Elezioni, cellulare vietato dentro la cabina. La multa? 15 mila euro

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cellulare vietato in cabina elettoraleElezioni e cellulare. Attenzione! A Montemiletto in provincia di Avellino nel seggio elettorale a un certo punto si è sentito un «click». Un uomo di 55 anni ha fatto al foto alla sua scheda elettorale dopo aver votato. Ma non si può! È vietato-vietatissimo dalla legge! L’uomo è stato denunciato. Scheda e telefono sono stati sequestrati. 
 Dentro la cabina non si può entrare con il telefono cellulare! Un selfie qui dentro può costare davvero caro!!!

Perché non si può fare le foto?

La legge è stata fatta per evitare i voti di scambio. Cioè: mando la foto della mia scheda a un candidato per dimostrargli di avere votato per lui e così posso chiedere un favore in cambio…

La multona

Il rischio è parecchio grosso! Quanto? Anche 15mila euro! Il primo marzo scorso, una sentenza della Cassazione ha chiarito una volta per tutte cosa si rischia a portare con sé il cellulare nella cabina elettorale: una multa di 15mila euro.

È successo  a un 77enne di Firenze che, alle elezioni politiche 2013, aveva scattato un’istantanea alla scheda elettorale appena votata. E non è servito dire e ripetere (anche tramite avvocato ovviamente) che qualcuno lo avrebbe dovuto avvisare all’interno del seggio.

Per la giustizia italiana non ci sono scuse. Tutti lo devono sapere che quello che è vietato è «l’introduzione nella cabina elettorale di strumenti atti a fotografare l’espressione del voto».

La regola del cellulare

Alle elezioni del 2018, il Viminale era stato chiaro. “Il telefono cellulare deve essere consegnato ai componenti del seggio prima di entrare nella cabina elettorale“, ricorda il Viminale. Per i trasgressori sono previste multe salatissime, fino a mille euro.

Al fine di assicurare la libertà e segretezza della espressione del voto – spiega il ministero dell’Interno – la legge fa divieto di introdurre all’interno delle cabine elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini“.

Chiunque contravviene a questo divieto – prosegue il Viminale – è punito con l’arresto da tre a sei mesi e con l’ammenda da 300 a 1.000 euro“.

 

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