Spread in altalena! Ma che cos’è questo S-P-R-E-A-D?

Spreeeeaaad!!!???

Mai così basso, battono le mani felici i seriosi economisti! L’ipotesi che Mario Draghi possa diventare capo del Governo al posto di Giuseppe Conte, ha provocato una reazione positiva nel mondo economico. E per fortuna! una volta tanto!! Lo Spread infatti è sceso sotto quota 100 punti!! Pensare che  negli anni scorsi aveva sfondato persino il tetto di 500!! Lo Spread sale, si raffredda…  ma che cos’è questo fantomatico Spread che sembra il nome di una bibita? Da dove esce e soprattutto che significa?

Che cos’è lo Spread

Definizione
Lo Spread è la differenza tra il rendimento
di due titoli di stato  che scadono dopo 10 anni. 
Vediamo cosa vuol dire...

In Italia lo Spread è considerato un po’  il termometro che misura lo stato di salute dell’economia del nostro Paese: più sale, più ci sono problemi

  • Spread in inglese significadifferenza” (e si legge sprèd). “Differenza” ,  come ci insegna la matematica, significa sottrazione. Tra che cosa? Tra i  Bund (no no Bond, l’agente 007 qui non c’entra nulla…) , e i  Btp (che nomi ragazzi!)

    Non c’è da spaventarsi: non è semplice!…
     Vi sveleremo un segreto: se provate a chiedere a qualche adulto, vedrete che balbetterà qualcosa ma neanche loro lo sanno bene!
    Proviamo a chiarirci un po’ le idee… un passo alla volta! Quindi ecco Spread spiegato ai bambini… anche se sono cresciuti!

Cosa succede

Gli Stati mettono sul mercato un certo numero di titoli per avere liquidità (cioè denaro!). In Italia  si chiamano  BTP,  sigla che sta per Buoni del Tesoro Poliennali.

Cosa significa?

In pratica lo Stato italiano, per avere un po’ di soldi a disposizione, fa una promessa. E dice: se mi presti il denaro per un po’ di anni (10 per esempio), non solo ti restituirò tutto quello che mi hai prestato fino all’ultimo centesimo, ma per premiarti di questa tua generosa disponibilità  ti aggiungerò  un “interesse”, cioè una specie di “premio“.
Ecco così i Buoni, che in Italia si chiamano BTP, in Germania si chiamano Bund, negli altri paesi hanno altri nomi ma sono tutti la stessa cosa! Però – ATTENZIONE ATTENZIONE – tutti gli Stati non danno lo stesso premio. C’è chi dà un premio più alto e chi uno più basso. Da che cosa dipende?


Esempio
Mettiamo che un vostro compagno – lo chiameremo Giovanni – vi chieda di prestargli due euro per comprare la merenda. Voi glieli date. Poi passa un giorno, una settimana che diventa un mese e i due euro non ve li rende. Poi vi da 30 centesimi, poi vi dà un euro e poi vi dice che ve li porta ma-sicuro-sicuro domani…  

Domanda? La prossima volta che vi chiede due euro in prestito, voi glieli date subito? Forse sì perché siete buoni. Forse però ci pensate un po’…

Allora il vostro compagno magari proverà a essere più convincente. E vi dice: guarda, se mi presti i due euro, io tra una settimana ti do i due euro e ti porto anche 50 figurine, eh che ne dici?  Mica male…

Mettiamo però che un altro compagno – Luigi – anche lui non abbia i due euro per la merenda. Luigi non è come Giovanni. Puntuale, preciso, ogni volta che gli avete prestato i soldi, ve li ha sempre restituiti il giorno dopo senza batter ciglio. Così anche Luigi vi chiede i due euro . Voi di certo gli rispondete che Giovanni però vi da anche 50 figurine… Allora Luigi vi dice: però con me sei più sicuro che ti restituisca tutto quanto… vabbè. Facciamo che io te ne do 10 di figurine. Che ne dici?

La scelta

Voi a questo punto potete scegliere.

  • Se prestate i due euro a Giovanni rischiate di più ma (forse) avrete 50 figurine.
  • Se li prestate a Luigi avrete di sicuro indietro i vostri soldi con solo 10 figurine.

 Lo Spread  sarebbero la differenza di figurine che ci sono tra Giovanni e Luigi: cioè 40!

E alloooora (come direbbe Mara Maionchi)?

  • E allora Giovanni sarebbe l’Italia con i suoi Btp, mentre Luigi sarebbe la Germania con i suoi Bund, considerati particolarmente “solidi” e sicuri, e per questo utilizzati come riferimento per le altre nazioni europee) 
  • Allora: se aumenta lo Spread significa che i titoli di Stato italiani vengono considerati rischiosi dagli investitori (cioè chi deve prestare i suoi soldi)  e quindi per risultare attraenti, cioè per far sì che qualcuno li compri, devono garantire un premio maggiore. Se ad esempio lo Spread è di 300 punti (i punti sono l’unità di misura dello Spread) significa che rispetto ai tedeschi bisogna dare un premio del 3 per cento in più perché i due investimenti possano essere equivalenti.

Cosa significa?

Chi vuole investire nei titoli italiani, cioè chi decide di comprare i Btp, pensa di correre più rischi rispetto a un investimento in titoli tedeschi, per il peggior stato delle finanze italiane. 

Ha paura che i suoi soldi non siano troppo al sicuro e quindi per correre quello che ritiene un rischio alto,  vuole un rendimento (un premio!!! appunto)  più alto. Quindi per convincere gli investitori a fidarsi dell’Italia nei giorni scorsi bisognava garantire un bel po’ di soldarelli in più rispetto alla Germania. 

Quindi: se il Bund rende il 2 per cento all’anno e il Btp italiano rende il 7 per cento all’anno significa che fra i due vi è uno spread, una differenza del 5 per cento (o, ed è la stessa cosa, di 500 punti). E quindi se oggi compro cento euro di Bund mi saranno poi resi 102 euro; se invece compro cento euro di Btp italiani ne riavrò 107. Meglio! Verrebbe da pensare… Chi mette i suoi soldi in Italia ne riotterrà di più!

Ma questa differenza (lo spread) di 5 euro (come nel nostro esempio) è proprio data  dal fatto che lo stato italiano è considerato meno affidabile di quello tedesco e quindi c’è una maggiore probabilità che non sia in grado di restituire tutto  il denaro dei Btp con i dovuti interessi.

Comprare Bund significa accontentarsi di un “premio”  basso ma essere quasi sicuri di riavere i soldi con gli interessi

Comprare Btp italiani significa puntare a un “premio” più alto ma  tenendo le dita incrociate…

Quindi quanto più lo spread aumenta, tanti più interessi lo stato italiano dovrà pagare e tanto meno apparirà affidabile.

Tutto chiaro?

Leggi anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su