato mille trucchetti nella dad (fosse solo per ammazzare il tempo a casa con qualcosa di creativo…)  tra bigliettini appiccicati ovunque e wifi che cade al momento giusto…

Ma come ha commentato il (super)prof Enrico  Galiano (se non lo seguite SEGUITELO!!! sui social: è un mito) «se per capire se uno studente ha studiato hai bisogno di bendarlo, quello che non ci vede sei tu (prof , sottinteso)». Pensate che un altro (super)prof Alessandro D’Avenia (SEGUITELO!! pure lui) nel suo ultimo libro che si intitola «L’appello» il professore protagonista è… cieco. Non ha bisogno di vedere  per capire i suoi studenti. Anzi «vede» di più. Insomma bendaggi e compagnia bella non hanno scuse.

Non è la prima volta

Un fatto simile era già successo a ottobre dello scorso anno a Scafati, in Campania. Non era la lezione di Tedesco, ma  un’interrogazione di Latino e Greco, una docente aveva chiesto ai ragazzi collegati di mettere una benda sugli occhi per evitare di sbirciare.

«Dopo la denuncia delle vicenda del liceo di Verona, un sacco di studenti ci hanno scritto: chi è stato interrogato con il viso contro al muro, chi con le mani alzate, chi con il viso schiacciato sullo schermo.  Sembra che un voto valga più della dignità e dell’apprendimento di ciascuno di noi» ha denunciato Camilla Velotta, coordinatrice della Rete degli studenti Medi di Verona 

«Riteniamo inaccettabile che le studentesse e gli studenti, in un momento delicato come questo, vengano trattati in queste modalità. Fa riflettere come nell’attuale sistema d’istruzione ci si concentri più sul vedere come e quanto gli studenti copino, e non su quanto apprendano e se abbiano una coscienza critica. Il problema è il nostro sistema scolastico che valorizza i voti più di quanto gli studenti valorizzano lo studio», ha detto Luca Redolfi, dell’Unione degli studenti..

No alla cultura del sospetto

Barbara Floridia, sottosegretaria all’Istruzione ha detto: «La scuola è una comunità educante nella quale l’obiettivo comune è educare, cioè far crescere in maniera equilibrata i giovani che ne fanno parte favorendone la maturazione e la formazione umana e personale. La cultura del sospetto non rientra tra gli obiettivi della scuola»

 

Leggi anche

1 commento su “Studentessa bendata per l’interrogazione”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su