ITA I Tipici Anormali sono davvero… speciali!

Un film di giovani per i giovani

Quello che vedete qui sopra è il trailer di un film non ancora uscito ma… che uscirà! «Mi auguro questa estate, altrimenti a Natale», ci dice il regista. Questa è una piccola anteprima. È un film fatto tutto da ragazzi per i ragazzi. Il regista è giovanissimo si chiama Federico Angi, ma ha già fatto un sacco di cose (tipo 100 cortometraggi, ha vinto premi….) perché fin da quando aveva 5 anni il suo sogno è  fare il regista. E non ha mai mollato! Avanti e avanti… ecco cosa ci ha raccontato.

Il film: ITA i tipici anormali

ITA cioè I Tipici Anormali racconta le rocambolesche disavventure dell’ossessivo Alfredo Terragni (detto Alfred) dell’iperopope Dorotea Boscorpioni (detta Dory) dell’ipocondriaca Eugenia Grifoni (detta GG) e di suo fratello lo stravagante artista Michelangelo Grifoni (detto Mickey). Tutti e quattro costretti a condividere una specie di viaggio verso il matrimonio di una lontana cugina, che  li porterà a riscoprire come ciò che è definito anormale sia in realtà speciale.

ITA i tipici anormali è una commedia dell’assurdo dove si intrecciano episodi divertenti ma si parla di bullismo e dell’accettazione delle diversità di ogni genere. Ci sono più di 200 partecipanti! Un vero kolossal…  con persone che provengono letteralmente da mezzo mondo. Ad esempio India Dassie giovane interprete diversamente abile di Rai Uno, alcune coriste del celeberrimo Coro dell’Antoniano, Mariandrea Cesari, le sorelle Gaia, Carolina & Ludovica Buono. E poi c’è Andrea Garritano, 17 anni di Sedriano in provincia di Milano che interpreta il bullo.  E tantissimi esordienti, cioè ragazzi che non avevano mai recitato prima.

ITA i tipici anormali

  • Il film, come ci ha raccontato Federico Angi, è neoirrealista. Una sua invenzione. Significa che si rifà al neorealismo italiano, quello del Dopoguerra soprattutto nell’allestimento degli ambienti ma poi dà alla storia una visione  onirica, cioè un po’ da sogno disneyano!
  • è stato finanziato al 99 per cento da lui: con le paghette e le buste dei regali di Natale messi via anno dopo anno!
  • Ha riferimenti espliciti alle pellicole di Disney, a cui il film in parte è dedicato insieme Federico Fellini «i due registi che hanno ispirato il mio fare regia», dice Angi
  • Ci sono riferimenti espliciti e impliciti. A proposito: sapete che differenza c’è?

I riferimenti espliciti del film sono:

E quelli  impliciti: 

Quando potrete vedere il film potete andare a caccia di questi riferimenti… e magari trovarne qualcun altro! E farcelo sapere ovviamente…

ITA i tipici anormaliChi è Federico Angi (e perché ne sentirete parlare…)

«A 5 anni ho deciso che avrei fatto il regista. Ho avuto un po’ di problemi di salute e per questo mia mamma, per tirarmi un po’ su, mi aveva portato all’oratorio dove si esibiva una compagnia teatrale. Ho visto cosa faceva il regista e ho deciso che quella era la mia strada. “Voglio fare questo”. E non ho ancora cambiato idea».

Inseguire il proprio sogno

«A scuola ho subito bullismo, ma non ho mai smesso di seguire le mie passioni. Nonostante le difficoltà. Alle superiori ci sono stati periodi anche brutti, in cui i prof mi esortavano a mollare la scuola perché andavo bene nelle materie letterarie e cinematografiche ma avevo grossi problemi con matematica e nelle materie tecniche, perché sono dislessico. Un prof mi diceva che ero un brutto anatroccolo e non potevo pensare di essere un cigno. Ma mi sono preso la rivincita… A luglio mi laureo allo Iulm di Milano. Ecco perché voglio parlare di bullismo nei miei film. Parlare ai ragazzi e trasmettere valori»

I primi passi

«La primissima cosa che ho fatto si chiama La casa nel bosco, dura mezz’ora circa, una cosa davvero infantile… avevo sette anni e mezzo! Sul terrazzo della mia prima casa dettavo questa storia alla mamma che era incinta di mia sorella. L’arte fa un po’ parte della mia famiglia. La nonna è stata una celebre artista del 900, scenografa alla Scala di Milano, mia zia prima ballerina con Carla Fracci. Comunque in estate andavamo in vacanza in una grande villa in Toscana in Lunigiana. Lì ho ambientato la mia operetta, fatta con le videocamerine dei primi anni 2000».

E dopo ITA?

«Se ITA  ci permetterà di approdare a distribuzione, ho già pronta TAN cioè la trilogia anormalità normali. Il primo, ITA,  il secondo si chiamerebbe AMI Atipici Musicanti Interstellari, un po’ una parafrasi dei musicanti di Brema rivisitato e TPT Trapassati Per Trasporto dantesco molto molto particolare… ma bisogna avere economicamente le spalle un po’ più forti! Questo è  stato massacrante produrlo, abbiamo girato anche scene al Circo Orfei…. Un progetto molto complicato anzi due… . Con il making off i contenuti speciali sono come un altro film».

The Mistery of ITA vi porta infatti in un tour dietro le quinte per scoprire la storia dentro la storia, in un carosello di sospettati per la scomparsa del grammofono di Edgar Degas sulla quale indaga l’investigatore privato Aldo, Allen Aldo!

Che film consigli ai nostri lettori?

«Billy Elliot, film esempio danza in ambito maschile riscatto, e Inside Out per la gestione emozioni, un film bomba!»

ITA i tipici anormaliIl bullo: Andrea Garritano

«Ho 17 anni e arrivo da Sedriano, in provincia di Milano. Ho girato il film quando avevo 15 anni.  Cercavano un ragazzo con i lineamenti scolpiti e con segni particolari. A quanto pare sono risultato il candidato ideale… Anche se non sono davvero un bullo! Anzi da piccolo in terza elementare  sono stato piuttosto una vittima. Ero un po’ tondetto, gonfio più che grasso e per questo ho subito bullismo da un gruppetto di ragazzi. Poi per fortuna ho cambiato scuola e paese, sono dimagrito e ho trovato degli amici veri. Mi piace che in questo film, dietro e davanti alle quinte, si lotta a favore delle diversità di ogni genere; spesso persone tatuate come me non sono spesso prese in considerazione, ma in questo film tutto o quasi è al contrario…»

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