Forza Alex!

Seppur ancora gravissime, restano stabili le condizioni di Alex Zanardi. Ha trascorso la notte nel reparto di terapia intensiva del policlinico universitario Le Scotte di Siena, dove è stato ricoverato subito dopo l’intervento neurochirurgico e maxillo-facciale a cui si era dovuto sottoporre a causa delle ferite e i traumi riportati venerdì. Il terribile incidente è avvenuto nei pressi di Pienza (Siena), lungo la strada provinciale 146. Il campione paralimpico bolognese stava partecipando in handbike alla staffetta Obiettivo tricolore, un’iniziativa dedicata alla ripartenza dell’Italia dopo l’emergenza per l’epidemia di coronavirus.

Alex Zanardi

Cosa è successo

I carabinieri avrebbero acquisito un video amatoriale sull’incidente. Il filmato mostra il mezzo del campione bolognese ribaltato e, a poca distanza, un tir fermo sulla carreggiata. Secondo le ricostruzioni, alla fine di una discesa, con la strada che curvava verso destra, la sua handbike avrebbe cambiato traiettoria, scivolando nella corsia opposta e finendo contro un camion. Sulla vicenda, la procura di Siena ha aperto un fascicolo d’inchiesta.

Il bollettino medico

Alex permane «in gravissime condizioni». È quanto rende noto il nuovo bollettino medico. La direzione sanitaria dell’ospedale ricorda che «il paziente, sottoposto ad un delicato intervento neurochirurgico» nella serata di venerdì, durato tre ore, «e successivamente trasferito in terapia intensiva, ha parametri emodinamici e metabolici stabili». L’ex pilota di Formula 1 è stato sottoposto anche ad intervento maxillo-facciale per i traumi e le ferite riportate al volto e alla testa. Alex Zanardi, aggiunge il bollettino medico, è «intubato e supportato da ventilazione artificiale mentre resta grave il quadro neurologico».

Chi è Alex Zanardi

Alessandro Zanardi è nato a Bologna il 23 ottobre del 1966 da Anna e Dino Zanardi. La madre era una sarta, mentre il padre faceva l’idraulico. Da bambino si trasferì a Castel Maggiore, a pochi chilometri dal capoluogo emiliano e qui sviluppò la passione per i motori, appassionandosi alla Formula 1 dove ha disputato molte gare su Minardi, Lotus, Jordan e Williams. Diplomatosi come geometra, Alex è sposato con Daniela, ed è padre di Niccolò. Nel’automobilismo si è laureato campione Cart nel 1997 e 1998, e campione italiano superturismo nel 2005. Nel paraciclismo ha conquistato quattro medaglie d’oro ai Giochi
paralimpici di Londra 2012 e Rio 2016, e otto titoli ai campionati mondiali su strada.

L’incidente in Germania

Il 15 settembre 2001 Zanardi si presentò motivato alla gara europea del Lausitzring. Le qualifiche non vennero disputate a seguito di un violento acquazzone e la griglia fu determinata in base alla posizione in campionato. Nonostante partisse ventiduesimo riuscì a recuperare posizione su posizione, portandosi al primo posto. A tredici giri dalla fine, dopo aver compiuto la sua ultima sosta, uscendo dai box, dopo aver tolto il limitatore di giri, Zanardi perse improvvisamente il controllo della vettura (pare per la presenza di acqua e olio sulla traiettoria di uscita) che, dopo un testacoda, si intraversò lungo la pista, mentre sulla stessa linea sopraggiungevano ad alta velocità Patrick Carpentier e Alex Tagliani. Il primo riuscì a evitare lo scontro, il secondo no e l’impatto fu violentissimo: la vettura di Tagliani colpì perpendicolarmente la vettura del pilota bolognese all’altezza del muso, dove erano alloggiate le gambe, spezzando in due l’auto.

Condizioni disperate

Prontamente raggiunto dai soccorsi, Zanardi apparve subito in condizioni disperate: lo schianto aveva provocato, di fatto, l’istantanea amputazione di entrambi gli arti inferiori e il pilota rischiò di morire dissanguato. Per salvargli la vita, Steve Olvey, capo dello staff medico, tappò le arterie femorali del pilota per tentare di fermare la grave emorragia. Dopo aver ricevuto l’estrema unzione dal cappellano, venne caricato sull’elicottero e condotto all’ospedale di Berlino, dove rimase in coma farmacologico per circa quattro giorni e gli venne rimosso chirurgicamente il ginocchio destro, irrimediabilmente compromesso. Dopo sei settimane di ricovero e una quindicina di operazioni subite Zanardi poté lasciare l’ospedale per cominciare il processo di riabilitazione.

Campione di paraciclismo

Apprezzato sia come atleta sia come persona per l’atteggiamento positivo verso la vita e le sue avversità, dopo l’incidente del Lausitzring, Zanardi ha cominciato a partecipare a varie manifestazioni per atleti disabili e, parallelamente all’impegno automobilistico che ha ripreso, ha intrapreso una nuova carriera sportiva nel paraciclismo dove corre in handbike nelle categorie H4 e successivamente H5.

Le medaglie

Nell’estate del 2012 si presenta al via dei XIV Giochi paralimpici estivi di Londra, con ambizioni di medaglia sia a cronometro sia su strada. Il 5 settembre conquista l’oro nella gara contro il tempo svoltasi sul circuito di Brands Hatch. Nella stessa pista, il 7 settembre ottiene il suo secondo titolo paralimpico, stavolta nella prova su strada. Il giorno dopo riesce a ottenere la sua terza medaglia, questa volta d’argento, nella staffetta a squadre mista H1-4, assieme a Francesca Fenocchio e Vittorio Podestà. Al termine della Paralimpiade, viene scelto come portabandiera azzurro per la cerimonia di chiusura dei Giochi.

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