Per vedere l’amico bisogna aspettare. Ma chi è il vero amico?

amico

«Andare anche a casa di un amico dal 4 maggio? Sì, se è un amico vero. Anche un’amicizia è un affetto stabile, a volte è migliore di un familiare», aveva detto il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, a ‘Un giorno da pecora’, su Radio 2 rispondendo alla domanda più misteriosa di questa fase 2: cosa si intende con la parola congiunti? Però anche i viceministri sbagliano…. Il Governo ha spiegato poi bene che tra gli affetti stabili del 4 maggio non ci sono gli amici. Neppure se sono quelli per la pelle!

come si riconosce un amico vero

Chi sono i veri amici? Come si riconoscono? Magari ve lo siete domandati anche voi: sarà davvero mio amico?  Per queste cose non ci sono ricette, però diciamo che ci sono dei segnali da cogliere. Come dei punti fermi senza i quali un’amicizia non può essere amicizia vera. Quali sono? Ce li spiega Daniele Novara, un esperto di educazione di bambini e ragazzi. È un pedagogista, dirige  il CPP (Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti). Ha scritto, tra i tanti, anche un libro dove spiega che “Litigare fa bene” se sai come farlo. Anche tra amici… ma ce lo spiegherà!

Amicizia vera. Possiamo riconoscerla?

«L’amicizia è qualcosa di gratuito. Non è legata a un tornaconto anche se ci può essere un interesse ma sempre reciproco mai di tornaconto personale».

Non tutti  gli amici sono amici veri.

«Se sei in una squadra, a scuola, in parrocchia perché stai preparando la cresima  avrai sicuramente dei compagni ma sono situazioni che non hai scelto. L’amico, quello vero, lo hai scelto perché c’è feeling. Un’attrazione reciproca. Ed è proprio quando finisce l’infanzia che si cominciano a costruire le prime vere amicizie. Quelle che spesso durano tutta la vita».

L’amico si sceglie

 Prima non sono amici veri?

«Quando si è più piccoli sono più che altro compagni di gioco. Spesso vengono un po’  scelti dai genitori. Invece dalla fine dell’infanzia, verso la prima media, si sceglie con ci piace stare. Si crea complicità, con l’amica del cuore ci sono i segreti. L’epoca delle grandi amicizie  è  l’adolescenza. L’infanzia  è un altro mondo, totalmente diverso dal resto della vita e anche l’amico sta su un altro pianeta».

Come lo riconosci per non avere delusioni?

«Il vero amico lo riconosci perché non è possessivo in modo ossessivo. Al punto che ti limita la vita stessa… La vera amicizia ti lascia libero. ti permette di vivere meglio non di vivere peggio.

L’amico non ti dice:  se vuoi essere amico mio non puoi essere amico di nessun altro. Oppure: se vuoi essere amico mio non puoi fare quella tal cosa

Poi ti ascolta. O almeno ci prova! Nessuno è perfetto dobbiamo ricordarlo… l’ascolto è così raro e così importante. Il vero amico ti ascolta e non ti giudica anche se qualche volta può anche pensarla in modo diverso da te. È una sponda nei momenti di difficoltà quando senti che nessuno ti capisce».

L’amico ascolta e ti dice: puoi contare su di me

Quindi con l’amico vero si può anche litigare?

«Eccome! Ti aiuta a vedere le cose da un altro punto  di vista. Litighi, ma nonostante la divergenza alla fine mantieni questo legame. L’importante è litigare bene. E non solo con gli amici veri…»

Come si fa a litigare bene?

«Diciamo che per litigare bene non bisogna essere troppo… arrabbiati! Quando si litiga c’è l’aspetto emotivo che va tollerato. E va lasciato passare! Così, dopo, quando si è un po’ più tranquilli,  è possibile discutere per arrivare davvero a chiarire quello che non va. Senza la rabbia. Meglio dire: guarda ne riparliamo domani, adesso lasciamo perdere piuttosto che incalzare le persone in preda alla collera. Ecco il segreto: le emozioni vanno rispettate ma se si litiga da arrabbiati non si ottiene niente».

Quindi ricapitoliamo….
  • l’amico vero  non chiede niente niente in cambio per se stesso
  • l’amico vero lo scegli
  • l’amico vero non è geloso e possessivo
  • con l’amico vero c’è complicità
  • l’amico vero ti ascolta
  • l’amico vero non ti giudica
  • l’amico vero ti dice «puoi contare su di me»
  • con l’amico vero puoi litigare ma … è meglio farlo non da arrabbiati.
E tu, sei vero amico di qualcuno?

I libri

Se volete leggere un bel libro sulle belle amicizie Novara vi consiglia:

  • L’occhio del lupo di Daniel Pennac
    È la storia  di un lupo proveniente dal  freddo dell’Alaska e ora rinchiuso in uno zoo e di un ragazzo nativo della caldo dell’Africa della quale porta anche il nome che gli è stato dato poiché ha perso il proprio insieme alla famiglia di origine in una notte di guerra in un villaggio di quel continente lontano. La loro amicizia nasce e cresce anche se sono così diversi. E scatta perché il lupo sembra che abbia un occhio solo e il ragazzo davanti alla gabbia lo guarda chiudendo un occhio…
  • La storia della gabbianella di Sèpulveda
    La storia dell’amicizia tra la gabbianella Fortunata e il gatto Zorba che le insegnò a volare. La  gabbianella per una serie di circostanze  cresce in mezzo ai gatti, e non capisce subito bene chi sia e cosa può fare.  Con grandi sforzi, però, i suoi amici gatti riescono a far nascere dentro di lei la consapevolezza del suo desiderio di volare. Dopo una serie di vicissitudini che coinvolgono anche un gruppo di topi crudeli, i gatti aiutano la gabbianella a prendere coraggio e a volare.

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