Draghi e il nuovo Governo

perché se ne parla

Il professore Mario Draghi  ha formato il nuovo Governo: i ministri sono 23, di cui 15 politici e 8 tecnici.  Le donne sono (solo) 8. L’età media è di 54 anni.  il più anziano è proprio Mario Draghi, il premier, capo del governo che ha 73 anni. I più giovani sono Luigi Di Maio agli Esteri (34 anni) e Fabiana Dadone che si occuperà delle Politiche giovanili (37). 

Abbiamo assistito in questi ultimi giorni ad una particolare crisi di governo. Questa a differenza di altre  crisi non può definirsi propriamente “parlamentare” in quanto non c’è stato un formale atto di sfiducia da parte del Parlamento nei confronti del Governo di Giuseppe Conte.

La crisi di Governo

A innescare la crisi è stato Matteo Renzi che ha scelto di ritirare i due rappresentanti del suo partito Italia Viva dal Governo, cioè le sue due ministre Elena Bonetti (Famiglia e Pari Opportunità) e Teresa Bellanova (Politiche Agricole).

Perché lo ha fatto? Secondo lui Conte non stava gestendo bene la pandemia e serviva un altro governo che gestisse meglio questo momento. Il premier Conte ha cercato di capire con il Parlamento se c’era la possibilità di avere l’appoggio per andare avanti, ma alla fine ha rassegnato le proprie dimissioni.

Così è intervenuto il Presidente della Repubblica, organo assolutamente sopra le parti e non politico che  “rappresenta l’Unità Nazionale ed è Capo dello Stato”, così come recita la nostra Costituzione all’articolo 87. Vediamo allora e cerchiamo di capire cosa abbia fatto.

Che cosa ha fatto il presidente della Repubblica

Vista la difficoltà del governo a procedere con la propria azione… governativa appunto,   Mattarella, il nostro Presidente delle Repubblica, agendo come Capo dello Stato, poteva procedere in due modi:

1 – indire nuove elezioni, le cosiddette elezioni anticipate, rimettendo così alla volontà del corpo elettorale il potere di esprimere una nuova maggioranza parlamentare in grado di esprimere al proprio interno un Governo stabile.

2 – affidare ad un’altra persona l’incarico di formare un nuovo Governo che fosse in grado di ottenere la fiducia dal Parlamento.

II Presidente ha optato per la seconda ipotesi, affidando al professor Mario Draghi l’incarico di formare il nuovo Governo.  Il prof. Draghi si è riservato di accettare, ma questo è prassi normale! L’incaricato infatti, in questo caso il Prof. Draghi, non accetta semplicemente ma inizia una serie di piccole consultazioni per  accertarsi che ci siano concrete possibilità di formare una maggioranza. Cioè non basta che i vari leader dei partiti gli battano una mano sulla spalla e gli dicano «okok sono d’accordo con te!» Quella maggioranza deve fare proprio un programma concordato, almeno nelle sue linee generali, fra le forze politiche che intenderanno sostenerlo.

E se non riesce?

Se dovesse persistere l’impossibilità di esprimere una maggioranza  che sostenga il Governo nascente, nel caso cioè in cui l’incaricato non riesca nel suo intento, egli tornerà  dal Presidente della Repubblica e rimetterà il proprio incarico. A questo punto bisognava per forza ricorrere alle elezioni anticipate.

Invece  Mario Draghi ha concluso positivamente i suoi colloqui e la sua opera. Ha sottoposto al Presidente della Repubblica la lista dei ministri e si è dichiarato pronto a presiedere il nuovo Governo.

Dopo di che si apre la fase conclusiva del procedimento cioè la nomina del nuovo Presidente del Consiglio e dei suoi ministri con decreto del Presidente della Repubblica.

Il giuramento

Secondo l’articolo 93 della nostra Costituzione i neo nominati devono prestare giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica ed entro 10 giorni presentarsi alle Camere per ottenere la fiducia. Sarà lo stesso Presidente del Consiglio ad esporre il suo programma.

Il nuovo Governo è formato da tecnici, e da qualche politico? Ma chi sono i tecnici?

Draghi stesso non è un politico, non è iscritto a nessun partito, ha sempre svolto ruoli importanti anche all’interno della Comunità Europea, come professionista e tecnico dell’economia e mai come esponente di una fazione politica.

  • Un governo tecnico è un governo formato quindi da personalità capaci, professionalmente preparate svincolate dai partiti e dalle loro logiche. Un governo che dovrebbe riuscire ad attuare quel piano economico di cui  l’Italia  ha bisogno e affrontare l’emergenza del Covid.
  • Un governo politico è invece un governo presieduto e formato da personalità che sono espressione diretta dei partiti che hanno vinto le elezioni  e che attueranno il loro programma politico, tenendo conto delle indicazioni che hanno ottenuto dal proprio corpo elettorale.

Tuttavia anche un Governo tecnico ha necessità di trovare una maggioranza in Parlamento che lo sostenga. Altrimenti  non può fare niente. Ogni atto che il governo intenda compiere ha bisogno dell’approvazione della maggioranza dei membri del parlamento, che, ricordiamolo, sono tutti politici!
Ecco allora la necessità , anche per un governo tecnico di venire a patti con una parte politica più ampia possibile.

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1 commento su “Draghi e il nuovo Governo”

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