La balena “spia” dei servizi segreti

di Carlo Piano

Una balena beluga addestrata dai servizi segreti russi per fare la spia. Non è un film ma quello che ha scoperto un gruppo di pescatori al largo della costa norvegese settentrionale, mentre stavano pescando dalla loro barca davanti al villaggio di Inga.

Il racconto

“Stavamo per gettare le reti quando abbiamo visto una balena che si muoveva tra le barche –  ha raccontato un pescatore, Joar Hesten – Veniva verso di noi e quando si è avvicinata abbiamo visto che aveva una sorta di imbracatura”.

Perché balena-spia

Il comportamento dell’animale era anomalo: cercava di tirare le corde penzolanti dalle imbarcazioni, inoltre sembrava addomesticato e abituato agli esseri umani. Il cetaceo si è avvicinato docilmente alla barca e i pescatori hanno potuto liberarlo dalle cinghie.

All’interno di esse hanno trovato la scritta “Equipaggiamento di proprietà di San Pietroburgo”.  La presenza dell’imbracatura, in grado di sostenere una telecamera, ha indotto i pescatori a segnalare la stranezza alla polizia.

Il mistero

Audun Rikardsen, professore presso il Dipartimento di biologia marina e artica presso l’Arctic University of Norway, ritiene “molto probabile che sia coinvolta la marina russa”, che ha importanti strutture militari a Murmansk e dintorni nella penisola di Kola. Non è però chiaro per che cosa fosse addestrato il mammifero, ma molto probabilmente per spiare.

Balena-spia, ma anche delfini e foche

L’Unione Sovietica infatti, prima di diventare Russia, aveva un programma per utilizzare i delfini, le foche e i beluga. L’Unione Sovietica utilizzò una base a Sebastopoli nella penisola di Crimea durante la Guerra Fredda per addestrare i mammiferi a scopi militari come la ricerca di mine o altri oggetti e per piazzare esplosivi. La struttura in Crimea fu chiusa dopo il crollo dell’Unione Sovietica, anche se rapporti dei servizi segreti americani poco dopo l’annessione russa della Crimea indicavano che era stata riaperta.


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