Sport, 10 regole contro l’uso violento delle parole

Il Milan è la prima squadra di Serie A ad avere firmato il Manifesto della comunicazione non ostile. Che cos’è? Sono 10 regole contro l’uso violento delle parole nello sport.  Il Diavolo è il primo che insegna a parlare bene…

Lo fa grazie al decalogo realizzato dall’Associazione  Parole O_Stili che da anni si batte per contrastare l’hate speech on line e non solo. Secondo le ultime rilevazioni SWG, odio e falsità in rete rappresentano la normalità secondo il 71% degli intervistati. Invece non c’è proprio niente di normale nell’insulto, nelle minacce solo magari perché si è tifosi di una squadra diversa. 

Le 10 regole contro l’uso violento delle parole

  1. Virtuale è reale

    Sport è dare sempre il meglio di sé. Per questo sia in gara, sia nella vita e nel mondo virtuale, sostengo i valori della correttezza, della condivisione e del rispetto.

  2. Si è ciò che si comunica

    Da atleta, da tifoso o da commentatore, so che i miei discorsi dicono chi sono, e quanto credo nello sport che amo. Faccio sì che siano forti, leali, onesti e gentili.

  3. Le parole danno forma al pensiero

    Cerco sempre parole giuste. Governo l’adrenalina e l’emozione con il rigore del mio pensiero. Controllo i toni perché lo spirito sportivo vinca anche nella sconfitta.

  4. Prima di parlare bisogna ascoltare

    Mi alleno ad ascoltare. Ascolto l’allenatore, l’arbitro, i compagni. Ascolto le lodi, e ascolto le critiche. Ascolto il mio corpo. Ascoltando divento più forte e migliore.

  5. Le parole sono un ponte

    Lo sport è un linguaggio che tutti capiscono e il messaggio dello sport è potente: faccio sì che sia positivo, pieno di speranza. Che ispiri le persone. Che le unisca.

  1. Le parole hanno conseguenze

    Le mie parole hanno peso e valore: possono influire su molte persone rendendole peggiori o migliori. Dunque, anche in piena emozione agonistica parlo con misura.

  2. Condividere è una responsabilità

    Sono responsabile dei contenuti che condivido. Esalto la sapienza tecnica, la bellezza, l’armonia, le storie che rincuorano. Condanno il tifo cieco, cattivo e ostile.

  3. Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare

    Nello sport non esistono nemici, ma solo avversari: li rispetto perché, senza di loro, non c’è gara. Rispetto regole, arbitri e giudici: sono i garanti della mia passione.

  4. Gli insulti non sono argomenti

    Ricordo che lo sport è fair play: gioco leale. L’agonismo è confronto positivo, mentre l’insulto è debole, vigliacco, incivile. Aggredire è il contrario di competere.

  5. Anche il silenzio comunica

    Il silenzio vince: è concentrazione e autocontrollo. Evito le parole vuote e inutili. Quelle violente non mi servono: so dimostrare la mia forza e il mio valore con i fatti.


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