Kimba va in pensione, il cane eroe più anziano d'Italia

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di Carlo PianoGENOVA – Se avesse una divisa, sarebbe piena di medaglie. Ma a Kimba, in fondo, non importa. La gloria, se c’è qualcosa di simile tra i cani, se l’è conquistata sul campo e tanto basta. La sua storia la racconta il quotidiano Il Secolo XIX.E adesso che anche per lui, il più anziano cane dei nuclei cinofili dei vigili del fuoco ancora in attività in tutta Italia, arriva il momento della pensione dopo quasi 13 anni di onorata carriera, la cosa più difficile sarà forse adattarsi a una vita un po’ più tranquilla, a casa.

Perché Kimba è un bellissimo maschio di border collie, ma soprattutto è un vero professionista di salvataggi e ricerche di persone scomparse. Uno di quelli che “non staccano mai” perché in ogni momento può essere catapultato sul terreno di una disgrazia. Nei boschi come tra le macerie, tra le valanghe o sotto una frana, tra muri in fiamme come nel fango.

Il suo naso e la sua abilità hanno salvato, nel corso degli anni, tante vite. Quante? Difficile dare un numero preciso, spiega il suo padrone-istruttore-miglior amico Flavio Tunno, del nucleo cinofilo dei vigili del Fuoco di Savona, uno dei sette istruttori cinofili dei vigili del fuoco in tutta l’Italia: «Da quando – anno 2004 – è stato ricreato, dopo decenni, ufficialmente un nucleo cinofilo in Italia per i vigili del fuoco, grazie al lavoro di un gruppo di appassionati che si sono impegnati per anni per dargli una struttura di alto livello, Kimba c’è sempre stato. Ma “lavora” dal 1998, da quando era poco più che un cucciolo. E ha fatto una media di 30 interventi l’anno. L’ultimo? Pochi giorni fa a Ortonovo, provincia di Spezia, per la ricerca di un anziano nei boschi. Ritrovato, sano e salvo».

Kimba ora va in “pensione” e i vigili del fuoco di Savona perdono un elemento di esperienza e abilità assolute, anche se i muscoli non son più quelli di un tempo: «Ma la testa, – spiega l’istruttore – è quello che conta. L’affidabilità: se io do a Kimba l’incarico di perlustrare un’area, sono sicuro che se c’è qualcosa lo troverà». Tocca a Fly, la sua “sorella” più giovane e agli altri due border collie del nucleo savonese che daranno l’esame tra poco, il compito di non farlo rimpiangere. Sarà dura. Anche per Tunno, che praticamente ci vive in simbiosi da 13 anni, al lavoro e a casa: «Non a caso si parla di “unità cinofila” per indicare il conduttore, ossia l’uomo, e il cane da salvataggio. Fare questo mestiere è una scelta di vita, lo è stato per me, ma lo è anche per lui: non sarà mai un cane “normale” perché è stato addestrato sin da pochi giorni dopo la nascita».Non uno a cui lanciare il bastoncino né uno che si spaventa per i botti di capodanno, tanto per capirci. «Kimba è allenato e selezionato per lavorare in mezzo a esplosioni, rumori di escavatori, fumo. È completamente indifferente al fuoco. A L’Aquila, durante il terremoto, si muoveva tra le macerie mentre arrivavano le scosse e tutto intorno il cemento crollava. A Murialdo, nella frana dello scorso inverno, saltellava tra le pietre in movimento».

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