8 marzo, tanti auguri donne! Ma… perché?

Festa della donna: storia e significato

Perché si celebra le festa della donna? 

La festa della donna o meglio «la giornata internazionale della donna» è stata fissata per ricordare le conquiste fatte in passato dalle donne. Tanto per cominciare non è dunque proprio una «festa» (come quella degli Innamorati, della mamma…) ma una vera e propria celebrazione internazionale.

Chi ha fissato l’8 marzo?

Lo ha deciso niente meno che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite (Onu) che nel 1977 riconobbe «gli sforzi delle donne in favore della pace e la necessità della loro piena e paritaria partecipazione alla vita civile e sociale».

Festa della donna, storia e significato

Nel secolo scorso sono stati tanti gli avvenimenti, le proteste, le manifestazioni che hanno visto le donne protagoniste. Un tempo non troppo lontano in Italia, ad esempio, le donne non potevano neppure andare a votare. Non si tratta dell’era dei dinosauri, per intenderci!

La prima volta che le donne hanno potuto dire quello che pensavano in Italia con il loro voto è stato nel 1946. Le vostre nonne insomma si ricordano sicuramente qualcosa!
Pensate che anche semplicemente andare a votare per le donne è stata una conquista. Il primo paese che ha dato questa possibilità è stata la Nuova Zelanda nel 1893 quando ancora non era una nazione ma una colonia che si governava da sola. Uno tra gli ultimi Stati invece a concederlo è stata (pensate un po’ )  la Svizzera. Ci è arrivata solo nel 1971.

E perché proprio l’8 marzo?

Agli inizi del ‘900 intorno alla data dell’8 marzo (poco prima o poco dopo!)  le donne si sono fatte sentire un po’ in tutto il mondo. Ad esempio nel 1908 a New York decine di migliaia di operaie protestarono per avere lavoro e paga più dignitosi ma anche per il diritto al voto e l’abolizione del lavoro minorile.

Negli Usa la prima giornata della donna fu però il 19 febbraio 1909.

Nel resto del mondo si tenne il 19 marzo 1911 su decisione del Segretariato internazionale delle donne socialiste.

L’8 marzo 1908, 129 operaie di un’industria di New York rimasero uccise in un incendio, mentre protestavano per le condizioni di lavoro indegne a cui erano sottoposte e, secondo alcuni, nei pressi della fabbrica bruciata nel 1908 cresceva proprio un albero di mimosa.

A San Pietroburgo l’8 marzo 1917 le donne russe guidarono una grande manifestazione dette il via alla rivoluzione e che segnò la fine dello zarismo. In Italia per la prima volta fu celebrata nel 1922. È nata con un forte connotazione politica.

E oggi?

Le donne hanno fatto sicuramente passi da giganti ma ancora c’è molto da fare. In Italia come nel resto del mondo.

Irina Bokova, direttore generale dell’Unesco fino al 2017, aveva  ricordato che meno del 40 per cento dei paesi nel mondo assicura a maschi e femmine uguale accesso all’educazione. Ci sono paesi dove i ragazzi possono studiare, le ragazze no. Così per «troppe donne senza le competenze di base un lavoro dignitoso è solo un sogno lontano», ha detto. Ma  ci sono piccole battaglie anche più vicino a noi. Come quella delle nostre mamme che si devono dividere tra famiglia e lavoro e questo le rende ancora discriminate rispetto agli uomini.

«Ogni 8 marzo si torna a parlare di diritti delle donne, eppure nel 2021 l’educazione è ancora un miraggio per circa 132 milioni di bambine nel mondo» raccontano i volontari di  Still I Rise, una straordinaria organizzazione che apre scuole nel mondo per i bambini rifugiati (cliccate sul link e andate a curiosare perché ha una storia incredibile e il suo fondatore è un ragazzo giovanissimo: a 28 anni è stato nominato per il Nobel per la Pace nel 2020).

Perché la mimosa è il fiore simbolo della Giornata?

Perché fiorisce proprio in questo periodo!!

L’idea di adottare la mimosa come fiore ufficiale della Festa della Donna è tutta italiana: l’iniziativa partì dall’UDI (Unione Donne in Italia) che scelse per la prima volta questo fiore per festeggiare l’8 Marzo 1946. Fu Teresa Mattei che ne introdusse l’uso. C’era chi voleva la violetta, ma era un fiore troppo difficile da recuperare e anche troppo costoso. Bisogna pensare che l’Italia stava uscendo dalla guerra…

Chi è Teresa Mattei

Teresa Mattei, nata il 1° febbraio 1921 è morta a 92 anni. A 25 anni, è stata la più giovane deputata della Costituente, (clicca qui per saperne di più) è stata sua la firma in calce al terzo articolo della Costituzione: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».

  • A scuola. A 17 anni venne espulsa dal liceo classico Michelangelo di Firenze e radiata da tutti gli istituti del Regno perché, dopo aver ascoltato in classe l’intervento del professor Santarelli, inviato nelle scuole a far propaganda razzista, si alzò in piedi e disse: «Io esco perché non posso assistere a queste vergogne». Sostenne poi la maturità quell’anno (era in seconda liceo) come privatista, su consiglio del professor Piero Calamandrei che aveva proposto questa soluzione (Patrizia Pacini, La Costituente: storia di Teresa Mattei, Altreconomia, Milano 2011).
  • A Montecitorio. A Montecitorio, fece un discorso sulla parità di accesso in magistratura per uomini e donne. Si alzò un deputato liberale: «Signorina, ma lei lo sa che in certi giorni del mese le donne non ragionano?». E lei: «Ci sono uomini che non ragionano tutti i giorni del mese».

(Clicca qui per saperne di più su di lei)

Fu lei quindi a proporre questo fiore, la mimosa che oltre ad essere una pianta che fiorisce proprio agli inizi di marzo, è anche un omaggio poco costoso.

Cosa puoi fare tu per la festa della donna

Ma la festa della donna non è ben spiegata ai bambini e ai ragazzi come voi, se non si fa un altro passo avanti…

Cosa può fare un ragazzo o una ragazza oggi proprio oggi 8 marzo 2021? Comprare dei fiori? Dire tanti auguri a tutte le donne? Sì questo è bello ma non è la cosa più importante…

Ecco cosa può fare oggi un bambino, una bambina, un ragazzo o una ragazza (cioè tu, sì proprio tu!) per la festa della donna:

Consigli  per i maschi

  1. Rifai il tuo letto
  2. Sparecchia la tavola
  3. Proponiti: «Non ti preoccupare mamma. Questo oggi lo faccio io»
  4. Esprimi le tue emozioni (questo sempre! Non solo oggi): piangere o sentirsi fragile non sono “robe da femmine” sono emozioni da esseri umani
  5.  Invita una bambina o una ragazza a giocare a calcio, a basket (cioè proprio oggi no per via del Covid non si può fare niente… ma appena si potrà!)
  6. Rispetta gli altri. Sempre e tutti. Il pensiero delle amiche e degli amici. Quello che vogliono o non vogliono fare: un “no” è sempre un no.
  7. Grazie e Prego. Sono due parole magiche:  pronunciarle vi farà sentire più forti
  8. Leggi una storia del libro Storie della buonanotte per bambine ribelli  con le vite di donne che hanno fatto la Storia (quella con la maiuscola) E non è un libro solo per femmine, neanche solo per bambine, neanche solo per i più piccoli…
  9. Guarda il film  Il diritto di Contare: la storia vera di tre donne eccezionali, Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson. Tre scienziate afro-americane che hanno rivoluzionato gli studi alla NASA
  10. e questa la lasciamo per te! La tua regola per la festa della donna!

Consigli per le femmine

… ma esattamente gli stessi  per i maschi!! (Magari ribaltate la 5: fatevi invitare a giocare a calcio o a basket o a qualunque gioco…)

E se ne avete altri da consigliare a noi… scriveteceli e allunghiamo l’elenco.

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1 commento su “8 marzo, tanti auguri donne! Ma… perché?”

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