“Beyond the wall” di Erika Calesini

Milano per una settimana è stata invasa dal design. Siete andati in giro per la città a curiosare tra oggetti e installazioni? Magari vi è saltata in testa una domanda: e se da grande facessi il designer? E se disegnassi anche io qualche cosa di bello o di strano? oppure potrei inventare una cosa nuova…
Ecco qui due storie di chi fa questa professione. 


di Marco Lombardo

Andrea Rosati è il designer italiano di Jaguar. 
Disegna auto bellissime dalla linea supergrintosa.
Andrea Rosati

Già da bambino sognavi di fare il designer?
Sì, già da bambino sognavo di fare il designer… sono nato nella città delle Mille Miglia, a Brescia, e mio papà mi portava sempre alla Mille Miglia e poi faceva riconoscere le macchine qunado erano ricoperte dal telo. Quindi la sfida era: dai cerchioni dovevo riconoscere le auto. Mi ricordo i cerchioni della Fiat Ritmo perchè sembravano fatti con quattro biscotti Plasmon e quindi la riconoscevo sempre… E poi la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto in tutto il percorso credendo in me”.

Se avessi davanti un ragazzo come lo convinceresti a intraprendere la strada che tu hai intrapreso?
“Credere molto in quello che fai, essere molto umile e avere tanta pazienza”
Qual è il senso della bellezza per te?
“Per me è la cultura.  Mi piace che qualcosa abbia una relazione dietro che io possa studiare per giorni giorni e giorni  e perdermi anche tante cose che mi piacciono molto del design italiano sono cose dell’avanguardia degli anni ’70. Se pensiamo agli Archizoom e al Superstudio non hanno creato molto a livello fisico ma il messaggio è bellissimo. Quindi per me è la cultura”


Xi Zeng è l’Head of design di OnePlus. Il che vuol dire
che è l’uomo che concepisce l’aspetto degli smartphone 
che Pete Lau aveva in testa fin dal 2013, quando fondò 
la compagnia per trovare un nuovo modo di creare 
tecnologia. OnePlus infatti è una compagnia diversa: 
si basa sui consigli della sua numerosa community, 
che fa partecipare ai suoi lanci annuali di prodotto.
Vende solo online, produce dispositivi di alta gamma, 
li mette in vendita ad un prezzo molto inferiore
alla concorrenza. E soprattutto, appunto, mette 
la bellezza al primo posto.

Abbiamo incontrato Xi durante la Design Week

Una volta lei ha detto: “Bisogna far incontrare le necessità umane con la bellezza”. Qual è il senso?
“Non si tratta solo di bellezza fine a se stessa, ma di creare prodotti che emozionino, che facciano alzare la temperatura quando uno lo tiene in mano.  La necessità di emozionarsi che ci rende vivi”

Come si fa?
“Bisogna lavorare sull’integrazione tra hardware e software per dare al consumatore un’esperienza olistica. Per questo che noi progettiamo i nostri dispositivi in collaborazione con la nostra community. La bellezza è un requisito, ma c’è molto di più”.

E’ come avere uno smartphone da indossare.
“E’ come mettere una camicia: si manda un segnale. Allo stesso modo chi usa questo device manda un messaggio per mostrare il proprio io. E’ come guidare una Vespa, usare una Moleskine come taccuino…”.

Voleva diventare un designer fin da piccolo?
“Sì, volevo lavorare nel campo delle Belle Arti, il mio background è quello. Ho abbinato anche lo studio dell’economia, ho cercato di combinare la logica con l’estetica. E grazie a questo sono qui: mi piace lavorare per OnePlus, rendere disponibile a milioni di persone un pezzo d’arte. Come esporre un quadro in una galleria”.

Quale consiglio darebbe a un ragazzo per convincerlo a diventare designer?
“Non sono proprio qualificato per dare consigli del genere, non sono un Maestro… Ma se proprio dovessi, gli direi di fare più esperienze possibili, di vivere la vita, di osservare il mondo alla ricerca di una soluzione possibile. Il design è questo: trovare una soluzione ai problemi e migliorare l’esistenza delle persone”.

 

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