Coronavirus, la maschera di Decathlon diventa un respiratore

Chissà quanti di voi hanno usato la maschera di Decathlon per andare sott’acqua al mare!   Ora è stata modificata, gli è stato aggiunta una “valvola” realizzata con la stampante in 3D ed è utilizzata negli ospedali per aiutare le persone ricoverate che non riescono a respirare bene.

 L’idea

L’idea geniale è di un ingegnere e di un medico. L’ex primario dell’Ospedale di Gardone Val Trompia, in provincia di Brescia, il dottor Renato Favero, conosceva la maschera Decathlon. Ha alzato il telefono ed ha chiamato Christian Fracassi e il suo team,  la società Isinnova, che stava realizzando in stampa 3D le valvole di emergenza per respiratori.

In 7 giorni

Il medico e l’ingegnere hanno parlato e parlato. Il medico ha spiegato bene al’ingegnere come funzionano i polmoni, alveoli, il virus e la polmonite. Poi  ha  chiesto all’ingegnere  di aiutarlo nell’impresa di trasformare maschere da sub in maschere per la respirazione da utilizzare in ospedale.  Così è nata   Easy Covid 19,

Il prototipo delle valvole Charlotte e del nuovo raccordo al respiratore è di fatto nato in 7 giorni ed è stato testato  nell’ospedale di Chiari, nel brescianon e “si è dimostrato perfettamente funzionante” come ha spigato la società che l’ha realizzato, collegando direttamente la maschera all’ossigeno tramite la presa al muro.

Gratuita

In questa gara dell’ingegno a tempo di record, c’è un altro punto non indifferente: chiunque potrà stampare liberamente valvole e raccordo, a condizione che non siano utilizzate per fini commerciali. Cioè a scopo di lucro. Quindi nessuno potrà percepire diritti e guadagni sull’idea del raccordo e, tanto meno sulla vendita delle maschere Decathlon. Genialità e buoni sentimenti.

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