Il latino di tutti i giorni (puntata 2: dalla I alla P)

latino
Giulio Cesare, la statua di Coustou è stata realizzata nel 1696 ed è al museo del Louvre

Il latino lingua morta? Non si direbbe proprio a giudicare dalle parole e dalle espressioni degli antichi romani che usiamo ancora oggi parlando normalmente.

Per esempio lapsus ma anche idem e monitor vengono dalla lingua parlata da Giulio Cesare. Lo sapevate? Sono parole che sentiamo tutti i giorni e spesso neppure sappiamo che sono latine.

Dopo l’elenco dalla A alla H, ecco la seconda parte della lista dalla lettera I alla P (ogni lunedì una puntata)

Il latino di tutti i giorni (I-P)

I

Ictus: colpo, battuta. In medicina: colpo apoplettico. In musica, linguistica, metrica: l’accento.
Idem: quello stesso. La stessa cosa, il medesimo elemento, ugualmente, allo stesso modo.
Imprimatur: che sia stampato. Approvazione, consenso, autorizzazione.
In alto loco: in luogo alto. Là dove si comanda.
In calce: nel calcagno. Al termine di un testo.
In camera caritatis: nella camera di carità. Tra noi, senza che nessuno ci ascolti.
Incipit: incomincia. La parte iniziale di un testo.
In extremis: al momento estremo. In punto di morte, all’ultimo momento, appena prima dello scadere del termine.
In fieri: in divenire. In divenire, in via di sviluppo.
In flagrante (crimine): mentre (il delitto) brucia. Si usa a proposito di un reo sorpreso mentre sta compiendo un delitto.
In itinere: durante il percorso. Durante, nel corso di.
In loco: nel luogo. Nel medesimo luogo, senza spostamenti.
In medias res: nel mezzo delle cose. Nel bel mezzo.
In nuce: in una noce. In sintesi, in piccolo, allo stato embrionale o potenziale.
In pectore: in petto. Di qualcuno il cui incarico è stato già assegnato ma non ufficializzato.
In primis: fra le prime cose. Per prima cosa, prima di tutto.
(Ad) interim: nel frattempo. Incarico provvisorio. Il periodo in cui una carica vacante viene assunta provvisoriamente.
Inter nos: fra noi. In tutta segretezza, in modo riservato e non ufficiale.
Interiora: le parti più interne. Le viscere.
In toto: in tutto. Completamente.
In vitro: sotto vetro. In provetta, in laboratorio.
Ipse dixit: l’ha detto lui (il «lui» è Aristotele). L’ha affermato una somma autorità (spesso usato in senso
ironico).
Ipso facto: nel fatto stesso. Immediatamente, contestualmente, automaticamente.
Iter: viaggio, cammino. Percorso procedurale a cui è soggetta una pratica burocratica o una legge
parlamentare.

J

Junior, senior: più giovane, più vecchio. Il più giovane, il neoassunto. Il più anziano anagraficamente o
professionalmente.

L

Lapis (aematitis): pietra (di colore rosso). Matita, strumento usato per disegnare.
Lapsus: scivolone. Errore involontario.
Lavabo: io laverò. Lavandino. Indicava la bacinella dove il prete si lavava le mani prima di dir messa.
Legenda: cose da leggere, didascalia. Schema per interpretare i simboli convenzionali impiegati in una mappa,
in una tabella o in un grafico.
Libellula: piccola bilancia. Insetto dalle lunghe ali trasparenti.
Libido: desiderio, piacere, voglia. Desiderio sessuale.

M

Magnitudo: grandezza. Si usa per definire l’intensità dei terremoti.
Mare magnum: mare grande. Gran numero, grande quantità.
Medium (al plurale: media) : mezzo. Mezzo/mezzi di comunicazione di massa. Al singolare, nell’abbigliamento,
taglia media. In accezione esoterica: persona dedita al paranormale, in quanto “tramite” tra diversi mondi.
Memorandum: da ricordare. Nota di sintesi, elenco di istruzioni, elementi di base per un accordo preliminare,
taccuino per appunti.
Mica: briciola, granellino. Oggi usato come avverbio negativo: “mica bello”.
Minus habens: che ha meno. Che è meno dotato (anche dal punto di vista intellettivo).
Miscellanea: cose mescolate insieme. Insieme eterogeneo.
Modus (operandi, vivendi. Est modus in rebus): modo e modo di procedere. Modo di vivere, stile di vita, e
anche accordo tra due parti in conflitto. C’è un modo (opportuno) per fare le cose..
Monitor: suggeritore, precettore. Schermo usato per controllare la qualità di una ripresa video, le riprese di
una telecamera a circuito interno, l’andamento dei parametri vitali di un paziente.
More uxorio: al modo di una moglie. In modo coniugale.
Mutatis mutandis: dopo aver cambiate le cose che vanno cambiate. Fatte le dovute distinzioni, a prescindere
dalle condizioni contingenti.

N

Non plus ultra: non più oltre. Il massimo.
Nullaosta (nulla osta): niente ostacola. Non c’è impedimento. Permesso.

O

Obtorto collo: a collo storto, cioè con la testa girata dall’altra parte. Malvolentieri, contro la volontà.
(Ceteris) omissis: omessi altri elementi. Indica che in un testo sono stati cancellati o non riportati di elementi
ritenuti non rilevanti o da non divulgare.
Opera omnia: tutte le opere. L’insieme della produzione di un autore.
Optimum: ottimo. L’eccellenza, il livello più alto, il complesso delle condizioni migliori.

P

Per diem: al giorno. Al giorno, a giornata.
Placebo: io piacerò. Finto farmaco, usato nei test per dimostrare il differenziale d’efficacia del farmaco vero.
Placet: piace. Approvazione, consenso.
Plenum: pieno. Riunione di tutti i membri di un’assemblea o un comitato.
Plus e minus: più e meno. Incremento e decremento, vantaggio e svantaggio, accrescimento e diminuzione.
Postilla (post illa): dopo quelle cose. Breve chiosa o aggiunta a un testo.
Post mortem: dopo la morte. Si dice soprattutto di riconoscimenti attribuiti dopo la morte dell’interessato.
Post partum: dopo il parto. Riferito solitamente alla depressione che può, a volte, colpire le puerpere.
Post scriptum: dopo lo scritto. Aggiunta, chiosa, specificazione o nota posta al termine di una lettera o di un
documento.
Probiviri (probi viri): uomini onesti. Persone di attestata onestà e capacità, deputate a esercitare funzioni di
giudizio e orientamento all’interno di organizzazioni o istituzioni.
Pro capite: per testa. A (per, riguardante) ciascun singolo individuo.
Pro domo sua: per la propria casa. Si dice di atti o discorsi finalizzati al proprio particolare interesse.
Pro forma: per la forma. Che osserva i dettami formali, per pura formalità (documento pro forma).
Pro loco: a favore del luogo. Istituzione territoriale dedicata alla promozione e alla valorizzazione dell’offerta e
delle risorse di una località.
Promemoria (pro memoria): per memoria. Appunto, breve scritto o elenco utile a fissare elementi o concetti
che non devono essere dimenticati.
Propaganda: cose da diffondere. Le iniziative di promozione delle idee e dell’attività di un’organizzazione.
Pro tempore: per un tempo. Temporaneamente, a tempo determinato.
Pròsit!: che sia di giovamento! Formula augurale usata anche nei brindisi.

(2 –  continua lunedì prossimo)

Leggi anche 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su