garibaldi

di Serena Coppetti

 Scusi signor Garibaldi…
“Ma quale signor e signor!… Generale, mi chiami generale”

– Ecco generale, risulterebbe che è nato a Nizza: non è neanche italiano e s’è preso così a cuore l’unione dell’Italia….
“Che dite! Nizza fa parte della Repubblica di Genova, ma in che mondo vivete?”

Nel 2011… e Nizza è francese
“… 2011 e 2011! Ora non si può certo stare a guardare a quello che succederà fra 150 anni. Qui c’è da fare l’Italia. Una dev’essere. Io son uomo d’azione! Non mi perdo in chiacchiere. Io agisco. Lo sa che a 8 anni ho salvato una lavandaia che era caduta in acqua? Da ragazzino ho salvato dall’annegamento certo, almeno 12 persone!”

– Caspita, mai avuto paura dell’acqua?
“Io? Paura? Giammai!  Studiare non è mai stato il mio forte, volevo andarmene per mare. E’ stata dura convincere mio padre. Ma l’han capito tutti che ho la testa dura… A sedici anni mi sono imbarcato sul mio primo brigantino. Sa a 26 anni quanti mesi avevo già fatto di navigazione vera? 72, dico s-e-t-t-e d-u-e”

– Sei anni, accipicchia. Adesso non vorrei annoiarla facendole raccontare ancora tutte le sue avventure, battaglie, viaggi per mezzo mondo tutto in nome degli ideali, della libertà. Non per nulla l’hanno soprannominata l’Eroe dei due mondi…
“Io ripeto sempre “Colombo non provò tanta soddisfazione nella scoperta d’America come ne provai io al ritrovare chi s’occupasse della redenzione patria”.

– Si riferisce a Mazzini, ovviamente?
“Peppino certo! Grandi idee hanno volato lontano. Pensi che quando sono fuggito in Brasile la prima cosa che feci mi misi in contatto con una sede della Giovine Italia di Rio. Il suo pensiero era arrivato fin là.

– Ma ci dica della sua grande impresa, quella dei Mille.
“Già i Mille. Beh tanto per cominciare erano 1089. Ma va da sè che dire “l’impresa dei 1089″ suonava male. I Mille erano soldati che si erano entusiasmati per me e per le mie idee. Tra di loro c’erano avvocati soprattutto, poi medici, ingegneri, studenti, e pure una donna. Una sola. Era la moglie del mio amico Francesco Crispi, Rosalie Montmasson, ovviamente era vestita da uomo. Ah! il più giovane era un ragazzino di 11 anni appena, Giuseppe Marchetta se n’era venuto a Quarto col padre medico”.

mille
– Tutti con le camice rosse?
“Macché. Ce l’avevano solo in pochi. Ne avevo un po’… Le avevo scelte nel 1843 a Montevideo come uniforme della Legione Italiana, che combatteva ai miei ordini per la Repubblica Uruguaiana contro la dittatura argentina. Ne hanno parlato tutti all’epoca…
– Andiamo avanti, perché proprio quelle camice rosse?
“Avevamo acquistate a prezzo di saldo le tuniche destinate al mercato di Buenos Aires per gli operai dei saladeros, gli stabilimenti di carne salata. Un affare: per via della guerra l’intera partita era rimasta invenduta. Eppoi il rosso è energia, insomma io sono un trascinatore, un focoso”.

– Già, non s’arrabbi ma quella canzoncina “Garibaldi fu ferito, fu ferito ad una gamba…” con la marcetta dei bersaglieri è stata un po’ una cattiveria!”
“Tutta colpa di quella maledetta giornata all’Aspromonte. Stavo andando a conquistare Roma. L’Italia era fatta, era il 1862 ma Roma era ancora in mano al Papa. I  bersaglieri aprirono il fuoco. Io dissi ai miei di non rispondere ma c’è sempre qualcuno che non ti dà retta. Tempo di alzarmi per gridare più forte che … t-a-r-a-t-t-a-r-a-t-t-a! Ferito ad una gamba. Poi mi hanno imprigionato e dopo tutto quello avevo fatto c’è voluta l’amnistia del Re per tirarmi fuori dalla prigione. Ma dico io, c’era proprio bisogno di farci la canzoncina a un eroe del mio calibro?”

(fonti: Wikipedia e Fracassi Claudio “Il romanzo dei Mille”-Mursia 2010)

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