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Fukushima fa paura, l'Italia non farà centrali nucleari. La nuova energia viene dal mare

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In Italia non si faranno centrali che sfruttano il nucleare per produrre energia. Il Governo ha deciso di fare marcia  indietro sul  “programma di di localizzazione, realizzazione e attività sul territorio nazionale di impianti nucleari”. Ora l’Italia deve attuare una nuova strategia  che guarda alle rinnovabili e all’energia verde. Il grave incidente alla centrale nucleare di Fukushima investita dallo tzunami che ha devastato il Giappone, ha aperto una fase di ripensamento sull’energia e le sue fonti. Il disastro a Fukushima viene classificato come “il piu’ grave di tutti i tempi” al pari di quello del 1986 a Chernobyl. L’agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha infatti innalzato al livello massimo di 7 la classificazione dell’incidente portandolo così allo stesso livello di quello avvenuto in Ucraina nel 1986, il più grave di tutti i tempi. Le radiazioni nocive sono fortissime, tanto che è stata evacuata tutta la zona intorno all’impianto per oltre trenta chilometri. L’Italia ha così rinunciato al piano per dotare il Paese di reattori che dovrebbero provvedere a rifornirci di energia.  Molte nazioni hanno deciso di puntare sulle energie rinnovabili ovvero quelle prodotte dal sole, dal vento, dal calore della terra e dal mare. Molto meno pericolose del nucleare e per nulla inquinanti

MILANO –  La forza delle maree (maremotrice) La più grande centrale elettrica che produrrà energia dalle maree sarà installata in Scozia nello stretto dell’isola di Islay.  

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Libia, conclusa l'"Odissea" per difendere il popolo. Ecco cosa sono le risoluzioni Onu

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 LIBIA – Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha votato la fine della missione in Libia. Il termine è stato fissato per il prossimo 31 ottobre. Dopo la morte del leader Gheddafi si concludono le operazioni militari della Nato.
L’avevano chiamata Odyssey Dawn (Odissea all’alba) ed era l’operazione messa in atto da parte della coalizione internazionale (guidata soprattutto da Francia, Gran Bretagna e Usa a cui partecipa anche l’Italia) per far sì che in Libia  si fermasse la violenta e sanguinosa repressione da parte di Gheddafi sulla sua gente. L’obiettivo era quello di sostenere la popolazione libica che si è ribellata al regime del colonnello al potere da oltre quaranta anni.  Giorgio Napolitano, presidente dell’Italia, ha precisato: “Non siamo entrati in guerra ma impegnati in un’azione Onu”. 

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Il Dalai Lama, un Oceano di saggezza in esilio

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A Milano il Comune aveva deciso di dare la cittadinanza onoraria come speciale benvenuto al Dalai Lama che il 27 e il 28 tiene i suoi insegnamenti al Forum. Poi sono nati i dubbi: la Cina non l’avrebbe presa forse tanto bene. Così il sindaco di Milano ha preferito fare un passo indietro pur di mantenere buoni rapporti economici e politici con la Cina. Altre città non hanno ceduto alla pressione di Pechino, come Bologna, Venezia, Roma e Matera. Ma perché? Chi è il Dalai Lama e che cosa rappresenta?

 dalailamaChi è? Perché vive in esilio?
Tante sono le domande che ruotano intorno a questo piccolo ometto dallo sguardo saggio e simpatico, a partire dal significato del nome con cui viene comunemente chiamato: “dalai”, parola mongola che significa oceano, e lama, parola tibetana che significa maestro spirituale. L’unione delle due parole significa appunto “Maestro Oceano” o meglio “Oceano di saggezza”,

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Mameli e il "Canto degli italiani", un inno tutto da scoprire

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L’Inno di Mameli deve essere insegnato a scuola. Lo ha deciso la Camera dei deputati, uno dei due rami del Parlamento. Dopo che il Senato avrà dato la sua approvazione, la decisione diventerà legge.  Per chi volesse portarsi avanti, oppure per chi vuole semplicemente sgolarsi durante la prossima partita degli Azzurri agli Europei ecco qui parole e spiegazione!

MILANO – L’Inno di Mameli, chiamato anche “Il Canto degli Italiani”, fu scritto da Goffredo Mameli, giovane studente genovese, nel 1847 quando aveva solo vent’anni e musicato da Michele Novaro. Goffredo Mameli morì combattendo alla Repubblica Romana nel 1849.
Quando lo cantiamo, ripetiamo le parole spesso senza comprenderne bene il significato. Vogliamo provare a “raccontarlo” con parole nostre? Cominciamo…

Fratelli d’Italia

L’Italia s’è desta,

Dell’elmo di Scipio

S’è cinta la testa.

Dov’è la Vittoria?

Benigni e l'Inno di Mameli, c'è il video

SANREMO – Chissà quante volte avete canticchiato l’Inno di Mameli prima di una partita di calcio della Nazionale. Ma chi era Scipio? Perché la co(o)rte? Ci voleva un appassionato Benigni  sul palcoscenico dell’Ariston a Sanremo lo scorso anno per raccontare l’Inno come non lo avete mai sentito. E da lì una “lezione” sulla storia del nostro Risorgimento con tutta l’energia, il divertimento e la profondità che lui è riuscito a mescolare così bene. Una forza prorompente per smuovere cuore e cervello delle persone e dire: ma sai quanto è bello essere italiani? Lo show è stato così pieno di fervore “memorabile” (una parola che Benigni ha ripetuto più volte parlando della nostra storia) che il Quirinale lo avrebbe contatto per realizzare un video da diffondere nelle scuole.

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Addio a Steve Jobs, l'inventore di Mac e iPad

 

jobs1USA – Se oggi nelle nostre case ci sono i computer lo dobbiamo anche (e soprattutto) a lui Steve Job, uno dei fondatori della Apple la società informatica che ha come simbolo la mela mangiucchiata. Steve Jobs è morto a 56 anni dopo aver combattuto una lunga battaglia contro un tumore al pancreas.  A dare l’annuncio la stessa Apple che sul sito ha messo una sua grande foto in bianco e nero (la vedete qui a fianco) e due date: quella della nascita e quella della morte. “Apple ha perso un genio creativo e visionario e il mondo ha perso un formidabile esssere umano” hanno scritto sulla home page del sito. jobsUn genio che fin dall’inizio ha saputo rischiare, che non ha esitato a lanciarsi sempre in nuove sfide. “Il mio primo quotidiano” lo vuole ricordare proprio con quelle parole che Steve Jobs pronunciò davanti agli studenti dell’Univerità di Stanford nel 2005: “Siate affamati, siate folli” incitò, esortando i giovani a non aver paura di essere curiosi, a volere andare oltre.

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