Jo, 10 anni, (California): “Floyd e le proteste. Non c’è posto per l’odio qui”

 Jo, ha 10 anni e vive in California. Ha già scritto un articolo per Il Mio Primo Quotidiano (qui). Le abbiamo chiesto di raccontarci che cosa sta succedendo in America. Quello che vede con i suoi occhi nelle strade, a scuola, proprio come se fosse una reporter…

Il fatto: la morte di George Floyd

Il 25 maggio, George Floyd, un 46enne afroamericano di Houston, viene fermato dalla polizia, perché sospettato  di avere utilizzato una banconota da 20 dollari falsa per acquistare sigarette. Floyd, prima viene ammanettato, poi fatto entrare nell’auto della polizia. I video fatti dai passanti e dalle telecamere di sorveglianza della zona, mostreranno subito dopo uno degli agenti, un bianco, mentre tiene Floyd a terra, premendo con un ginocchio sul collo per quasi 10 minuti. George Floyd muore, asfissiato (non riusciva a respirare). Dalla sua morte, molte persone in tutto il mondo hanno denunciato questo atto. E sono scese per le strade per protestare contro il razzismo.

DI JOSEPHINE KREBS, 10 ANNI (CALIFORNIA)

Non c’è’ posto per l’odio qui.

Alcuni giorni fa ero nella macchina con la mia famiglia e attraversavo un piccolo paese nel nord della California, vicino a San Francisco, quando ho visto una signora che trasportava un cartello, su cui era scritto: Black Lives Matter (Le Vite Nere Contano)! Non si deve essere in una città grande per vedere persone che stanno protestando. Nelle città più grandi si possono vedere più manifestanti, ma adesso si vedono in quasi in tutta l’America.
Sulle strade, i cartelli dei manifestanti dicono BLM, che significa “​Bl​ack ​Li​ves ​M​atter” (Le Vite Nere Contano), “hate has no home here” (non c’è posto per l’odio qui) e anche sulle macchine si leggono messaggi come questo “ justice for all” (giustizia per tutti) .
Floyd

Come mai stanno protestando?

Allora, a Minneapolis, una città in Minnesota, c’era un uomo di colore che si chiamava George Floyd. La notte del 25 Maggio, George ha incontrato Derek Chauvin, un poliziotto bianco. Quella notte, una videocamera ha registrato Derek col ginocchio sul collo di George per quasi nove minuti. Di conseguenza George Floyd è morto.
Il poliziotto non aveva motivo di uccidere George Floyd, ed è ingiusto perché la polizia dovrebbe proteggere tutte le persone. E non è la prima volta che la polizia usa violenza contro le persone di colore. Adesso, Derek è in prigione con le accuse di omicidio di terzo grado, di secondo grado (omicidio colposo), 1 milione dollari di cauzione, ed è stato licenziato.

La protesta dopo la morte di Floyd

Subito dopo la morte di Floyd molte persone hanno cominciato a manifestare, bianchi e persone di colore, persone anziane e studenti, tutti insieme perché vogliono che ci sia uguaglianza tra tutti e che le persone di colore non siano vittime di ingiustizia.
Io spero che dopo tutte queste proteste qualcuno faccia qualcosa per far finire il razzismo.
Io penso che protestare sia una cosa giusta. Significa che ci sono davvero persone che pensano che non c’è una differenza tra persone di colore e persone bianche e tutti abbiamo gli stessi diritti. Purtroppo però, ci sono ancora tanti episodi di razzismo non solo in America ma anche nel mondo. Una delle feste più importanti qui è la festa di Martin Luther King Jr. a gennaio. Martin era un uomo di colore e per tutta la sua vita ha provato a combattere il razzismo. Ma c’è ancora, come dimostrato nella storia di George Floyd.
Anche se nella mia classe ci sono bambini con un colore della pelle diverso, per noi non è una differenza. Ma, in città più grandi, ci saranno scuole dove studenti con il colore della pelle diverso non sono trattati allo stesso modo.
Adesso dove vivo, c’è il coprifuoco, cioè nessuno può andare fuori dopo le otto di sera. Se vai fuori, e un poliziotto ti vede, il poliziotto potrebbe metterti in prigione. Hanno messo il coprifuoco per evitare che alcuni manifestanti distruggano negozi e altri edifici, ma in molte città le proteste sono pacifiche. Le proteste continuano da 13 giorni e spero che i capi politici capiscano e facciano qualcosa contro il razzismo nel mondo.
A me non piace per niente usare l’espressione ‘persone di colore’, perché per me tutte le persone sono uguali, anche se hanno la pelle di un altro colore.
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