Felice come una Pasqua ma anche come una… vongola!

Felice come una Pasqua

Felice come … una Pasqua!  Quante volte lo avete detto? In Italia è  l’espressione più comune per descrivere la felicità. Ma non è così in tutto il mondo. Babbel, l’app leader per l’apprendimento delle lingue, ha creato un glossario dei termini usati nel mondo per esprimere benessere e  ricordare in quanti modi è possibile… essere felici. E cioè come un lombrico, una liquirizia e anche come… una vongola!

Felice come una Pasqua ma anche come … una vongola!

Se noi diciamo felice come una Pasqua, gli spagnoli, invece si paragonano alla liquiriziafeliz como un regaliz”, ma anche ai lombrichifeliz como una lombriz” o alle naccheremás contento que unas castañuelas”.

E se vi sembra strano paragonare un lombrico a un’esplosione di felicità aspettate di essere in Gran Bretagna!  Nel mondo anglosassone il parallelismo è con… un mollusco: “happy as a clam”. Sì sì avete capito bene! Un mollusco! Sapete quali sono i molluschi vero?  Gli inglesi usano quest’espressione perché richiama il sorriso che sembrano avere le vongole quando si aprono. E a volte ci aggiungono anche “in high water”, cioè “in alto mare”!

Più intuitivo (ma decisamente meno raffinato) il paragone con un maiale nel fangohappier than a pig in shit” : chissà cosa potrebbe succedere in Italia se a qualcuno venisse detto “ti vedo felice come un maiale nel fango….” . Non solo: usano anche paragonarsi a una papera che è riuscita a conquistarsi un pezzo di pane “happier than a duck with bread”.

In Francia si punta invece molto in alto anzi… altissimo: “heureux comme un roi”, “heureux comme un pape” e “heureux comme Dieu en France” rimandando rispettivamente alle figure di un re, del papa e di un Dio.

Infine, se una vostra conoscenza portoghese dovesse pronunciare la parola “Sextou” fate attenzione a non fraintendere! Il sesso non c’entra niente! Sta solo esprimendo la propria felicità per l’arrivo del weekend.

 

Le parole della felicità

La felicità è un concetto astratto, soggettivo e spesso difficile da comunicare. È proprio per questo che in ogni lingua è possibile trovare parole ed espressioni uniche,  che danno diverse sfumature a questo stato d’animo. Eccone qualcuna un po’ particolare che racchiude un significato più ampio di felicità, legata allo stare bene e segnalata da Babbel.

Ikigai

Siamo in Giappone e si potrebbe tradurre come “ragion d’essere”. È composta da due parole: “iki”, che significa vita e “gai”, che si rifà ai concetti del valore e del merito. La filosofia dell’Ikigai pone al centro della felicità la riscoperta dei piccoli piaceri della nostra vita quotidiana. Ikigai significa allontanarsi dai condizionamenti sociali per investire le proprie energie in ciò che ha davvero valore e significato. Un’interpretazione quanto mai attuale in questo periodo storico.

Hygge

Hygge è un concetto centrale nella cultura danese. Letteralmente si potrebbe tradurre come “calore” o “intimità”, ma più che uno stato emozionale l’hygge rappresenta un momento. Ognuno può vivere il proprio hygge diversamente, che si tratti di bere qualcosa con gli amici di sempre o di rilassarsi sul divano. Tutto può essere hygge, a patto di includere tre elementi centrali: il senso di sicurezza, la vicinanza delle persone per noi importanti e la convivialità. Forse in italiano è “calore” che ne dite?

Lagom

Un invito ad accontentarsi “del giusto” viene invece dalla Svezia. Come nei casi precedenti, anche Lagom è un termine che racchiude una vera e propria filosofia di vita e che invita le persone alla moderazione e alla ricerca del proprio equilibrio. Il Lagom lascia ad ognuno piena libertà nella valutazione delle proprie necessità, con l’unica raccomandazione di non esagerare in nessun aspetto della vita. Un approccio che si riflette anche in maniera evidente nel design delle case svedesi, caratterizzate da un certo minimalismo, linee essenziali e praticità.

Koselig

Le rigide temperature esterne sembrano invece aver spinto i norvegesi a ricercare dentro di sé il calore con cui accendere le proprie giornate. Un po’ come per il danese hygge, anche l’interpretazione del koselig è del tutto soggettiva e si focalizza sull’apprezzare ogni istante della vita. I norvegesi definiscono koseling, che letteralmente significa “accogliente”, tutto ciò che proietta in un’atmosfera calda e confortante. Un quadro pieno di colori caldi o una giornata di pioggia passata sotto le coperte sono alcune delle circostanze che in Norvegia si meriterebbero l’etichetta di koselig.

Gezelligheid

Per certi aspetti è forse inaspettata la formula olandese della felicità, incarnata nella filosofia del gezelligheid. In italiano si potrebbe tradurre come “accogliente”, ma anche in questo caso la traduzione non trasmette la forza di una teoria del benessere basata sulla convivialità e su un approccio rilassato alla vita. Gezelligheid significa allontanarsi da ansia e depressione condividendo momenti spensierati con le persone che amiamo. Un concetto molto simile è racchiuso nella parola tedesca gemütlichkeit, con cui in Germania si esprime il senso di benessere derivante dalla condivisione dei momenti di gioia.

Intanto buona Pasqua a tutti! In tutte le lingue….

  • In francesce: Joyeuses Pâques!
  • Inglese: Happy Easter!
  • Tedesco: Frohe Ostern!
  • Olandese: Zalig Pasen!
  • Spagnolo: Felices Pascuas!
  •  Svedese: Glad Påsk!
  • Finlandese: Hyvää pääsiäistä!

e per finire… in Latino: Prospera Pascha sit!

 

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