Tutti i saluti del mondo: dalla linguaccia all’inchino

Dal 3 giugno si può andare ovunque ma non possiamo abbracciare e baciare nessuno, se non le persone con cui viviamo in casa. È una cosa che ci mette a disagio… Noi, cioè proprio noi in Italia, siamo abituati quando ci incontriamo a darci un abbraccio e magari anche due baci sulla guancia. È il nostro modo di salutare più affettuoso. Oppure sventoliamo una mano per accompagnare il nostro “ciao”. Quello formale è la stretta di mano Ma non possiamo fare neanche questo, per colpa del coronavirus che ancora girella tra di noi. Abbiamo dovuto ripensare dei “saluti”. C’è chi si dà il gomito per esempio.  C’è chi si limitare a strizzare ancora di più gli occhi, per far vedere che stiamo sorridendo visto che la mascherina nasconde la bocca. Voi avete inventato qualche modo nuovo?

Linguacce e inchini: tutti i saluti del mondo

Magari potete rubacchiare qualche idea dall’estero. Ecco un giro del mondo di saluti…

Tibet

Una bella linguaccia! I tibetani mostrano la lingua in segno di rispetto, per dimostrare di non essere la reincarnazione di un malvagio sovrano del IX secolo, Lang Darma, noto per la sua lingua nera

Giappone

 L’inchino. L’inchino giapponese si chiama rei, diverso a seconda di quanti gradi ci si inclina. Il più comune è quello di 15 gradi, l ‘eshaku, per i saluti informali.  Quello di 30 gradi, è riservato a chi si trova in un gradino più alto della scala sociale (come il proprio capo); il saikeirei, un inchino a 45 gradi, si usa di fronte a personalità come l’imperatore, o per farsi perdonare di una grave mancanza.

Nuova Zelanda

Hongi. È il saluto tradizionale dei Maori: appoggiano naso e fronte per  condividere il respiro quindi l’anima guardandosi negli occhi.

Francia ma anche nei paesi bassi

Baci. In alcune zone della Francia e dei Paesi Bassi è abitudine darsi  3 baci sulla guancia

India

Namaste. Con le mani unite all’altezza del petto, viene fatto un piccolo inchino con la testa.  L’Añjali Mudrā. Le mani vengono unite tra loro come in preghiera, posizionate davanti al cuore e viene pronunciato il celebre saluto: “Namaste”

Kenya

Salti in alto! I Masai fanno una danza con una serie di salti sempre più alti che si chiama “Adamu”

Malesia

Mani sul cuore. In Malesia le dita delle mani si toccano tra di loro e poi le proprie mani vengono portate al cuore. Questo significa che il  saluto arriva dal profondo del loro cuore.

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