Il Nobel dell’architettura a Lacaton e Vassal

lacaton e vassal
Prima e… dopo la cura! Il palazzo con 530 abitazioni nel quartiere Grand Parc a Bordeaux

Il Pritzker Prize, la più alta onorificenza per l’architettura, come una specie di Nobel dell’architettura, è stato assegnato per il 2021 agli architetti francesi Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal per un’opera che ha dato «la priorità all’arricchimento della vita umana», specialmente nel contesto dell’edilizia popolare. Il loro motto infatti è

Never demolish, never remove or  replace; Always add, transform, and reuse!

niente demolizioni o rimozioni, insomma, ma sempre aggiungere, trasformare e riutilizzare.

Che cos’è il Pritzker Prize, il Nobel dell’architettura

Il Pritzker Prize è stato istituito nel 1979 dall’imprenditore Jay A. Pritzker e dalla moglie Cindy. I vincitori riceveranno un assegno di 100.000 dollari e una medaglia di bronzo. Tutti le più grandi archistar sono state premiate con questo prestigioso riconoscimento: nell’albo d’oro figurano da Richard Meier a Kenzo Tange, da Oscar Niemeyer a Aldo Rossi, da Frank Gehry a Renzo Piano.

Chi sono i vincitori 2021

Classe 1955 e 1954, Lacaton e Vassal, si conoscono dalla fine degli anni Settanta quando erano entrambi studenti dell’École Nationale Supérieure d’Architecture et de Paysage di Bordeaux. Nel 1987 hanno aperto lo studio Lacaton&Vassal, oggi attivo a Parigi. Qui a tempo si sono concentrati sulla creazione di edifici più vivibili che si collegano alla natura anche nelle città più affollate. E questo è stato il motivo che ha permesso loro di vincere il premio. Se vuoi vedere i loro progetti questo è il loro sito. 

La motivazione del premio

Tom Pritzker, presidente della Fondazione Hyatt, che sponsorizza il premio ha detto:  «Attraverso la loro progettazione di alloggi privati ​​e sociali, istituzioni culturali e accademiche, spazi pubblici e urbani, Lacaton e Vassal riesaminano la sostenibilità nel loro rispetto per le strutture preesistenti, concependo progetti facendo prima un inventario di ciò che già esiste – afferma la giuria in un comunicato – Dando la priorità all’arricchimento della vita umana, i loro progetti sono in grado di avvantaggiare l’individuo socialmente, ecologicamente ed economicamente, aiutando l’evoluzione di una città».

Cosa significa? Significa che i due architetti quando pensano a un edificio che sia una casa, una scuola, un museo un giardino prima osservano bene bene quello che già c’è. E di modificare quello che c’è, migliorandolo, soprattutto allargando gli spazi e «aprirlo» il più possibile alla natura.

Bisogno di spazio

I due premiati hanno spiegato come la pandemia globale abbia rafforzato la loro visione. «Le persone meritano uno spazio aperto e una connessione con la natura, anche quando vivono in progetti di edilizia abitativa in città densamente popolate».

«È chiaro che in un anno molte cose sono cambiate, soprattutto nel rapporto con lo spazio – ha detto Lacaton – Siamo stati tutti costretti a restare a casa. Ha reso chiaramente visibile che lo spazio vitale è estremamente importante». Lacaton e Vassal si sono concentrati a lungo sulla teoria che «uno spazio più generoso è estremamente importante per la vita di tutti i giorni. Ci siamo impegnati per sviluppare sempre più spazio rispetto allo standard richiesto».

La capanna in Africa

Dopo la laurea a Bordeaux Vassal e Lacaton si sono trasferiti in Africa per lavorare nella pianificazione urbana in Niger, un’esperienza che hanno definito «una seconda scuola di architettura». In Niger i due architetti hanno costruito il loro primo progetto comune, una capanna di paglia.

In uno dei loro principali progetti, Lacaton e Vassal nel 2011 hanno contribuito a trasformare un palazzo di 17 piani originariamente costruito all’inizio degli anni ’60; hanno rimosso una facciata in cemento e aumentato lo spazio per i residenti, aggiungendo terrazze e ampie finestre con una vista completa della città. Hanno anche trasformato il museo del Palais de Tokyo a Parigi nel 2012, aumentando lo spazio di 20.000 metri quadrati, in parte creando nuovi spazi sotterranei. «Il nostro lavoro consiste nel risolvere vincoli e problemi e trovare spazi che possano creare usi, emozioni e sentimenti» ha detto Vassal.

«Il nostro fare architettura consiste nel risolvere problemi quotidiani e nel trovare spazi che possano creare usi, emozioni e sentimenti. Alla fine di questo processo e di tutto questo sforzo, ci deve essere leggerezza e semplicità, poiché tutto ciò che è stato prima era complesso», spiega Vassal.

Dice Lacaton: «L’atto di trasformazione è una preziosa opportunità di fare di più e meglio con ciò che già esiste. La demolizione è una scorciatoia, è una decisione troppo facile. È uno spreco di molte cose: uno spreco di energia, uno spreco di materiale e uno spreco di storia. Inoltre, ha un impatto sociale molto negativo. Per noi è un atto di violenza».

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