Moro in vetta all'8000 Gasherbrum II a 50 sotto zero

Home » Moro in vetta all'8000 Gasherbrum II a 50 sotto zero

MILANO – «Ce l’abbiamo fatta: alle 11,28 siamo arrivati in vetta al Gasherbrum II in invernale e siamo i primi. È stata durissima, ma ce l’abbiamo fatta». Sono state le prime parole scritte da Simone Moro l’alpinista bergamasco quando, il 2 febbraio scorso insieme al kazako Denis Urubko e allo statunitense Cory Richards, ha raggiunto la vetta del Gasherbrum II a 8.035 metri di quota. C’è da immaginare la sua emozione! Si tratta infatti della prima salita invernale al Gasherbrum II, una delle 14 vette di ottomila metri del mondo. Un’impresa davvero eccezionale! La spedizione era partita il 27 dicembre dall’Italia e ha dovuto affrontare temperature glaciali, anche fino a 50 gradi sotto zero e forti venti per poter attrezzare la via fino alla vetta.
Per Simone Moro si tratta della terza sfida a una cima di ottomila metri. Era già stato il primo a “conquistare” in inverno lo Shisha Pangma nel 2005 e il Makalu nel 2009.
«Ora stiamo scendendo velocemente nella tendina a 6.900. Non c’è tempo da perdere perché è previsto forte vento. Dobbiamo scendere il più possibile e il più velocemente possibile», ha scritto subito dopo aver raggiunto la vetta scrive nel suo blog su Gazzetta.it. «Siamo nella tendina del campo III, a 6.850 metri di quota. Da qui eravamo partiti alle 3 di questa notte. Otto ore e mezza dopo eravamo sulla cima del Gasherbrum II. Siamo stanchi ma felici. C’è stato sole soltanto in mattinata, poi è cambiato il tempo ed è arrivato il vento, seguito dalla bufera. È stata davvero una grande faticata. Lunga, veramente lunga salire quei 1.100 metri di dislivello. Ma volevamo farcela e non abbiamo mollato. Stiamo tutti e tre bene. Nessuno ha preso congelamenti. Domani scenderemo fino al campo base, anche se non sarà facile visto il maltempo».

Simone Moro ha 43 anni e abita a Bergamo. Ma la sua passione per la montagna nasce fin da quando è un bambino, con le prime vacanze in montagna con i genitori.
Sul suo sito racconta: «Ho iniziato da piccolo a frequentare e conoscere la montagna. Dapprima camminando per sentieri con la famiglia durante le vacanze estive, poi su vie ferrate con mio padre  e dall’età di 13 anni ho iniziato le prime vere scalate sulla falesie vicino a Bergamo, la mia città. Nel 1985 ho partecipato alla prima gara d’arrampicata  a Bardonecchia e per i successivi 5 anni ho fatto gare a tutti i livelli (nazionale ed internazionale) di arrampicata sportiva. Nel 1988 sono anche entrato a far parte della nazionale italiana di arrampicata e del 1992 al 1996 ne sono stato l’allenatore.
Dal 1992 ad oggi ho fatto già più di 40 spedizioni alpinistiche di cui 10 invernali, in quasi tutti i continenti. Alcune di queste avventure sono state premiate in Italia, Russia ed America. Per 10 volte sono salito su una cima principale o secondaria di 8000 metri anche se il mio alpinismo  non è focalizzato solo su quelle quote o sulla collezione dei 14 ottomila. Non a caso  lungo il mio  percorso verticale  recente e passato ci sono anche tante vette di 7000 e 6000 metri nonchè salite tecniche su ghiaccio, misto, roccia. Mi piace insomma vivere l’alpinismo nel modo più ampio e variegato possibile».

MILANO – «Ce l’abbiamo fatta: alle 11,28 siamo arrivati in vetta al Gasherbrum II in invernale e siamo i primi. È stata durissima, ma ce l’abbiamo fatta». Sono state le prime parole scritte da Simone Moro l’alpinista bergamasco quando, il 2 febbraio scorso insieme al kazako Denis Urubko e allo statunitense Cory Richards, ha raggiunto la vetta del Gasherbrum II a 8.035 metri di quota.

C’è da immaginare la sua emozione! Si tratta infatti della prima salita invernale al Gasherbrum II, una delle 14 vette di ottomila metri del mondo. Un’impresa davvero eccezionale! La spedizione era partita il 27 dicembre dall’Italia e ha dovuto affrontare temperature glaciali, anche fino a 50 gradi sotto zero e forti venti per poter attrezzare la via fino alla vetta. Per Simone Moro si tratta della terza sfida a una cima di ottomila metri. Era già stato il primo a “conquistare” in inverno lo “Shisha Pangma nel 2005 e il Makalu nel 2009.
«Ora stiamo scendendo velocemente nella tendina a 6.900. Non c’è tempo da perdere perché è previsto forte vento. Dobbiamo scendere il più possibile e il più velocemente possibile», ha scritto subito dopo aver raggiunto la vetta nel suo blog su Gazzetta.it. «Siamo nella tendina del campo III, a 6.850 metri di quota. Da qui eravamo partiti alle 3 di questa notte. Otto ore e mezza dopo eravamo sulla cima del Gasherbrum II. Siamo stanchi ma felici. C’è stato sole soltanto in mattinata, poi è cambiato il tempo ed è arrivato il vento, seguito dalla bufera. È stata davvero una grande faticata. Lunga, veramente lunga salire quei 1.100 metri di dislivello. Ma volevamo farcela e non abbiamo mollato. Stiamo tutti e tre bene. Nessuno ha preso congelamenti. Domani scenderemo fino al campo base, anche se non sarà facile visto il maltempo».
Simone Moro ha 43 anni e abita a Bergamo. Ma la sua passione per la montagna nasce fin da quando è un bambino, con le prime vacanze in montagna con i genitori. Sul suo sito racconta: «Ho iniziato da piccolo a frequentare e conoscere la montagna. Dapprima camminando per sentieri con la famiglia durante le vacanze estive, poi su vie ferrate con mio padre  e dall’età di 13 anni ho iniziato le prime vere scalate sulla falesie vicino a Bergamo, la mia città. Nel 1985 ho partecipato alla prima gara d’arrampicata  a Bardonecchia e per i successivi 5 anni ho fatto gare a tutti i livelli (nazionale ed internazionale) di arrampicata sportiva. Nel 1988 sono anche entrato a far parte della nazionale italiana di arrampicata e del 1992 al 1996 ne sono stato l’allenatore.Dal 1992 ad oggi ho fatto già più di 40 spedizioni alpinistiche di cui 10 invernali, in quasi tutti i continenti. Alcune di queste avventure sono state premiate in Italia, Russia ed America. Per 10 volte sono salito su una cima principale o secondaria di 8000 metri anche se il mio alpinismo  non è focalizzato solo su quelle quote o sulla collezione dei 14 ottomila. Non a caso  lungo il mio  percorso verticale  recente e passato ci sono anche tante vette di 7000 e 6000 metri nonchè salite tecniche su ghiaccio, misto, roccia. Mi piace insomma vivere l’alpinismo nel modo più ampio e variegato possibile».
ECCO LE VETTE PIU’ ALTE DEL MONDO
Everest (tra Cina e Nepal) 
K2 (tra Cina e Pakistan) 
Kangchenjunga (tra India e Nepal)
Lhotse (tra Cina e Nepal) 
Makalu (tra Cina e Nepal) 
Cho Oyu (tra Cina e Nepal)
Dhaulagiri (in Nepal)
Manaslu (in Nepal) 
Nanga Parbat (in Pakistan)
Annapuma (in Nepal)
Gasherbrum I (tra Cina e Pakistan)
Broad Peak (tra Cina e Pakistan)
Shisha Pangma (in Cina) 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su