Latino quotidiano: “Verba volant” e gli altri motti

Sebbene il latino sia considerata una lingua morta, ci sono un sacco di motti e citazioni che tuttora sopravvivono nel nostro linguaggio quotidiano. Se ci fate caso vi capiterà infatti sentir dire da qualcuno «dulcis in fundo è accaduto qualcosa»: significa che le cose migliori arrivano alla fine, proprio come le torte e i dolci che vengono serviti a fine pasto. Oppure avrete certamente ascoltato «verba volant scripta manent»: le parole pronunciate a voce volano via, mentre le quelle scritte restano. O ancora «dura lex, sed lex» , la legge è severa, ma va rispettata, oppure che è successo un «qui pro quo», ovvero un equivoco. Motti in latino che resistono al tempo.
Quindi il latino, come abbiamo dimostrato nel corso di queste puntate (il latino quotidiano, i link agli articoli sono in fondo all’articolo) , è vivissimo. E non è così strano: conoscete infatti modi di dire altrettanto semplici ed efficaci in italiano per esprimere gli stessi concetti?

I motti in latino quotidiano

Carpe diem.

È una delle frasi latine più celebri tratte dalle Odi del poeta Orazio e viene tradotta (seppur in maniera non molto precisa) con la frase «cogli l’attimo», un invito a godersi il presente e non sprecare le occasioni che la vita ci offre.

Cui prodest?

«A chi giova?», a volte resa anche come «cui bono?» («chi ne beneficia?»), è una locuzione latina utilizzata nel discorso come elemento retorico per domandarsi chi sia l’effettivo beneficiario di una determinata azione o evento.

Alea iacta est.

«Il dado è tratto», altra strafamosa citazione di Giulio Cesare, che pronunciò questa frase quando, varcando il fiume Rubicone per andare a Roma a rivendicare il potere, sfidò la legge che proibiva l’ingresso armato dentro i confini dell’Italia. Con questa affermazione (riutilizzata anche ai giorni nostri) Cesare dunque voleva dire che ormai la decisione era stata persa e non c’era possibilità di tornare indietro.

Damnatio memoriae.

Una locuzione in lingua latina che significa letteralmente «condanna della memoria». Nel diritto romano indicava una pena consistente nella cancellazione di qualsiasi traccia riguardante una persona, come se essa non fosse mai esistita.

Mors tua vita mea.

«Morte tua, vita mia». Si usa in quelle situazione in cui il danno provocato ad una persona può essere necessario per la sopravvivenza o il successo di un altro. Se per esempio all’ultima giornata di campionato si affrontano due squadre di calcio che devono vincere per non retrocedere in serie B.

In camera caritatis.

Una locuzione latina, dal significato letterale di «nella camera di carità», con significato traslato di in un posto dove nessuno possa sentire. Il detto è di origine medievale: la camera identifica il luogo in cui si esercitava il potere, e la caritas, da intendersi in senso cristiano, rimanda ad un atteggiamento di amore verso il prossimo. L’espressione viene anche usata quando si vuole confidare qualcosa che non deve però diventare di dominio pubblico; se una persona afferma: «in camera caritatis, questo l’ho fatto io», significa che effettivamente ha fatto quella cosa, ma negherà ufficialmente con tutta forza di averla fatta.

Pecunia non olet.

«Il denaro non ha odore». Espressione usata da chi non si cura della provenienza di un certo guadagno.

Per aspera ad astra.

Significa arrivare alle stelle (astra) attraverso le difficoltà (aspera, le ruvide asperità del terreno che diventano metafora dell’ostacolo che si frappone tra noi e la meta). In altre parole ci insegna che per conquistare un risultato servono molti sforzi.

Excusatio non petita fit accusatio manifesta.

Un bel modo di dire per affermare che spesso una giustificazione
non richiesta (excusatio non petita) evidenzia un senso di colpa mal nascosto. È un po’ come accusare qualcuno di avere la coda di paglia.

Risus abundat in ore stultorum.

Significa «il riso abbonda nella bocca degli stolti» (gli stupidi ridono sempre). Ovvero che ridere eccessivamente è fuori luogo e sinonimo di stupidità. Ma è anche la considerazione del fatto che persone poco argute sono inclini a ridere spesso, anche per motivi futili, mentre una persona assennata è normalmente più seria.

Qualis pater, talis filius.

Vuol dire: «Quale (è) il padre, tale (è) il figlio»: in altre parole, il figlio è simile a suo
padre. È spesso citata in una forma lievemente diversa: «Talis pater, talis filius». Si ripete quest’antico proverbio a significare (più spesso, ma non necessariamente, con riferimento a qualità non buone) che il carattere e le tendenze d’ognuno derivano per via ereditaria dal padre, o dagli antenati.

In medio stat virtus.

Il significato letterale in italiano è: «La virtù sta nel mezzo». La frase invita a ricercare l’equilibrio, che si pone sempre tra due estremi, pertanto al di fuori di ogni esagerazione. Anche nel buddhismo è presente un simile concetto: il sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza si chiama Via di Mezzo

Tempus fugit.

«Il tempo fugge». La locuzione è presente anche nell’opera Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll, ed è inoltre il titolo di una canzone degli Yes. Il tempus fugit è anche una filosofia di vita paragonabile al Carpe diem, secondo cui non bisogna fare previsioni a lunghissimo tempo ma al massimo, assumersi impegni a breve tempo.

(4 puntata – Fine)

Oltre ai motti in latino, ecco tutte le puntate del latino “quotidiano” 

 

1 commento su “Latino quotidiano: “Verba volant” e gli altri motti”

  1. de luca aurelio

    Magari avessi studiato latino ai tempi!!! Che ricchezza.Ai tempi ero troppo inrequieto e iperattivo,non ce l’avrei fatta.Ota sarei pronto.Grazie.

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