ritorno-al-futuro-protagonistiritorno-al-futuro2USA – Riprenderà fra meno di due anni la corsa della DeLorean, la mitica auto della trilogia di “Ritorno al Futuro” con la quale il professor Doc e Micheal J. Fox oltrepassavano le barriere spazio temporali viaggiando nel tempo. L’annuncio arriva dagli Stati Uniti dove la nuova DeLorean Motor Company, che ha rilevato il marchio della società fondata da John Z Delorean, intende lanciare sul mercato una versione elettrica entro il 2013. La vettura avrà una potenza di 260 Cv e un’autonomia fino a 160 km con una ricarica delle batterie. Il design non dovrebbe essere diverso da quello originale con le caratteristiche porte ad ala di gabbiano.

Resa celebre dal film di Zemeckis, in realtà la storia della De Lorean meriterebbe una pellicola a parte. Tutto inizia quando John Z. De Lorean, rampante ingegnere di Detroit, muove i suoi primi passi all’interno della General Motors, realizzando una della vetture più apprezzate all’epoca, quella Pontiac GTO che gli valse la promozione a capo della Chevrolet. Ma John Z era un tipo dalle ambizioni smisurate a cui non bastava un incarico da top manager nel primo produttore mondiale. Così nel 1973 si dimette per realizzare il suo sogno segreto: costruire una supercar tutta sua senza badare a spese. Basta dire che per lo stile si affidò a Giorgetto Giugiaro e per la meccanica a Colin Chapman, patron della Lotus, che aveva vinto il campionato di Formula Uno.
Ma l’idea più incredibile fu quella di stabilire la nuova fabbrica della De Lorean nell’Irlanda del Nord, proprio a metà degli anni 70, quando infuriavano gli scontri fra protestanti e cattolici. A molti sembrava pura follia, e in effetti lo è stata, ma a John Z non interessava la politica piuttosto era attratto dai generosi incentivi offerti da Londra a chiunque avesse messo anche un solo centesimo per creare posti di lavoro in Ulster. La fabbrica aprì nel 1981 a Dunmurry nei sobborghi di Belfast, ma non era facile assemblare automobile in un posto dove piovevano molotov costringendo le linee di montaggio a continui stop. In più il cambio sfavorevole fra sterlina e dollaro rendeva complicato vendere la DMC-12 negli Usa. Per non parlare dei problemi tecnici della vettura: nelle relazioni interne dei tecnici Lotus venivano evidenziati diversi problemi, quali un comportamento stradale disastroso, prestazioni non in linea con le aspettative e interni di scarsa qualità. Dopo soli 23 mesi di attività e poco più di 8 mila esemplari prodotte, la DeLorean senza più liquidi in cassa finisce in bancarotta.

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