Coronavirus, cos’è la Fase due?

  1. ombrelloni

Da più di un mese ormai siamo tutti chiusi in casa. Niente scuola, in pochissimi vanno a lavorare. Ma dal 4 maggio potrebbero aprirsi alcune porte. In qualche modo si potrà uscire. Già ma come? In quale modo? E poi si potrà uscire tutti oppure soltanto alcuni?
Sono tante le domande alle quali deve dare una risposta il nostro governo, aiutato anche da alcuni esperti. Le risposte certe non ci sono ancora, ma il capo del Governo, Giuseppe Conte ha detto che è pronto a darle entro domenica 26 aprile. Le risposte saranno contenute in piano che darà avvio alla «Fase due» per il nostro Paese. Ecco cosa sappiamo di certo ad oggi.

Fase due dal 4 maggio

Il capo del Governo Giuseppe Conte oggi ha spiegato perchè ancora l’Italia non ha dato il via libera. Ecco le sue parole:

  • «Prima della fine di questa settimana confido di illustrarvi i dettagli di questo articolato programma. Una previsione ragionevole è che lo applicheremo a partire dal prossimo 4 maggio»

  • Non vanificare gli sforzi. «Molti cittadini sono stanchi degli sforzi sin qui compiuti e vorrebbero un significativo allentamento di queste misure o, addirittura, la loro totale abolizione. Vi sono poi le esigenze delle imprese e delle attività commerciali di ripartire al più presto. Mi piacerebbe poter dire: riapriamo tutto. Subito. Ripartiamo domattina. Questo governo ha messo al primo posto la tutela della salute dei cittadini, ma certo non è affatto insensibile all’obiettivo di preservare l’efficienza del sistema produttivo. Ma una decisione del genere sarebbe irresponsabile. Farebbe risalire la curva del contagio in modo incontrollato e vanificherebbe tutti gli sforzi che abbiamo fatto sin qui. Tutti insieme».
  •  Niente improvvisazione.  «In questa  fase non possiamo permetterci di agire affidandoci all’improvvisazione. Non possiamo abbandonare la linea della massima cautela, anche nella prospettiva della ripartenza. Non possiamo affidarci a decisioni estemporanee pur di assecondare una parte dell’opinione pubblica o di soddisfare le richieste di alcune categorie produttive, di singole aziende o di specifiche Regioni».
  • Le differenze tra le Regioni.  «Dobbiamo agire sulla base di un programma nazionale, che tenga però conto delle peculiarità territoriali. Perchè le caratteristiche e le modalità del trasporto in Basilicata non solo le stesse che in Lombardia».

Linee guida per la Fase due

Conte ha spiegato anche che il governo sta lavorando insieme giorno e notte a un gruppo di esperti. Uno tra questi è Silvio Brusaferro presidente dell’Istituto superiore di Sanità.  Con lui sarà valutato come contenere i rischi quando le persone potranno finalmente uscire di casa. Cosa potremmo fare quindi? Ecco alcuni chiarimenti.

Le vacanze al mare

Ancora non si può sapere. «C’è ancora incertezza su come saranno le vacanze estive e se potremo andare al mare. Siamo tutti consapevoli ormai  che raduni o assembramenti di centinaia o migliaia di persone in spazi ristretti sia al chiuso che all’aperto non ci sono consentiti. Questo è il primo dato da cui partire. Dopo di che dobbiamo tenere a mente il principio del passo dopo passo».

«A partire dal quattro maggio – assicura  Brusaferro – si può iniziare a rilassare alcune misure, misurare ciò che avviene e fare un passettino in più settimana dopo settimana monitorando sempre ciò che succede».

Non possiamo dunque pensare di trovarci su una spiaggia come quella della fotografia! Quest’estate ci saranno delle regole e nei prossimi giorni sapremo quali… 

Gli eventi

«Grandi eventi per grandi concerti o grandi raduni nelle piazze o cose del genere queste sono attività che tutti siamo consapevoli  metterebbero a rischio le persone che vi partecipano, ma soprattutto le persone che tornando a casa contattano altre persone. Dovremo mantenere quello che chiamiamo distanziamento fisico».

Concerti e feste di piazza o di paese per ora sono ancora troppo a rischio secondo il parere degli esperti. La regola di mantenere il metro di distanza va comunque rispettata

I trasporti nella Fase due

Niente autobus affollati. «Immaginare una distribuzione degli orari tale da evitare che ci siano orari di punta. Sappiamo – spiega – che gran parte delle persone si muove in determinate fasce orarie soprattutto nelle grandi città. Questi affollamenti non ci consentono di garantire un contenimento della diffusione del virus. Quindi bisognerà riorganizzare i mezzi pubblici ma anche gli orari di accesso ai posti di lavoro, spalmandoli su fasce orarie molto più ampie».

Su bus e metropolitane non ci potrà essere adesso la calca dell’ora di punta. Stanno studiando l’ipotesi di limitare l’accesso alle stazioni della metropolitana, di disegnare cerchi sui pavimenti di tram e bus per mantenere le distanze di sicurezza tra i passeggeri, e di avere sedili alternati sui treni regionali.

L’immunità di gregge

«Le persone  immunizzate sono una minoranza assoluta. La larghissima maggioranza degli italiani, parliamo circa del 90 per cento, non ha avuto contatto con il virus.  Questo numero fa sì che l’immunità di gregge sia molto lontana».  L’immunità di gregge si ha quando almeno il 70-80 per cento delle persone è venuto a contatto con il virus. In Italia siamo quindi molto lontani.

Cos’è l’immunità di gregge?

Si ha quando i soggetti immuni ad un determinato virus (o perché sono vaccinati o perché l’hanno già contratto) rendono difficile al virus la diffusione, immunizzando in maniera indiretta anche quei pochi soggetti ancora esposti.

Ci vuole ancora pazienza! «Dovremmo muoverci con grande attenzione in tutti in contesti – ha osservato
Brusaferro – perchè una persona portatrice può far ripartire  nuovi casi. È molto importante che accanto alle nuove misure si misuri costantemente il numero di nuovi casi. Dovessero aumentare, bisognerà fare un passo indietro. Viceversa – conclude – potremmo pensare di fare dei passi in avanti».

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