Il Museo del ‘900 di Milano è proprio all’Avanguardia

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arengario

di Domizia Carafoli

MILANO – Al Museo del Novecento non sono rappresentati soltanto i singoli artisti – pittori e scultori – ma anche i movimenti nei quali si riconoscevano.

Per esempio: Umberto Boccioni è un esponente del Futurismo. Giorgio De Chirico è il pittore della Metafisica. Alberto Savinio può essere considerato anche un surrealista.

Che cosa significano questi nomi? Vediamo un po’…

Innanzitutto una premessa. All’inizio del secolo scorso in Italia come in altri paesi d’Europa in particolare la Francia, nascono le cosiddette avanguardie.  “Avanguardia” è un nome che viene dal linguaggio militare.

Letteralmente significa un gruppo di soldati, un reparto che precede il resto dell’esercito, che va insomma in avanscoperta. Trasportata in campo letterario e artistico, avanguardia significa una posizione molto avanzata, chi si sente “all’avanguardia” guarda verso il futuro ed è in genere polemico con chi invece sostiene i valori del passato (tradizione).

È chiaro? E allora vediamo quali Avanguardie sono rappresentate al Museo Del Novecento di Milano o sono contemporanee all’arte italiana del secolo XX.

FUTURISMO
Futurismo contiene in sé la parola “futuro”.  È un movimento artistico, fondato nel 1909 a Parigi dallo scrittore Filippo Tommaso Marinetti, che vuole rompere i legami con il Romanticismo ottocentesco e con tutto quanto  riguarda il passato. Ai futuristi piacciono le automobili, gli aerei, le sirene delle fabbriche, il movimento, la velocità. Sono futuristi Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Fortunato Depero, Mario Sironi. Un loro celebre motto è “Uccidiamo il chiaro di luna”.
CUBISMO
Anche in Cubismo è riconoscibile la parola “cubo”. Gli esponenti di questa corrente artistica, prevalentemente francese, si rifanno alle sperimentazioni di Paul Cézanne e al suo nuovo modo di concepire lo spazio nei dipinti, eliminando la prospettiva e riducendo gli oggetti a forme geometriche. Partendo da queste forme semplificate e influenzati dall’arte africana (all’inizio del Novecento i paesi europei hanno conquistato molti territori dell’Africa) i cubisti iniziano a scomporre la figura umana in varie parti e in vari piani. Sono cubisti Georges Braque e Pablo Picasso. Di Picasso al Museo del Novecento sono esposti tre quadri.

METAFISICA
Metafisica è una parola greca che indica quella parte della filosofia che va al di là dei dati dell’esperienza (cioè le cose che si possono vedere, toccare, contare) per arrivare ai principi essenziali della realtà, ciò che esiste anche se non si vede. In campo artistico, la pittura metafisica non rappresenta scene naturalistiche, ma immagini misteriose, inquietanti. Il più grande pittore metafisico è Giorgio De Chirico e uno dei suoi quadri più celebri si chiama proprio “Le Muse inquietanti”, dipinto nel 1918, dove si vedono figure  – metà statue, metà colonne –  che comunicano un senso di immobilità, come se il tempo si fosse fermato.

SURREALISMO
Nato intorno al 1920 in Francia, il Surrealismo è un movimento culturale che ha coinvolto artisti e intellettuali nell’arte come nella letteratura e nel cinema. Il suo ispiratore è stato il poeta André Breton che nel 1924 pubblicò a Parigi il Manifesto Surrealista nel quale affermava che il surrealismo si propone di “esprimere il reale funzionamento del pensiero” al di fuori di qualsiasi riferimento con la realtà oggettiva (cioè con ciò che si vede). I due più grandi esponenti del Surrealismo sono considerati Salvador Dalì e René Magritte.

ESPRESSIONISMO
Anche Espressionismo ha una sua “parola madre”: “espressione”. Gli artisti espressionisti vogliono esprimere emozioni piuttosto che descrivere semplicemente la realtà, non soltanto nella pittura e nella scultura, ma anche nella danza, nel teatro, nel cinema, nella musica. Storicamente l’espressionismo nasce ai primi del Novecento e si diffonde soprattutto in Germania.  Un celebre pittore espressionista è Georg Grosz.

NOVECENTO
A Milano, nell’autunno del 1922, appoggiati dalla giornalista e critica d’arte Margherita Sarfatti, un gruppo di pittori fonda il movimento chiamato “Novecento”. I pittori sono Anselmo Bucci, Leonardo Dudreville, Achille Funi, Gian Emilio Malerba, Piero Marussig, Ubaldo Oppi e Mario Sironi (già aderente al Futurismo). Questi artisti si distaccano dalle Avanguardie e tornano a ispirarsi ai grandi artisti italiani del Quattrocento come Masaccio e Piero della Francesca. La loro è una pittura classica e monumentale.

ASTRATTISMO
L’astrattismo è un movimento che si forma in vari paesi d’Europa (ma anche fuori d’Europa) agli inizi del Novecento e nasce dalla scelta degli artisti di negare la rappresentazione della realtà per esaltare i propri sentimenti attraverso forme, linee e colori. Si possono considerare astrattisti il pittore russo Wasilij Kandinskij e l’olandese Piet Mondrian. Tra le due guerre mondiali (1914-’18 e 1939-’45) l’astrattismo si diffonde anche in Italia, influenzato dalle opere architettoniche di Giuseppe Terragni.
INFORMALE
L’arte informale si sviluppa negli Stati Uniti e in Europa fra gli anni Cinquanta e Sessanta ed è una risposta alla crisi seguita agli orrori della Seconda Guerra Mondiale (1939-1945) con i suoi milioni di morti, le devastazioni, l’incubo della bomba atomica. Gli artisti informali reagiscono negando la realtà e qualsiasi “forma” in cui essa venga rappresentata. Ciò che conta ormai è soltanto la creazione artistica, il gesto dell’artista nel momento in cui lo compie. Viene considerata importante la “materia” in se stessa: la gomma, l’acciaio, il vetro, la tela di sacco, la fredda luce al neon. Ecco dunque i colori sgocciolati sulla tela dell’americano Jackson Pollock, le tele bruciate di Alberto Burri, i tagli inferti alla tela da Lucio Fontana. Di questo artista il Museo del Novecento possiede importanti opere fra le quali la grande scultura di tubi al neon all’ultimo piano dell’Arengario.

Il Museo del ‘900 è stato inaugurato a Milano
in piazza Duomo
nel Palazzo dell’Arengario un paio di mesi fa

Biglietto 5 euro
i ragazzi (sotto i 18 anni ) entrano gratis

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