Il robot-infermiere all’ospedale di Varese

di Francesca Amé

Un robottino tutto fare in corsia. Non è fantascienza: accade, già da qualche giorno, in un ospedale di Varese.

Il “robottino-infermiere” si chiama Sanbot Elf, è alto quanto un bimbetto di 7 anni e ha un faccino simpatico che ricorda certi cartoni animati, indossa il cravattino e possiede un monitor a forma di cuore. Quello è il suo “potere magico”.
È lì infatti che lavora l’intelligenza artificiale (si chiama “Vivaldi”, ed è un porgetto di Omitech, l’azienda che ha concepito il robot 4 anni fa): Sanbot Elf sa sfruttare al meglio le tre telecamere di cui è dotato oltre ai sensori e agli occhi digitali.

Il robot infermiere in corsia

Ha anche un software di riconoscimento facciale ed è super versatile: in passato è stato usato negli aeroporti per dare informazioni ai viaggiatori, ha dimostrato di saper apprendere passi di danza e di interagire con i bambini. Era già sperimentato in case di cura per monitorare la salute dei pazienti, e ora presta servizio all’Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi della ASST Sette Laghi di Varese, proprio nei reparti dove ci sono i malati di covid-19.

L’emergenza

L’ospedale varesino da qualche giorno era alla ricerca di strumenti di sostegno al lavoro del personale medico, così sotto pressione per l’emergenza sanitaria: si è pensato così di ricorrere a robottini come Sanbot, già pronti e predisposti a un’interazione particolarmente raffinata dal punto di vista multisensoriale con gli umani. I robot come Sanbot possono essere alleati preziosi dei medici perché “leggono” attraverso le loro telecamere il monitor dei pazienti e trasferiscono i dati ai computer dei dottori, così da ottimizzare spostamenti e assistenza.

Hanno anche un “cuore buono”: sanno far risuonare la voce di medici e infermieri e permettono una comunicazione diretta, “umana”, con i malati.

La mostra

In questo momento l’ospedale di Varese ha sette robottini in servizio in corsia, ma la storia di Sanbot Elf è ancora più speciale: prima di “arruolarsi” come assistente ospedaliero era in mostra al Mudec, il Museo delle Culture di Milano (qui trovate molte curiosità sul museo di via Tortona) : era tra i pezzi forti della mostra Robot. The Human Project che avrebbe dovuto aprire lo scorso 4 marzo ma che non ha potuto nemmeno inaugurare.

L’allestimento, con le macchine e tanti robot che hanno fatto la storia dell’Intelligenza Artificiale, era già tutto pronto e quando si è saputo della richiesta dell’ospedale di Varese, il Museo ha subito deciso di far tornare Sanbot Elf alla “casa madre” (l’azienda che lo aveva progettato) per prepararlo alla sua nuova missione di robot infermiere.
Quando l’emergenza sarà finita, Sanbot si “toglierà il camice” per rimettersi in mostra al Mudec (la mostra è in programma fino al 26 luglio): si meriterà di certo il nostro applauso.

Leggi anche 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su