Dall'Africa a Lampedusa, in fuga dalla rivolta

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LAMPEDUSA – Barche sgangherate stracolme soprattutto di tunisini in fuga dal loro paese sono approdate a Lampedusa. Gli sbarchi oramai sono continui. Nei giorni scorsi sarebbero arrivate anche mille persone in una sola notte. Tra loro anche una mamma eritrea che ha partirito su uno dei barconi della speranza. Ora lei e il suo piccolo stanno bene. C’è stato un momento in cui gli immigrati sbarcati sull’isola erano più degli abitanti dell’isola (conta poco più di seimila abitanti l’isola). Tra gli immigrati arrivati ora anche dalla Libia ci sono anche tanti ragazzi. Secondo l’associazione Save the children ne sarebbero arrivati ben 530! E 250 sono rimasti per molti giorni sull’isola in condizioni igieniche disastrose.

Il vento della rivolta – I tunisini sono fuggiti da un paese allo sbando, dopo la caduta del vecchio presidente. Sulle coste del loro paese hanno acquistato a caro prezzo un biglietto e hanno attraversato il breve tratto di mare che li separa dall’Italia. Hanno pagato anche tremila euro per salire su una “carretta” galleggiante dove hanno viaggiato uno sull’altro, sapendo di correre il rischio (come è successo) che la barca si spezzi in due per il troppo carico.

Gli immigrati da Lampedusa vengono portati nei centri di accoglienza in varie regioni del paese dove vengono identificati. Ma sono ancora tanti, tantissimi. Il sindaco di Lampedusa ha chiesto che vengano smistati velocemente perché l’isola non può reggere a lungo questa “invasione”.

Undecided Ma perché scappano? In Tunisia la rivoluzione che è stata chiamata dei Gelsomini (dal fiore tipico della Tunisia) ha una data di inizio ed è il 17 dicembre scorso quando  un giovane venditore ambulante di frutta e verdura si dà fuoco a Sidi Bouzid città del centro della Tunisia per protestare contro la confisca della sua merce. La rivolta si allarga rapidamente: in Tunisia le persone non sono contente della vita che fanno. I prezzi sono troppo alti, molti non hanno un lavoro, vogliono che il presidente Ben Ali da 24 anni al potere lasci il suo posto. Per questo centinaia di migliaia di persone in tutte le città sono scese nelle strade invocando più libertà. E hanno continuato per giorni e giorni nonostante i tentativi di repressione costati la vita a molti di loro, finché il presidente non ha lasciato il governo del paese.

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Quali paesi stanno protestando? Quello che è successo in Tunisia è stato solo l’inizio. C’è ormai un vento di ribellione che ha soffiato in molti paesi del mondo arabo in Africa e Medio Oriente. La stessa rivoluzione è scoppiata in Egitto, poi in Algeria, Iran, Bahrain, Yemen.

Ora è la volta della Libia dove si sono scatenate le proteste contro un potere che dura da più di 40 anni. Il leader libico Gheddafi ha cercato di resistere a questo vento di rivolta in nome della libertà con la forza. Ora il paese è nel caos totale. E’ una vera guerra civile.

Undecided Riesci a vedere sulla cartina dove si trova il Bahrain?

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