Fukushima fa paura, l’Italia non farà centrali nucleari. La nuova energia viene dal mare

energia_marina

perché se ne parla

In Italia non si faranno centrali che sfruttano il nucleare per produrre energia. Il Governo ha deciso di fare marcia  indietro sul  “programma di di localizzazione, realizzazione e attività sul territorio nazionale di impianti nucleari”.
Ora l’Italia deve attuare una nuova strategia  che guarda alle energie rinnovabili, (cioè quelle forme di energia generate da fonti che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano o non sono rinnovabili) e all’energia verde.

Troppa paura

Il grave incidente alla centrale nucleare di Fukushima investita dallo tzunami che ha devastato il Giappone, ha aperto una fase di ripensamento sull’energia e le sue fonti. Il disastro a Fukushima viene classificato come “il più grave di tutti i tempi” al pari di quello del 1986 a Chernobyl. L’agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha infatti innalzato al livello massimo di 7 la classificazione dell’incidente portandolo così allo stesso livello di quello avvenuto in Ucraina nel 1986, il più grave di tutti i tempi. Le radiazioni nocive sono fortissime, tanto che è stata evacuata tutta la zona intorno all’impianto per oltre trenta chilometri. L’Italia ha così rinunciato al piano per dotare il Paese di reattori che dovrebbero provvedere a rifornirci di energia.  Molte nazioni hanno deciso di puntare sulle energie rinnovabili ovvero quelle prodotte dal sole, dal vento, dal calore della terra e dal mare. Molto meno pericolose del nucleare e per nulla inquinanti

La forza delle maree (maremotrice)

La più grande centrale elettrica che produrrà energia dalle maree sarà installata in Scozia nello stretto dell’isola di Islay.

La marea è un moto periodico di ampie masse d’acqua (oceani, mari e grandissimi laghi) che si innalzano (flusso, alta marea) e abbassano (riflusso, bassa marea) anche di 20 metri con frequenza giornaliera o frazione di giorno (solitamente circa ogni sei ore).

Verranno installate sul fondo marino dieci turbine. Turbine simili sono già in azione da sei anni in Norvegia e sono in corso di posizionamento entro la fine dell’anno in un altro impianto sottomarino scozzese alle isole Orcadi.

La Scozia è ritenuta il posto ideale al mondo per lo sfruttamento dell’energia dalle maree. La scelta dello stretto di Islay non è dovuta solo alle forti maree presenti  (con un flusso che arriva a una velocità di 11,4 chilometri all’ora) ma anche perché è protetto dall’arrivo di forti onde e di tempeste e l’isola ha già una rete elettrica sviluppata.

La centrale (che sarà terminata nel 2015) fornirà energia a 10.000 abitazioni, più del doppio di quelle presenti sull’isola.

Come funziona

L’energia maremotrice è quella ricavata dagli spostamenti d’acqua causati dalle maree, che in alcune zone del pianeta possono raggiungere anche i 20 metri di ampiezza verticale. Già nell’antichità si cercò di sfruttare questo tipo di energia, mediante la costruzione di “mulini a marea”.

L’acqua era raccolta, durante il flusso, in un piccolo bacino, che veniva in seguito chiuso con una paratia. Al momento del deflusso l’acqua veniva quindi convogliata attraverso un canale verso una ruota che muoveva una macina. Oggi il concetto non è molto diverso: vengono riempiti d’acqua i bacini quando c’è l’alta marea e successivamente svuotati, l’acqua passa attraverso delle turbine che girando vorticosamente producono energia elettrica.

Energia del vento (eolica)


Anche in questo caso l’idea è la stessa dei mulini a vento un tempo diffusissimi in Olanda. Il vento fa girare un’elica piazzata in cima a un palo che produce energia elettrica. Alcuni Paesi usano molto l’energia del vento: il 19% della produzione elettricità in Danimarca, il 13% della produzione in Spagna e in Portogallo, il 7% in Germania e nella Repubblica d’Irlanda. Ma c’è chi accusa gli impianti eolici (si tratta di lunghe file di pali con eliche) di rovinare la bellezza dell’ambiente: infatti i luoghi più ventosi, e quindi più adatti alle installazioni, sono generalmente le cime, i crinali di colline e montagne o le coste. Dove i pali sono molto visibili.

Energia solare


Per energia solare si intende l’energia, termica o elettrica, prodotta sfruttando direttamente l’energia irraggiata dal Sole verso la Terra. Questo avviene attraverso i pannelli solari termici o pannelli fotovoltaici. I primi trasformano l’energia solare in termica e  forniscono acqua calda (solare termico) e riscaldamento ad abitazioni e piccoli complessi. Invece i pannelli fotovoltaici, esposti ai raggi, convertono la luce solare direttamente in energia elettrica: vengono utilizzati prevalentemente per alimentare dispositivi distanti dalle reti elettriche (sonde spaziali, ripetitori telefonici in alta montagna, ecc). Ma in questo campo c’è ancora molto da fare per ottenere l’energia di cui hanno bisogno le nostre città.
L’8 aprile 2010 è decollato in Svizzera il Solar-Impulse HB-SIA, il primo aereo che funziona ad energia solare.

L’energia della terra


L’energia geotermica è una forma di energia sfruttabile che deriva dal calore presente negli strati più profondi della crosta terrestre. Infatti penetrando in profondità nella superficie terrestre, la temperatura diventa gradualmente più elevata, aumentando mediamente di circa 30 gradi per chilometro di profondità. Chi ha visto il film Viaggio al centro della Terra, ispirato al romanzo di  Julius Verne, sa che al centro della terra c’è una massa incandescente, la stessa che esce durante le eruzioni vulcaniche.
La geotermia è la fortuna energetica dell’Islanda dove l’85% delle case è riscaldato con questa fonte energetica. La grande isola del nord Atlantico basa, infatti, l’intera sua esistenza sul naturale equilibrio tra la presenza di acqua calda in profondità e l’atmosfera esterna sotto zero.

In Italia energia più pulita


In Italia le energie rinnovabili fanno passi da gigante, secondo il rapporto “Comuni Rinnovabili 2011” presentato in questi giorni da Legambiente (legambiente.it).  Infatti nel 94% dei Comuni italiani sono installati impianti da fonti rinnovabili:  sono 7.661 i municipi che ospitano almeno un impianto a energia pulita, contro i 6.993 dello scorso anno e i 5.580 del 2009. Le cittadine più virtuose sono alpine: Morgex (in provincia di Aosta) e Brunico (in provincia di Bolzano). Qui quasi tutti i cittadini consumano energia proveniente da diverse fonti rinnovabili. Per il fotovoltaico, è primo San Bellino (in provincia di Rovigo) e per il solare termico Torre San Giorgio (in provincia di Cuneo). Per l’eolico si è invece distinto Peglioin provincia di Pesaro Urbino.

“Oggi – ha dichiarato il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza – anche alla luce di quanto avvenuto a Fukushima, puntare sulle fonti pulite è l’unica prospettiva energetica percorribile per l’Italia per contrastare i mutamenti climatici e lasciarci definitivamente alle spalle la il  nucleare”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su