Sfigato. Patetico. Secchione.  Parole che pesano. Fanno male, a volte malissimo. Come un cazzotto o un calcio. Povocano segni che magari da fuori non si vedono, ma dentro lasciano dei brutti lividi…  Quando poi sono sparate da chi si nasconde dietro a un computer o a un telefonino sono anche vigliacche. Ogni parola ha il suo peso. E sta a noi capire come utilizzarla. E tu da che parte stai? #PesaLeParole.
«Vox» – Osservatorio italiano dei Diritti lancia la campagna #Ispeakhuman contro il linguaggio dell’odio online, il primo progetto di messo a punto da studenti per i giovani.

I numeri dell’odio on line

In Italia 1 ragazzo su 4 è vittima di cyberbullismo e ogni giorno nel 60% delle scuole si registrano episodi di bullismo (dati Conacy).

Anche per questo, il progetto è partito dagli studenti. e costruire esempi positivi, legati ai linguaggi dell’inclusione. I post, le clip e i video della campagna sono stati realizzati dai ragazzi del Liceo Scientifico Bottoni di Milano, grazie un progetto di alternanza scuola- lavoro, con l’aiuto di giuristi, psicologi, giornalisti, linguisti per insegnare loro il valore delle parole e del linguaggio dell’inclusione. Al progetto hanno preso parte anche gli studenti dell’università Cattolica, corso magistrale Cimo e corso in Community Management, che sono stati affiancati da
giornalisti e social media manager.

Le scritte omofobe davanti alle scuole

L’ultimo episodio a Milano proprio il 28 maggio davanti al liceo scientifico Severi a Milano dove è stata lasciata una scritta a caratteri cubitali contro i gay. E qualche tempo prima era successo anche davanti al Liceo Leonardo da Vinci.

La Mappa dell’Intolleranza

Intolleranza, discriminazioni, odio. Crescono, come cresce la paura, figlia spesso di stereotipi, che avvelenano il linguaggio sui social. A giugno Vox presenta come ogni anno la  Mappa dell’Intolleranza (la numero 4). I risultati? Lo hate speech è ormai dilagante. A esserne sempre più colpite sono soprattutto le donne, con più del 50% di tweet negativi registrati nella prima fase della rilevazione. Seguono a ruota, migranti, musulmani, ebrei.

Cosa fare contro l’odio on line?

Una vera emergenza, che ha spinto Vox- Osservatorio italiano sui diritti, a dar vita a questo
progetto di contro-narrazione. Cosa significa? Contrastare il dilagare dell’odio diffondendo messaggi positivi  per sconfiggere il meccanismo delle echo chambers che spargono odio e intolleranza.

Le echo chambers

Già perché sapete cosa sono queste «echo chambers» e cosa succede in rete?  Grazie (o per colpa in questo caso…) dei social e della rete, le informazioni, le idee e le credenze più o meno vere ( e quindi anche completamente false) vengono amplificate dal tam tam di post re-post, twitta e re-twitta in una ripetitiva trasmissione e ritrasmissione all’interno di un gruppo chiuso su se stesso, dove tutti pensano e ripensano, dicono e se la cantano sempre nello steso modo senza mai confrontarsi con punti di vista diversi. Così le visioni che divergono finiscono per non avere mai alcuna considerazione. Immaginate proprio come stare dentro una stanza chiusa dove risuona sempre la stessa eco…

La campagna #Ispeakhuman, partita da qualche giorno ha già ottenuto ottimi risultati,
con più di 50.000 persone raggiunte.

Cosa puoi fare tu contro l’odio on line

Diffondiamo tutti messaggi positivi! Ogni giorno.

Per esempio

  • scrivi un bel messaggio a un amico/amica
  • fai un complimento
  • usa parole gentili
  • fai un commento positivo
  • usa parole che includano le persone

    E tu da che parte stai? #PesaLeParole

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