23 maggio 1992 La strage di Capaci. #PalermoChiamaItalia per non dimenticare

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I giudici Falcone e Borsellino
I giudici Giovanni Falcone e (a destra) Paolo Borsellino

 

#PalermoChiamaItalia: 27 anni fa la Strage di Capaci

Il 23 maggio 1992 sull’autostrada A29 vicino allo svincolo di Capaci viene ucciso  Giovanni Falcone. Il giudice Falcone con la moglie Francesca Morvillo con gli agenti della scorta stavano rientrando da Roma e viaggiavano in auto sull’autostrada che collega l’aeroporto di Punta Raisi a Palermo. Ed è proprio qui che la mafia aveva piazzato una carica di cinque quintali di tritolo.
 Era posizionata in una galleria scavata sotto la sede stradale nei pressi dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine. Un’esplosione terribile che ha aperto una voragine sulla strada e ucciso il giudice Falcone e la moglie con tre agenti della scorta Vito Schifano, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Chi era

Il giudice Falcone  era un  magistrato che faceva parte del  pool anti mafia costituito a Palermo nel 1980 per combattere Cosa Nostra. Lui è stato tra i primi a capire cosa era e come era organizzata la mafia siciliana, in un’epoca in cui si negava generalmente l’esistenza della mafia e se ne confondevano i crimini con scontri fra bande di delinquenti comuni.

Aveva ragione. E la sua tesi è stata confermata dalle dichiarazioni rilasciate nel maxiprocesso dal primo importante pentito di mafia, Tommaso Buscetta, e, negli anni seguenti, da altri rilevanti collaboratori di giustizia.

Nel 1985  insieme  all’amico e collega Paolo Borsellino (che sarà ucciso un mese e mezzo dopo sotto casa) vengono trasferiti per sicurezza nella foresteria del carcere dell’Asinara dove iniziarono a scrivere l’istruttoria per quello che passerà alla storia come il Maxiprocesso.
Manderanno alla sbarra ben 475 imputati.
È la prima volta che lo Stato fa sentire la sua voce forte contro la mafia e lo fa grazie soprattutto ai due magistrati. Il Maxiprocesso produrrà 360 condanne per 2665 anni di carcere e undici miliardi e mezzo di vecchie lire di multe da pagare.
Falcone e Borsellino non hanno mai smesso di combattere contro Cosa Nostra ben sapendo che questo avrebbe messo a rischio la loro stessa vita.

Gli uomini passano – disse una volta Giovanni Falconema le idee restano. Restano le tensioni morali che continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.

Per non dimenticare

Tante  le manifestazioni per ricordare i magistrati che, pur sapendo di essere nel mirino della mafia, continuarono a lavorare in nome della giustizia e della legalità. 

  • Saranno oltre 70mila i ragazzi che il 23 maggio andranno a Palermo per partecipare alla manifestazione #PalermoChiamaItalia

Il programma

L’appuntamento principale è  nell’Aula bunker dell’Ucciardone, luogo simbolo del Maxiprocesso a Cosa Nostra, e saranno trasmesse in diretta televisiva su Rai Uno dalle 10. Ci saranno poi attività nelle varie piazze della e anche nelle scuole.

Nel pomeriggio partiranno i due tradizionali cortei di #PalermoChiamaItalia, con protagonisti gli studenti ma aperti a tutta la città: il primo si muoverà alle 15.30 da via D’Amelio, il luogo dove venne ucciso Paolo Borsellino. Il secondo alle 16 dall’Aula bunker. Entrambi si ricongiungeranno sotto l’albero Falcone, in via Notarbartolo, per il silenzio, alle 17.58, l’ora della strage di Capaci.

A Palermo ci saranno gli studenti siciliani, ma anche i circa 1.500 ragazzi che arrivano in mattinata con la nave della legalità che salpa il 22 maggio dal porto di Civitavecchia. A salutare la partenza della nave sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il “no” alle mafie verrà rilanciato il 23 maggio in molte città italiane, in una sorta di “staffetta” a distanza tra gli studenti, con iniziative sui temi della legalità (concerti, dibattiti, proiezioni, performance teatrali, gare, ecc.).

Il tema dell’edizione 2019

Il tema dell’edizione di quest’anno è dedicato alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale, conosciuta anche come “Convenzione di Palermo” perché firmata a Palermo nel 2000. Sono 189 gli Stati che ad oggi l’hanno ratificato. Le Nazioni Unite, insieme alla Convenzione, hanno anche adottato 3 Protocolli che riguardano:

– la prevenzione, soppressione e persecuzione del traffico di esseri umani, in particolar modo donne e bambini;

– il traffico di migranti via terra, mare e aria;

– la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da fuoco.

Alla Convenzione è intitolato anche il concorso nazionale per questo anno scolastico dal titolo: “Follow the money. Da Giovanni Falcone alla Convenzione Onu di Palermo contro la criminalità organizzata transnazionale”. I migliori elaborati degli studenti saranno premiati durante la cerimonia in Aula Bunker.

La scuola viva 

“Quella che vedremo il 23 maggio sarà una “scuola viva”. Animata dall’insegnamento di importanti servitori del nostro Stato che hanno dato la vita per liberare il loro Paese dalla mafia, come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E da valori di giustizia e di rispetto che devono trovare concretezza nella nostra quotidianità”, spiega il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti.

“A 27 anni di distanza, continuiamo a ricordare questi martiri del nostro Stato perché la loro testimonianza e il loro sacrificio non vadano perduti. Perché le nuove generazioni sappiano che l’Italia del 2019 è debitrice nei confronti di quegli uomini. E che ancora tanto rimane da fare: le nostre società hanno anticorpi per reagire al fenomeno mafioso, alla violenza, alla sopraffazione. Ma non ne sono immuni. Ed è per questo che dobbiamo investire sull’educazione dei nostri giovani: diffondere la cultura del rispetto e della legalità è fondamentale se vogliamo costruire una comunità giusta e in pace”

I social

Il MIUR e la Fondazione Falcone uniranno le piazze di #PalermoChiamaItalia e tutte le scuole che vorranno partecipare facendo sentire la loro voce per dire “no” alle mafie utilizzando anche i canali social. Sui profili twitter @MiurSocial e@23maggioItalia ci saranno le dirette degli eventi raccontati attraverso gli hashtag #23maggio, #PalermoChiamaItalia e#navedellalegalità. Gli eventi potranno essere seguiti sulle pagine Facebook e Instagram del MIUR e di #PalermoChiamaItalia.  Ulteriori informazioni  sulle pagine www.miur.gov.it e www.fondazionefalcone.it. Sui due siti saranno progressivamente caricati materiali, foto, schede.

Il libro

“Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando  (ed.Bur Rizzoli)

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