Si cerca Monna Lisa: sarà lei la vera Gioconda?

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GiocondaFIRENZE – Partono il 27 aprile le ricerche della tomba di Lisa Gherardini Del Giocondo (1479-1542) la nobildonna fiorentina che, con tutta probabilità, fece da modella a Leonardo da Vinci per il dipinto della “Gioconda”. Si cerca nell’ex convento di Sant’Orsola a Firenze. Qui infatti si ritirò Monna Lisa Gherardini moglie di Francesco Del Giocondo dopo essere rimasta vedova.
Obbiettivo della ricerca è il recupero del Dna. Il confronto col Dna dei discendenti potrebbe per dare un volto reale alla Gioconda.

Chi era la Gioconda? E’ una domanda alla quale ancora non c’è risposta certa. L’ipotesi più credibile è appunto che si tratti di Monna Lisa Gherardini, ma la certezza non c’è.

Alcuni dubbi sono sorti a partire dalla descrizione dello storico Giorgio Vasari, che nei suoi scritti, parlando del ritratto che Leonardo fece a Lisa Gherardini, descrive dei dettagli che nella Gioconda non ci sono. Ad esempio la “peluria delle sopracciglia magnificamente dipinta” (che la Gioconda non ha) così come “le fossette sulle guance”. Altri esperti puntano il dito su Caterina Sforza, figlia illegittima del Duca di Milano, mentre un’altra tesi riconduce il celebre volto alla madre del pittore. Negli ultimi tempi, si è diffusa anche la curiosa teoria dell’artista americana Lillian Schwartz, secondo la quale il dipinto non sarebbe nient’altro che un autoritratto di Leonardo in abiti femminili. La stessa artista, conosciuta per l’uso pionieristico dell’analisi dell’arte al computer, aveva ricondotto ad un autoritratto di Leonardo da Vinci.

Il furto del quadro E’ esposta al Museo del Louvre di Parigi, in una enorme sala circondata da un cordone che la tiene a grande distanza dal pubblico, in seguito ai numerosi tentativi di atti vandalici che ha subito in passato, e del furto avvenuto nella notte tra il 20 e il 21 agosto 1911. A compierlo un ex impiegato del Louvre, convinto che il dipinto appartenesse all’Italia e non dovesse più restare in Francia. Lo aveva portato via uscendo dal museo a piedi, nascondendolo sotto il cappotto. Per qualche tempo lo tenne nascosto in una valigia sotto il letto in una pensioncina di Parigi. Poi attraversò il confine con l’intenzione di regalarlo all’Italia. Venne catturato quando cerco di venderlo a Firenze due anni dopo.

La storia della Gioconda Secondo gli studiosi fu dipinta dal Maestro negli anni che vanno dal 1503 al 1514. A portarla in Francia, dov’è attualmente, fu proprio Leonardo nel 1516. Il dipinto fu acquistato, insieme ad altre opere, da Francesco I, che pagò ben 4.000 ducati d’oro. Più tardi, Luigi XIV fece trasferire il dipinto a Versailles. Dopo la Rivoluzione francese, venne spostato al Louvre, dove si trova ancora oggi, a parte una piccola parentesi durante la quale Napoleone Bonaparte lo volle nella sua camera da letto.

Al contrario di come si potrebbe immaginare, il capolavoro leonardiano non è di grandi dimensioni: misura infatti 77 centimetri di altezza per 54 di larghezza. La tecnica usata per realizzarlo è quella dei colori ad olio, attraverso un tratto perfettamente sfumato che rende impossibile percepire i passaggi del pennello. L’immagine mostra una donna a mezza figura girata a sinistra ma con il volto rivolto frontalmente verso lo spettatore. Il suo sguardo enigmatico sono una fra le caratteristiche che hanno reso questo dipinto uno tra i più famosi al mondo

 

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