Lo spazzino per le vie del cielo a caccia di rifiuti spaziali

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wall-e RUSSIA – Sarà una specie di Wall-e, robottino programmato per catturare la spazzatura. Solo che non lavorerà sulle strade delle nostre città, bensì nello spazio. Ebbene (chi l’avrebbe mai immaginato) a forza di andare nello spazio con astronavi e missili abbiamo inquinato anche il cielo fra stelle e pianeti. Parliamo dei “rifiuti spaziali”, cioè quei manufatti, piccoli e grandi, che vagano senza scopo nell’orbita terrestre.
Rifiuti spaziali – Si tratta in genere di frammenti di satelliti e di astronavi, lascito dei circa 4900 lanci nello spazio realizzati da quando è cominciata l’esplorazione del cosmo. Si calcola che ce ne siano 20mila oltre i 10 centimetri, 600mila più grandi di un centimetro e ben 300 milioni più grossi di un millimetro. Frammenti vaganti che possono mettere in pericolo sia le astronavi in missione sia i satelliti funzionanti. L’impatto fra una navicella spaziale e un detrito delle dimensioni di dieci centimetri può provocare una esplosione disastrosa. Anche se il frammento misura un solo centimetro i danni possono compromettere una missione spaziale. Ma i rischi possono essere seri anche per noi terrestri. Di solito i frammenti orbitanti (compresi interi satelliti ormai in disuso) quando rientrano nella nostra atmosfera si surriscaldano fino a disintegrarsi senza alcun pericolo. Ma alcuni frammenti più grandi possono rientrare nell’atmosfera in maniera incontrollata e precipitare al suolo mettendo in pericolo l’incolumità della popolazione. Per fortuna, fanno notare gli esperti, il rischio di essere colpiti da un rifiuto spaziale è davvero remoto.

Wall-e parla russo – Una proposta per risolvere questo problema è arrivata ora dalla Russia, che ha investito 2 miliardi di dollari per realizzare lo “spazzino spaziale” che potrà sgomberare le vie celesti. Si tratta di un modulo a propulsione nucleare capace di spazzare via almeno seicento satelliti ormai defunti. Il modulo li trova, li cattura e poi ha due possibilità per renderli innocui. O li fa esplodere al contatto con l’atmosfera terrestre oppure li porta a morire nel fondo dell’oceano.  La favola di Wall-e diventa realtà.

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