Missione su Marte a caccia di alieni

perseverance in missione su Marte

Alla fine di un viaggio durato sette mesi (corrispondenti a una buona parte del nostro lockdown per il Covid) il Perseverance è sbarcato su Marte e comincia a fare i suoi giretti.

Perseverance è un veicolo su sei ruote, o meglio robot su sei ruote. Rilascerà pure tra un paio di mesi il drone Ingenuity (che si traduce in italiano con ingegnosità, non ingenuità) per fargli fare qualche voletto esplorativo sul Pianeta Rosso. Sembra l’inizio di una favola, ma è tutto vero. A cominciare dall’obiettivo della missione: trovare indizi, meglio ancora prove, che nel passato su Marte c’erano forme di vita, magari ancora a tutt’oggi. In altre parole si tratta di individuare forme di vita aliena.

Le foto da Marte

Perseverance si è già messo al lavoro. Le immagini ad altra risoluzione che invia a Terra (grazie a una serie di ripetitori in orbita intorno a Marte) sono spettacolari e a colori. Ingenuity sarà attivato a partire dalla prossima primavera. Prima il suo “socio” Perseverance deve trovare un terreno sufficientemente piatto e liscio per depositarlo al suolo. Verranno raccolti campioni di roccia, saranno analizzati e infilati in appositi contenitori metallici che verranno recuperati dalla missione Mars Sample Return, già in fase di progetto. Ci lavorano anche l’Agenzia Spaziale Italiana e Leonardo, azienda italiana di aeronautica e aerospazio.

Gli strumenti di Perseverance

Gli strumenti tecnologici messi in campo sono meravigliosi. Tecnici della Nasa hanno fatto esplodere le cariche pirotecniche che liberano “l’albero” di Perseverance. Un palo con in testa le telecamere necessarie a guidare due strumenti scientifici: il sistema Mastcam-Z, che sta per zoom, e uno strumento laser denominato SuperCam. Mastcam-Z ha una vista super-umana perché riesce a vedere anche nell’infrarosso e nell’ultravioletto. Consente la registrazione di immagini in tre dimensioni, garantendo ai piloti terrestri la vista stereoscopica del terreno, di guidare con maggiore precisione il braccio robotizzato e di potere scegliere al meglio le rocce da raccogliere.

Alla ricerca dell’acqua

Le immagini più belle vengono poi messe a disposizione dei curiosi terrestri che seguono, tramite web, le avventure marziane. SuperCam (grande quanto una scatola da scarpe, permette di studiare la mineralogia e la chimica delle rocce e della superficie marziana sparando, fino a sette metri di distanza, impulsi laser che, alla temperatura di circa 10.000 gradi centigradi, fanno evaporare piccole quantità di roccia o di suolo. I gas prodotti vengono analizzati da un’altra telecamera per identificarne i componenti. Si cercano minerali che si formano in presenza di acqua liquida: argille, carbonati e solfati. Per un motivo molto semplice: dove c’è acqua ci può essere vita…

Qualche curiosità

  • Il nuovo rover resterà sul pianeta rosso per almeno un anno marziano 687 giorni, quasi due anni sulla Terra

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2 commenti su “Missione su Marte a caccia di alieni”

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