Monti

perché se ne parla

Il professore Mario Monti ha sciolto la riserva e ha formato il nuovo Governo: i ministeri sono 17, di cui 12  con portafoglio. I ministri sono 16, infatti il premier mantiene l’interim per l’Economia, tre donne sono alla guida di dicasteri importanti. Sono tutti “tecnici”. Secondo Mario Monti la “non presenza di politici lo agevolerà”.

di Gianna Fusi

MILANO– Abbiamo assistito in questi ultimi giorni ad una particolare crisi di governo. Questa a differenza di altre  crisi non può definirsi propriamente “parlamentare” in quanto non abbiamo avuto un formale atto di sfiducia da parte del Parlamento nei confronti del Governo Berlusconi. Tuttavia, dati gli ultimi avvenimenti, tale Governo si è mostrato in difficoltà per affrontare e predisporre le misure necessarie per restare in carica, si è trovato cioè nell’impossibilità di governare in un momento oltretutto non facile data l’attuale situazione economica. Così è intervenuto a buona ragione il Presidente della Repubblica, organo assolutamente sopra le parti e non politico che  “rappresenta l’Unità Nazionale ed è Capo dello Stato”, così come recita la nostra Costituzione all’articolo 87. Vediamo allora e cerchiamo di capire cosa egli abbia fatto.

Che cosa ha fatto il presidente della Repubblica– Vista la difficoltà del governo a procedere con la propria azione governativa il Presidente Berlusconi (attualmente ex Presidente) ha ritenuto opportuno rimettere il proprio incarico dando le dimissioni. Di fronte a tale gesto  il nostro Presidente delle Repubblica, agendo come Capo dello Stato, poteva procedere in due modi:

1 – indire nuove elezioni, le cosiddette elezioni anticipate, rimettendo così alla volontà del corpo elettorale il potere di esprimere una nuova maggioranza parlamentare in grado di esprimere al proprio interno un Governo stabile.

2 – affidare ad un’altra persona l’incarico di formare un nuovo Governo che fosse in grado di ottenere la fiducia dal Parlamento.

II Presidente Napolitano ha optato per la seconda ipotesi, affidando al Professor Mario Monti l’incarico di formare il nuovo Governo.  Il prof. Monti si è riservato di accettare, ma questo è prassi normale! L’incaricato infatti, in questo caso il Prof. Monti, non accetta semplicemente ma si riserva di accettare ed inizia una serie di piccole consultazioni, dirette ad accertare in concreto le possibilità che possono esservi in quel particolare momento di formare una maggioranza che faccia proprio un programma concordato, almeno nelle sue linee generali, fra le forze politiche che intenderanno sostenerlo.

Se dovesse persistere l’impossibilità di esprimere una maggioranza  che sostenga il Governo nascente, nel caso cioè in cui l’incaricato non riesca nel suo intento, egli tornerà  dal Presidente della Repubblica e rimetterà il proprio incarico; a questo punto bisognava per forza ricorrere alle elezioni anticipate.

Invece il Prof Monti ha concluso positivamente i suoi colloqui e la sua opera, ha sottoposto al Presidente della Repubblica la lista dei ministri e si è dichiarato pronto a presiedere il nuovo Governo.  Dopo di che si apre la fase conclusiva del procedimento cioè la nomina del nuovo Presidente del Consiglio e dei suoi ministri con decreto del Presidente della Repubblica.

Secondo l’articolo 93 della nostra Costituzione i neo nominati devono prestare giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica ed entro 10 giorni presentarsi alle Camere per ottenere la fiducia  e sarà lo stesso Presidente del Consiglio ad esporre il suo programma.

Il nuovo Governo è formato solo da tecnici, nessun politico? Ma chi sono i tecnici? Monti stesso non è un politico, non è iscritto a nessun partito, ha sempre svolto ruoli importanti anche all’interno della Comunità Europea , come professionista e tecnico dell’economia e mai come esponente di una fazione politica.
Un governo tecnico è un governo formato quindi da personalità capaci, professionalmente preparate svincolate dai partiti e dalle loro logiche. Un governo che dovrebbe riuscire ad attuare quel piano economico di cui  l’Italia  ha bisogno.
Un governo politico è invece un governo presieduto e formato da personalità che sono espressione diretta dei partiti che hanno vinto le elezioni  e che attueranno il loro programma politico, tenendo conto delle indicazioni che hanno ottenuto dal proprio corpo elettorale.
Tuttavia anche un Governo tecnico ha necessità di trovare una maggioranza in Parlamento che lo sostenga, altrimenti esso non può fare niente in quanto ogni atto che il governo intenda compiere ha bisogno dell’approvazione della maggioranza dei membri del parlamento, che, ricordiamolo, sono tutti politici!
Ecco allora la necessità , anche per un governo tecnico di venire a patti con una parte politica più ampia possibile.

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