Il Dalai Lama, un Oceano di saggezza in esilio

dalailamaperché se ne parla

A Milano il Comune aveva deciso di dare la cittadinanza onoraria come speciale benvenuto al Dalai Lama che il 27 e il 28 marzo  2011 tiene i suoi insegnamenti al Forum. Poi sono nati i dubbi: la Cina non l’avrebbe presa forse tanto bene. Così il sindaco di Milano ha preferito fare un passo indietro pur di mantenere buoni rapporti economici e politici con la Cina. Altre città non hanno ceduto alla pressione di Pechino, come Bologna, Venezia, Roma e Matera. Ma perché? Chi è il Dalai Lama e che cosa rappresenta?

Chi è? Perché vive in esilio?

Tante sono le domande che ruotano intorno a questo piccolo ometto dallo sguardo saggio e simpatico, a partire dal significato del nome con cui viene comunemente chiamato: “dalai”, parola mongola che significa oceano, lama parola tibetana che significa maestro spirituale. L’unione delle due parole significa appunto “Maestro Oceano” o meglio “Oceano di saggezza”, appellativo con cui si definisce il tulku più famoso.

Ma cosa è un tulku allora?

Per rispondere a questa domanda bisogna sapere che il buddismo, importante religione orientale diffusa in paesi come Thailandia, Sri Lanka, India, crede nella reincarnazione delle anime come via di purificazione. Ogni anima continua a reincarnarsi fino a quando non raggiunge la purezza assoluta: a quel punto l’anima non ha più bisogno di un corpo e di un cammino di purificazione e vive in un eterno e immateriale stato d’illuminazione.

Fra tutte le anime, però, ce ne sono alcune che pur avendo raggiunto lo stato di illuminazione decidono di restare sulla terra, per illuminare gli uomini: questi sono i tulku e il Dalai Lama è appunto la guida spirituale del popolo tibetano, carica a cui nel corso degli anni si è aggiunta quella politica facendo del Dalai Lama il riferimento tibetano assoluto.

Lama fin da bambini

– Il primo Dalai Lama fu identificato nel sedicesimo secolo dopo Cristo e l’attuale Dalai Lama è il quattordicesimo. Quando un Dalai Lama muore, viene cercato e identificato il nuovo attraverso alcune intriganti prove: il riconoscimento avviene in tenera età e si fonda sulla ricerca di tracce che la guida spirituale precedente può lasciare negli scritti, nelle parole, nei sogni del piccolo e forse futuro Dalai Lama, fino alla prova di riconoscere tra oggetti simili quelli che appartenevano al defunto Dalai Lama. A quel punto il bambino – riconosciuto come nuova guida spirituale – riceve un’educazione speciale. L’attuale Dalai Lama viene da una famiglia di contadini e fu riconosciuto all’età di due anni, nel 1937: oggi vive in esilio in India, dopo che nel 1959 la Cina comunista invase e conquistò il Tibet, iniziando una campagna di persecuzione religiosa e politica al buddismo, al Dalai Lama e ai suoi seguaci.

Nobel

Tenzin Gyatso ha ricevuto il Premio Nobel per la pace nel 1989 per la resistenza non violenta contro la Cina. Ancora detentore della propria autorità religiosa, oltre ad insegnare il Buddhismo in tutto il mondo, guadagnandosi stima e rispetto in buona parte dei Paesi esteri, sostiene energicamente i rifugiati tibetani nella costruzione dei templi e nella salvaguardia della loro cultura.

Il Dalai Lama ha rinunciato alla sua carica politica, per lasciare il posto a un capo eletto dal parlamento in esilio, riforma democratica cara a questa guida spirituale che vuole mantenere le sue responsabilità ma far crescere il suo Paese, anche se sempre in esilio.

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