Ora impazza il gelato gusto “Covid”

Dopo Treviso e Latina, anche alle porte di Milano il gelato gusto Covid spopola. Nel milanese si chiama Covid-19-la-cura ed è prodotto dalla gelateria di Busto Garolfo “Dolce Passione”. Cioccolato bianco, crema di pistacchio e amarene glitterate rosse che ricordano il virus. «La prima vaschetta da 4 chili e mezzo – racconta la titolare in un’intervista al Corriere della Sera – è finita nel giro di due ore». Perché “la cura”? «Ovviamente «non è la cura “reale” ma serve per esorcizzare la negatività che si è creata nel paese, trovare qualcosa di positivo ma solo diffondere amore e calore»…ghiacciati!

Gelato gusto Covid o Coronavirus

Gelato Coronavirus anche alla Gelateria «L’era glaciale» di Lutrano di Fontanelle in provincia di Treviso che però aveva avuto anche un po’ di critiche per il nuovo gusto «coronaice2020». Sulla pagina Facebook della sua attività  la titolare aveva pubblicato una foto tenendo in mano una vaschetta di gelato al gusto di “Coronavirus”.  «Questo weekend non chiuderti in casa!! Fatti contagiare dal nuovo gusto!! #coronaice2020». Come riporta La Tribuna di Treviso, la titolare ha spiegato di averlo fatto per sdrammatizzare, ma qualcuno non l’ha presa bene, neppure lo stesso sindaco del paese.

Anche nel Lazio

 COVID-19 ice, è il nuovo gusto dell’estate in arrivo anche alla gelateria di Claudio e Mirco, titolari dei due punti vendita Klada Café di Sezze e Roccagorga.  “L’idea ci è venuta questa mattina – spiegano su facebook Claudio e Mirco– perché ormai il coronavirus sembra diventato l’unico tema di conversazione. Tutti quelli che entrano in gelateria o nel bar non parlano d’altro. La foto è stata condivisa su Instagram ed ha scatenato numerosi commenti. Non credevamo di suscitare tutto questo interesse. Lo abbiamo fatto per sdrammatizzare un poco, e per sorriderne”.
Il gelato è semplice (per un gelataio naturalmente). Base fior di latte con un pizzico di vaniglia, alga sbirulina per regalare quel leggero colore naturale azzurro e lampone disidratato per le parti in rilievo – quelle che simulano le ‘protuberanze’ del coronavirus.
“Lo abbiamo messo in vetrina da poco, e se serve a far sorridere, poco importa se lo vendiamo o meno. Non è affrontando la questione con la paura che ne guariamo o ne restiamo immuni. Tutte le regole, tutte le disposizioni che ci hanno dato, sono giustissime. Va bene porre al problema la giusta attenzione, ci mancherebbe. Ma viviamo, e torniamo a vivere normalmente. Questo lo possiamo fare»

E voi cosa ne pensate?

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