I serpenti? Sono affettuosi e fanno amicizia

La maggior parte di noi considera i serpenti esseri freddi e solitari, indifferenti agli altri esemplari della loro specie e a noi. Ma queste convinzioni sono sbagliate, come spiega un articolo della rivista National Geographic. Specialmente se si tratta del serpente giarrettiera, secondo un nuovo studio. Questi animali non velenosi che spaziano dalle fresche pianure del Canada alle foreste del Costa Rica, hanno preferenze precise in merito a quali altri serpenti frequentare. In altre parole, hanno degli «amici». «Come tutti gli animali, anche i serpenti hanno bisogno di interagire con gli altri» afferma il responsabile dello studio Morgan Skinner, dottorando in ecologia comportamentale presso la Wilfrid Laurier University in Canada. Per verificare questa teoria, Skinner ha elaborato un nuovo esperimento per valutare la personalità e la socievolezza dei serpenti giarrettiera orientali (Thamnophis sirtalis sirtalis).

L’esperimento sui serpenti

I risultati hanno dimostrato che i serpenti «come noi, cercano il contatto sociale e sono selettivi nella scelta degli esemplari con cui socializzare», afferma Skinner. L’idea che i serpenti abbiano amici stretti potrebbe sorprendere, ma questo tipo di relazioni si riscontrano sempre di più in tutto il regno animale, dai fenicotteri e i pipistrelli agli elefanti. Una recente analisi dei pipistrelli vampiro ha evidenziato, ad esempio, che i pipistrelli e l’uomo sono entrambi condizionati dalle amicizie.
Gli scienziati sono probabilmente più bravi adesso nello scoprire i legami tra gli animali rispetto, ad esempio, a 30 anni fa, in parte perché molte società sono ora più inclini ad accettare un simile concetto, e poi perché i ricercatori hanno strumentazioni di gran lunga migliori per la raccolta e l’analisi dei dati.  L’analisi dei legami sociali nella fauna selvatica, come nel caso dei serpenti, «ha fatto grandi passi in avanti negli ultimi decenni», afferma il coautore dello studio Noam Miller, psicologo comparato e consulente di Skinner. Infatti è diventato sempre più comune usare la parola amico per descrivere questo tipo di relazioni tra animali non umani.

Amici di tana

Per la ricerca, Miller e Skinner hanno studiato 40 giovani esemplari di serpente giarrettiera orientale, 30 presi da madri catturate in natura e 10 da una singola nidiata fornita da un allevatore. Per tenere traccia dei rettili, Skinner ha segnato sulla testa di ciascuno uno schema di punti colorati non tossici. Nel suo laboratorio, ha messo un gruppo di 10 serpenti – maschi e femmine – dentro una teca con dentro quattro tane di plastica con piccole entrate. Dato che ce n’erano solo quattro, i 10 serpenti dovevano formare dei gruppi.
Per otto giorni, dalle 7 alle 19, una telecamera ha registrato ogni cinque secondi un’immagine di questa arena sperimentale, tracciando i movimenti dei serpenti. Due volte al giorno, Skinner ha anche fotografato i serpenti e i loro raggruppamenti. Ha poi rimosso i serpenti, pulito il contenitore per eliminare ogni odore, quindi ha rimesso i serpenti, ma disponendoli in modo diverso.
I serpenti, tuttavia, avevano altre idee. Non sono rimasti dove Skinner li ha collocati, ma sono ritornati ai loro raggruppamenti originari, composti da tre a otto individui all’interno delle piccole tane. In più hanno ricercato gli amici con cui avevano fatto gruppo prima. «Hanno una cognizione sociale complessa» aggiunge Miller: «Possono distinguersi gli uni dagli altri».

Timidi e coraggiosi…

Gli scienziati hanno anche testato la personalità dei serpenti, nello specifico se erano timidi oppure audaci, i due tratti principali analizzati nella fauna selvatica. Per capire se un particolare serpente giarrettiera fosse coraggioso, è stato collocato da solo in una delle tane. Gli esemplari timidi tendevano a stare rintanati e raramente si avventuravano in giro per la teca. I serpenti più intrepidi si comportavano invece come esploratori, spesso lasciando immediatamente la tana per perlustrare il nuovo habitat.

… ma non in gruppo

Tuttavia, una volta in gruppo, tali differenze di personalità svanivano, e i serpenti generalmente seguivano il gruppo. Forse è una strategia per essere al sicuro in natura. Naturalmente, l’esperimento è stato limitato in quanto eseguito in cattività. «Gli animali si comportano in modo diverso in cattività, quindi mi chiedo come questo si possa tradurre in condizioni naturali», nota Melissa Amarello, erpetologa e direttrice dell’associazione Advocates for Snake Preservation. Poiché i serpenti giarrettiera selvatici formano aggregazioni simili a quelle create in laboratorio, tuttavia Miller e Skinner immaginano che questo tipo di relazioni si verifichino in natura, e siano comuni in molte specie di rettili.

Amicizie particolari

Sebbene l’amicizia tra animali stia facendo notizia ultimamente, Miller avverte che questa «potrebbe non avere niente a che fare con le ragioni per cui gli esseri umani fanno amicizia». Infatti, gli scienziati non hanno idea della motivazione di questi legami nei serpenti giarrettiera. Sanno però che non sono correlati alla riproduzione o all’accoppiamento: i serpenti di questo esperimento non hanno preferito gli esemplari di sesso opposto come amici.
Ma questo tipo di relazioni devono pur avere qualche beneficio, altrimenti gli animali non sprecherebbero energia per formare tali legami. Ad esempio, i serpenti amici generalmente si arrotolano insieme per mantenere il calore e difendersi meglio dai predatori. Qualsiasi sia il motivo, afferma Gordon Burghardt, biologo evoluzionista presso l’Università del Tennessee, lo studio «dovrebbe aiutare a convincerci che i serpenti non sono tutti animali solitari e misteriosi. Hanno invece un’intelligenza e un repertorio sociale più grande di quanto la maggior parte di noi riesca a comprendere».

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