Bebe Vio: “Distinguersi è la vera bellezza”

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«Pose da fashion blogger poco convinta. La verità è che alla fine la bellezza non è perfezione e non ha tratti distintivi. Distinguersi è la vera bellezza! La vostra qual  è?”.

Che campionessa Bebe Vio! Nello sport e nella vita. Con queste parole assesta uno dei suoi colpi vincenti questa volta non sulla pedana, ma su Instagram (@bebe_vio) dove ha pubblicato questa bella foto di @sarapiantadosi e sotto le parole come commento.

La conoscete tutti Bebe Vio?

La scherma è la sua grande passione. Fin da quando aveva 5 anni. A 11 anni viene  colpita da una forma aggressiva di meningite. I medici saranno costretti ad amputarle entrambe le braccia dal gomito in giù e le gambe dal ginocchio. Ora ha 22 anni, il sorriso contagioso  e un mix di simpatia grinta e forza d’animo che l’ha fatta diventare famosa in tutto il mondo. Campionessa. La prima a tirare di scherma senza gli arti.

Riuscire a far capire agli altri che io senza il braccio potevo tirare, all’inizio è stata dura, perché dicono che senza le tre dita, che sono pollice, indice e medio e il polso, non si possa fare scherma

Lo racconta in un’intervista di qualche anno fa quando aveva 19 anni e doveva fare la maturità al sito di Memoria Paralimpica. Ascoltate… ne vale davvero la pena!

 

Nome: Beatrice Maria Adelaide Marzia detta “Bebe”
Cognome: Vio
nata a Venezia  il 4 marzo 1997 (22 anni)
occupazione: atleta paralimpica, campionessa italiana di scherma

La vita è una figata!

  • È la frase sul suo sito www.bebevio.com
  • Ha fondato l’associazione art4sport Onlus
  • Le gare Ai primi di maggio 2010 ha disputato la sua prima gara ufficiale a Bologna e da allora è stato un crescendo di gare sempre più esaltanti e divertenti.
     Dal 2010 è tornata a gareggiare collezionando un successo dietro l’altro tra cui le Paralimpiadi di Rio 2016, i Mondiali di Roma 2017 e gli Europei di Terni 2018. Ora ha già iniziato il countdown per i prossimi Giochi Paralimpici di Tokyo 2020.

    • I libri. Ha scritto «Mi hanno regalato un sogno» (2015, Bur)
      «In guardia. Diario di una ragazza che non sa cosa vuol dire arrendersi» (2017, Rizzoli)

 

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