Contagi in Usa, buone e cattive notizie

buone e cattive notizie
Il post di Guido Silvestri

Ecco qui una buona e una cattiva notizia insieme. Ce le dà tutte e due Guido Silvestri, patologo, immunologo, virologo, divulgatore scientifico ed accademico italiano e professore ordinario di Patologia Generale alla Emory University di Atlanta. Insomma uno che ha studiato parecchio… Ha scritto un post su Facebook che si intitola così: «Il silenzio delle buone notizie».

Il «succo» delle due notizie è questo: in America oggi è stato registrato il numero più basso di contagi da quando lo scorso anno è iniziata la pandemia. Ma nessun giornale, italiano o americano, ha dato questa straaaaoooordinaaaaria notizia! Insomma tutti sono pronti a raccontare le notizie più brutte anche quando riguardano pochissime persone, ma pochi danno le belle notizie anche quando riguardano milioni di persone. Ecco il succo…

Buone e cattive notizie

Quindi

  • la buona notizia: la battaglia contro il Covid sta dando i suoi risultati
  • la cattiva notizia: non lo dice nessuno (a parte noi ovviamente…! grazie al prof Silvestri)

E quindi (2) quando leggete i giornali, guardate i video, la tv o i siti pensate anche che al mondo succedono tante bellissime cose che pochi raccontano. E questo è un esempio. Buone e cattive notizie non sono in equilibrio: «Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce” (Lao Tzu)»

Il post del prof Guido Silvestri

«Oggi – scrive il prof – la media mobile a 7 giorni dei nuovi casi di infezione da SARS-CoV-2 negli Stati Uniti è scesa a 20.692, che rappresenta il numero PIU’ BASSO di contagi dal marzo 2020 (sì, avete letto bene, dall’inizio della prima ondata).
A me sembra propria una notizia bomba, da annunciare con gioia e clamore, mentre il paese corre verso una sempre più ritrovata normalità ed il numero dei soggetti vaccinati con almeno una dose ha superato i 168 milioni».

Ma perché nessuno lo dice?

«Eppure – continua il prof – quasi nessuno ne parla, in America come in Italia, né le grandi testate, né le maggiori reti televisive. Gli stessi giornali e TV che invece aprivano strillando ogni volta che c’era un record di contagi o morti di COVID negli USA.
A me spiace che non si celebri a dovere quella che vedo come una straordinaria vittoria della scienza, grazie alla cavalleria dei vaccini – aggiunge – Dispiace anche vedere come i media tendano ad ignorare le buone notizie, come se la loro missione non fosse quella di informare, ma di spaventare la gente. Capisco che la paura faccia audience, ma trovo questo approccio sbagliatissimo».


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