Il mistero di Tully: inclassificata!

Tully

Nella natura ci sono misteri ancora irrisolti. Come quello di Tully, una bizzarra creatura preistorica metà seppia e metà lampreda.
Questo animale si chiama Tullimonstrum gregarium ed è vissuto nelle acque terrestri qualcosa come 300 milioni di anni fa. Ci sono migliaia di fossili che testimoniano la sua esistenza. Peccato che sinora nessuno sia stato in grado di classificarlo. C’è chi pensa che fosse un mollusco, chi un artropodo o ancora un verme.

Lo studio su Tully

Poi nel 2016 un team di ricercatori dell’Università di Yale ha affermato di aver risolto il mistero, scoprendo la vera identità del mostro marino: pensavano fosse un cugino della lampreda, un vertebrato succhiasangue. Peccato che l’anno successivo, altrettanti autorevoli paleobiologi dell’Università della Pennsylvania hanno dimostrato che lo studio precedente era «assolutamente sbagliato», dimostrando che si tratterebbe di un invertebrato, anche se non è possibile dire di che tipo. Ciò è dovuto all’insolita conformazione della creatura, non paragonabile ad alcun altro essere. Ha un collo  stretto e lungo, una bocca piena di denti, affilati come rasoi, degli occhi molto semplici posizionati sulla schiena e un busto che ricorda quello di una seppia.

Vertebrato o invertebrato?

Ora gli ultimi studi su Tullimonstrum gregarium hanno adottato un approccio chimico al posto di quello anatomico, per determinare se Tully fosse un vertebrato o un invertebrato. E il team dell’Università del Wisconsin-Milwaukee è tornato a dire che si tratterebbe di un vertebrato: diverso da tutti gli altri, ma comunque munito di una struttura scheletrica. I fossili contengono infatti resti di chitina, uno dei principali componenti dell’esoscheletro degli insetti, ma anche di cheratina e collagene da vertebrato. E la loro posizione dimostrerebbe la presenza di una spina dorsale. In ogni caso, il mistero di Tully è ancora lontano da essere risolto.

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